Vertenza S. M. della Pietà

 

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia,

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Mensa - Padiglione 28

padiglione 28

Uno scandalo, ma nessuno vuole vedere

La vicenda del Padiglione 28 è emblematica del modo in cui ASL, Regione ed istituzioni varie hanno gestito i padiglioni del Comprensorio S.Maria della Pietà.
3000 mq ristrutturati con fondi pubblici. Il Pad. 28 doveva diventare la reception e la mensa per gli ostelli. Invece è stato consegnato nelle mani di una Cooperativa costruita ad hoc per poi passarlo nelle mani di gruppi privati.
Abusività delle attività, uso privato e nessun vantaggio per l'ente pubblico. Un regalo fatto a faccendieri senza scrupoli con la compiacenza di istituzioni e politici.
Mentre la ASL RME tentava di boicottare le attività pubbliche dell'Associazione Ex Lavanderia e ci sommergeva di denuncie, il Padiglione 28 godeva di riscaldamenti e agevolazioni. Eppure, il Padiglione 28 risulta essere "occupato abusivamente".

Centrosinistra e Centrodestra: depistaggi e connivenze

Nel giugno scorso, a seguito della rinuncia della Sapienza, il PD ha lanciato una Petizione Popolare al grido di "vogliamo l'università al S.Maria della Pietà". L'Associazione Ex Lavanderia ha denunciato l'ipocrisia ed il populismo di questa petizione.
Il PD e la sua gestione sono i principali responsabili dello spezzatino di funzioni realizzato al S.Maria ma, soprattutto dell'aver determinato il fallimento dell'operazione universitaria avendo permesso alla ASL RME di occupare quei padiglioni che la ASL stessa si era impegnata a liberare nel 2007.
E a questo, il PD ha aggiunto il tentativo di depistaggio nel far credere che il problema dell'università fosse la presenza, nel padiglione 31, dell'Associazione Ex Lavanderia. Notizia falsa e strumentale visto che il Padiglione 31 non è mai stato fra quelli che dovevano ospitare l'Università. Ma il PD, sulla privatizzazione e sulla condizione abusiva del Padiglione 28 (questo si destinato alla Sapienza) non ha mai detto una parola. Come mai?


Proviamo a ricostruire alcune vicende per districarsi in una vicenda tanto incredibile quanto oscura.

- Nel 2008, la FIALS, sindacatino interno alla ASL RME, lanciò un attacco pubblico all'Associazione Ex Lavanderia. In un articolo sul "Giornale", il suo segretario sosteneva presunte irregolarità nella gestione dell'iniziativa realizzata nel quadro dei finanziamenti dell'Estate Romana. Attacco ovviamente pieno di falsificazioni e bugie strumentali ad una bellissima e "legalissima" iniziativa sul trentennale della Legge Basaglia. La FIALS, invece, alla gestione abusiva e privata del Padiglione 28 non ha mai, stranamente, prestato attenzione. Nella segreteria di questo sindacato figurava, tra gli altri, un tal Nino Bufalini, Consigliere del Municipio XIX eletto nelle liste di Forza Italia fino al 2006 e poi rieletto in quelle del PD.

- dal 2004 ad oggi non pochi esponenti del PD (in particolare quelli di provenienza margherita) hanno realizzato cene elettorali nel Padiglione 28.

Quali relazioni riguardano la gestione del Padiglione 28 ed esponenti del PD?
Come spiegare che il partito paladino da 15 anni dell'Università al S.Maria della Pietà taccia ancora sul destino del più prezioso padiglione destinato ad essa?

Ma, a parte le campagne populiste e le petizioni ridicole, il PD, non è, ad oggi al governo né del Municipio, né della Regione o del Comune.
Il Presidente del Municipio Milioni, il Sindaco Alemanno e la Presidente della Regione Polverini, hanno dichiarato il proprio impegno per la realizzazione dell'Università al S.Maria della Pietà. Si sono dichiarati convinti di poter convincere il Rettore Frati a riprendere in considerazione l'ipotesi.
Ma se il Padiglione 28 è "occupato abusivamente" e se è il più grande e l'unico già ristrutturato tra quelli destinati ala Sapienza, perché nessuno opera affinché sia liberato e restituito alla gestione pubblica?

