| COMUNICATO STAMPA: DIFENDIAMO IL TEATRO DEL LIDO
L'Associazione Ex lavanderia, nel diffondere il Comunicato stampa del Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido", esprime il proprio sostegno a quei cittadini che, ad Ostia, come noi a M.Mario, difendono un'idea di cultura libera e pubblica. Chi investe le proprie energie per promuovere la cultura non ufficiale, il metodo dell'accessibilità e dell'impegno disinteressato; chi libera spazi dalle mire speculative e dall'illegalità delle istituzioni, chi offre la propria opera per una città viva, creativa e solidale; chi propugna senso di comunità e relazioni sane, chi agisce per il bene comune; chi fa tutto questo, da tempo, subisce l'attacco degli interessi di partito, delle lobby trasversali, dell'anti-etica della politica. Chi libera spazi e li apre alle cittadine ed ai cittadini opera per un mondo migliore e lo fa con il proprio corpo e con il proprio tempo. Nessuna illusione che le istituzioni abbiano occhi per vedere o cuore per sentire. Impegnati dalle proprie carriere personali, i "decisori" non hanno più alcuna remora se non la paura di perdere consensi e potere. Per questo, l'unica possibilità è la resistenza quotidiana e la ricostruzione di vincoli fraterni.
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE PROMOSSE DAL TEATRO DEL LIDO PER DOMANI SERA SABATO 27 FEBBRAIO Associazione Ex Lavanderia www.exlavanderia.it - info@exlavanderia.it tel. 3343466267 - 3332514631
COMUNICATO DEL COMITATO "Riapriamo il Teatro del Lido"
Roma, 26 Febbraio 2010 - Questa mattina un gruppo di cittadini riuniti nel comitato permanete "Riapriamo il Teatro del Lido" ha sottratto al degrado e alla decadenza il primo teatro pubblico e partecipato di Roma, chiuso due anni fa senza alcun motivo dalla giunta Alemanno, che ha posto fine ad una delle esperienze più importanti della Capitale. Oltre sessanta realtà tra comitati di quartiere, associazioni, artisti, ex-lavoratori (da due anni senza lavoro) e semplici cittadini hanno voluto restituire alla città non solo un teatro, ma soprattutto uno dei pochi spazi pubblici di aggregazione rimasti del nostro territorio, un fiore all'occhiello per Roma. Il teatro del Lido, da oggi, dunque torna in scena. Il sipario, calato dall'alto con il bavaglio imposto dalle istituzioni, è di nuovo aperto a tutti e lo spazio liberato tornerà a essere un luogo d'incontro e di cultura, tra sperimentazione e cura del territorio. Torna il modello del teatro pubblico partecipato, così come era stato pensato e realizzato nel 2003. Ricchissimo il cartellone di programmazione per le prossime due settimane: il sabato e la domenica spettacoli ad ingresso libero, mentre dal lunedì al giovedì sala prove, laboratori di formazione teatrale, incontri con gli autori, proiezioni, mostre fotografiche, spazi per le rappresentazioni scolastiche e delle compagnie locali, tavoli di progettazione partecipata.
Il Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido” si prefigge di istituire la commissione di programmazione con la rappresentanza dell'associazionismo territoriale e l'attivazione delle risorse peraltro già disponibili per il funzionamento del teatro nell'anno in corso e l'impegno per i tre anni successivi. Il Comitato chiede anche l'immediata riassunzione degli operatori del teatro del Lido rimasti senza contratto e presi in giro fin'ora con false promesse. Per questi obiettivi il Comitato si è impegnato a costituire nel teatro un presidio permanente dei cittadini per la restituzione di uno dei pochi beni comuni rimasti in questo territorio, aprendolo a tutti.
Dopo due anni di ingiustificata chiusura, dopo oltre 300 mila euro spesi per la guardiania a presidiare il teatro chiuso, dopo il fallimento di decine di tavoli e dopo tanti impegni disattesi da parte del Comune di Roma e del municipio XIII, questa volta indietro non si torna.
Il Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido"
Per informazioni:
Ufficio Stampa Comitato "Riapriamo il Teatro del Lido": Tel. +39 349 333 19 39
e-mail: teatro.lido.ostia@gmail.co m
http://teatrodellido.blogs pot.com
http://www.facebook.com/gr oup.php?gid=329771042726&r ef=mf&v=info
Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro del Lido di Ostia
Diamo il nostro sostegno ed esprimiamo solidarietà piena all'azione dei lavoratori e delle lavoratrici del Teatro del Lido di Ostia, chiuso da venti mesi.
I cittadini e le cittadine hanno appena occupato e riaperto il teatro, con la volontà di dar vita ad una programmazione dal basso, aperta alla città tutta, consapevoli dell'assenza di margini di discussione con le istituzioni.
Sentiamo la necessità di unirci alla protesta, perchè espressione di un disagio diffuso: precarietà, crisi, mancanza di condizioni di lavoro che garantiscono dignità.
Soprattutto dimostrano l' attacco e la censura che subiscono le strutture e le associazioni che, autorganizzandosi, promuovono e diffondono cultura.
Il teatro del Lido di Ostia è stato costruito con fondi pubblici, interno al progetto di realizzazione dei Teatri di Cintura.
Questi sarebbero dovuti essere poli culturali, incubatori delle istanze creative nelle periferie.
A quasi due anni dalla loro creazione, siamo di fronte alla prova di una gestione corrotta, centralizzata, nell' evidenza di come le manovre politiche che dall'alto impongono i dettami alla cittadinanza, sono solo fantocci e spreco delle risorse collettive, per il guadagno di pochi.
Noi diciamo basta alla speculazione culturale, che troppo spesso cammina insieme alla speculazione immobiliare.
Siamo in tanti, sempre di più, a protestare, evidenziando il paradosso di questa città che vive spazi abbandonati al degrado, strutture ricettive chiuse.
Preferiscono cementarli, farli sorvegliare dai vigilantes - come il Teatro del Lido di Ostia da venti mesi - invece che restituirli alla collettività, al lavoro quotidiano dei cittadini e delle associazioni che lamentano la mancanza di agibilità, fisica e politica.
Esiste una censura che si manifesta con tagli alle risorse, alla limitazione dell' offerta culturale, che vuol dire diminuire l'espressione della popolazione, seppellire la diversità e la contaminazione critica , deprimere le opportunità e soffocare le intelligenze.
Roma esprime queste dinamiche e la giunta capitolina si adopera per “ centralizzare”.
Esprimiamo l'urgenza e la necessità di ottenere strumenti e strutture che possano essere gestiti dal basso, partendo dalla condivisione delle esigenze e dei bisogni reali della gente.
Crediamo negli spazi aperti, che seguino i criteri dell' autorganizzazione e della autogestione pubblica e che possano diventare reali centri di incubazione per la proliferazione del fermento intellettuale, sociale e critico nei territori.
Nei nostri spazi, occupati ed autogestiti, riusciamo a produrre una programmazione socio-culturale varia e assidua, producendo iniziative -eventi artistici, sportivi - autofinanziate, a costo zero, quindi senza minimamente incidere sulla spesa pubblica.Riusciamo a coinvolgere i terrotori, a fornire servizi accessibili creando modelli economici e lavorativi alternativi.
Promuoviamo crescita intellettuale, socialità, incontro intergenerazionale, soddisfando il bisogno di usufruire di cultura in territori troppo spesso carenti di spazi come un cinema, un teatro o una sala per concerti.
Ci uniamo alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro del Lido di Ostia che oggi recuperano il teatro per riprendere lavoro, reddito e promuovere cultura e stimolo critico a Roma.
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