(ndr dicembre 2010)
Che l'abusivo Padiglione 28 sia spalleggiato da politici vari è evidente. Ma la maggioranza del Municipio 19 ha superato ogni nostra immaginazione. Il tradizionale saluto di fine anno ai dipendenti comunali si è svolto proprio al Padiglione 28. Presenti il Presidente del Municipio 19, il nuovo comandante dei Vigili Urbani, la dirigente amministrativa e numerosi consiglieri (anche dell'opposizione). Ricco rinfresco e brindisi per tutti.

Ma non siete abusivi pure voi? Risposta ad una domanda possibile

La condizione formale della Ex Lavanderia è per certi aspetti simile a quella del Padiglione 28. E allora, con quale titolarità l'Associazione Ex Lavanderia denuncia la violazione costante delle regole perpetrata da ASL ed istituzioni pubbliche?
Questa domanda sarà posta da chi "colto con le mani nella marmellata" vorrà generare confusioni e difendersi attaccando.

Ma le differenze tra la realtà del Padiglione 31 e quella del padiglione 28 sono abissali:

1- Il Padiglione 31 è stato ristrutturato per essere un Centro Culturale. I cittadini che, con un atto di disobbedienza civile vi entrarono nel 2004 lo fecero per difenderne l'uso legale contro le illegittimità della ASL RME. L'esito dei 2 processi intentati dalla ASL stessa (assoluzioni) attesta questa realtà..

2- Le attività promosse dall'Associazione Ex Lavanderia e le modalità di gestione sono visibili, trasparenti ed inserite in una logica di gestione del bene pubblico. I volontari che dedicano tempo ed energie alla gestione del Padiglione fanno "gratis" ciò che normalmente viene fatto grazie a finanziamenti pubblici non sempre trasparenti o proporzionati alla qualità delle proposte culturali

3- Le istituzioni pubbliche, più volte, hanno riconosciuto il ruolo sociale e culturale delle attività svolte al Padiglione 31 dichiarando la volontà di renderle regolari. Poi hanno semplicemente mancato i propri impegni. La connivenza con le attività private del Padiglione 28 è invece frutto di dinamiche occulte e non dichiarabili.

4- non vi sono società private o s.r.l. che utilizzano il Padiglione 31 per trarne profitti ed utili coime avviene al 28.

5- La scelta di condurre la battaglia di legalità per difendere l'uso legittimo del Pad. 31 è "pagata" con processi, boicottaggi, campagne diffamatorie. La gestione privatistica del Padiglione 28 è favorita materialmente dalle istituzioni. La Ex Lavanderia non gode dei riscaldamenti h24 come il Padiglione 28

6- Chi gestisce il Padiglione 31 lo ha fatto per 6 anni investendo risorse ed energie nel ripristinare arredi che erano stati fatti "sparire". Nonostante l'assenza di riscaldamenti e le pratiche di boicottaggio della ASL, le attività dell'Associazione Ex Lavanderia hanno valorizzato (anche in termini strutturali) un bene pubblico. Le attività private del Padiglione 28 hanno invece utilizzato le strutture realizzate con i soldi pubblici (mensa e bar) per produrre profitti personali.

7- modalità di gestione e forme associative relative al Padiglione 31 sono trasparenti , cristalline e permanenti. L'Associazione, costituita nel 2005 ha uno Statuto pubblico e una proposta di gestione stabile. Il Padiglione 28 è gestito attraverso forme in continua mutazione (cooperative fantasma, associazioni costituite ad hoc, intervento di imprese private) con il solo scopo di eludere il tema della propria illegittimità.

Il Padiglione 28 è occupato abusivamente!


Dal 2004, l'Associazione Ex Lavanderia denuncia la cessione a privati in forme non chiare ed ambigue del Padiglione 28.
Finalmente, nel giugno 2009 la ASL ammette che il Padiglione è "occupato abusivamente". La nota è riportata su una Delibera Regionale che tratta la questione dell'acquisto universitario di alcuni padiglioni tra cui proprio il 28.
Nonostante questo, anche dopo questa affermazione, le attività private sono continuate ed anzi si sono moltiplicate.
RICORDIAMO CHE PROPRIO PERCHE' I PADIGLIONI DESTINATI ALL'UNIVERSITA' NON ERANO LIBERI IL RETTORE HA DECISO, NEL MARZO SCORSO DI NON PROCEDERE ALL'ACQUISTO.

ecco le prove

DELIBERA PADIGLIONE 28

La ASL e l'abusivismo degli amici: due pesi e due misure

La ASL RME, chiunque ne fosse il Direttore, di qualsiasi colore sia la Regione che dovrebbe controllarla, da sempre gestisce il S.Maria della Pietà come il cortile di casa sua. Non come uno spazio pubblico, non come una centralità urbana, non come un luogo prezioso e caro ai citadini.
La ASL RME, da sempre, gestisce il S.Maria della Pietà infischiandosene delle regole, delle leggi, dei vincoli a cui dovrebbe attenersi.
Lla Ex Lavanderia ha subito 2 processi per "occupazione abusiva", 1 processo per direttore, uno quando c'era Storace ed 1 quando c'era Marrazzo. Processi finiti in assoluzione. Processi intentati contro chi ha difeso l'uso legittimo di un padiglione destinato alla cultura e ristrutturato per questo.
la ASL ha smantellato illegalmente gli ostelli, sottratto gli arredi, reinserito i pazienti psichiatrici. Però, In nome delle "regole", da 6 anni il Padiglione 31, spazio pubblico, ha svolto iniziative al freddo, senza riscaldamenti, con stufe e maglioni pesanti.
Ed al freddo, senza tetto e senza garanzie è anche la Cooperativa Sociale Passpartout, al Padiglione 41, ultimo avanposto di un progetto che prevedeva la gestione di attività di reinserimento lavorativo dei pazienti psichiatrici. Quella Cooperazione integrata per la quale, anche, si erano spesi i soldi del Giubileo e che è stata "presa a calci" tra il 2003 e il 2004.
Il Padiglione 28, invece, i riscaldamenti li ha: 24h su 24 per riscaldare le attività private di qualche affarista amico. Un bar, una mensa, una palestra e adesso un asilo in un padiglione di proprietà pubblica posseduto gratuitamente e illegittimamente dagli amici degli amici.

Come nasce un asilo abusivolavori Padiglione 28

In fretta e furia, tra maggio e agosto, un'ala del Padiglione 28 è stata ristrutturata per ospitare l'asilo nido privato. Nessun cartello esterno ad indicare "l'inizio attività". La coincidenza temporale è degna di nota. La nota di Frati che rende pubblico il rifiuto della Sapienza di acquistare i padiglioni del S.Maria è del 12 maggio, la Società Srl che dovrebbe gestire l'asilo si costituisce il 10 maggio. Lavori veloci (autorizzati da chi?) per mettere le istituzioni di fronte al fatto compiuto.
L'Associazione Ex Lavanderia, nei suoi comunicati, ha chiesto ripetutamente alle istituzioni di intervenire e di chiarire perché, mentre tutti dichiaravano l'intenzione di convincere La Sapienza a ritornare sui suoi passi, si permetteva l'avvio di un'attività privata in un padiglione ad essa destinato. Nessuna risposta è mai giunta.


MA CHE BEI RECINTI MADAMA DORE'recinzioni

In 1 giorno, l'8 settembre, sorge la recinzione che sottrae all'uso pubblico un pezzo di parco del S.Maria della Pietà.
L'Asilo Nido privato diventa quindi l'occasione per continuare l'attacco frontale al parco. Dopo l'invasione autorizzata di centinaia di automobili, la crescita senza controllo di discariche abusive, inizia ciò che noi avevamo già previsto all'atto della firma del Protocollo di Intesa. Dopo la spartizione dei padiglioni inizia quella del parco; da parco pubblico a spazi chiusi intorno ai padiglioni.
Come ricorda, questa recinzione, quelle che circondavano i padiglioni ai tempi del manicomio...
E come non ricordare Luigi Nieri, Dante Pomponi, Fabio Lazzara, Esterino Montino e tanti altri artefici del "disastro S.Maria". Tra le loro promesse mai mantenute eccone un'altra: "il parco resterà pubblico e fruibile". Nell'archivio delle fandonie insieme al Polo universitario, alla non realizzazione di strutture psichiatriche, alla navetta elettrica, alla realizzazione degli ostelli etc etc...
COMUNQUE: CHI HA AUTORIZZATO LA PRIVATIZZAZIONE, INSIEME AL PADIGLIONE 28, ANCHE DI UNA PORZIONE DI PARCO???




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