Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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gramsci... L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani Read more ...

Protocollo d'intesa

corteo contro il Protocollo di Intesa

Il Protocollo di Intesa sul S.Maria della Pietà, siglato il 18 aprile 2007, chiude di fatto il dibattito sull'utilizzo del S.Maria della Pietà. Nel peggiore dei modi.
Viene di fatto chiusa ogni prospettiva di utilizzo culturale e sociale e viene lasciata carta bianca alla ASL RME nell'utilizzo e nella gestione devastante del patrimonio dell'Ex Manicomio.
Come l'Associazione Ex Lavanderia ha, in quell'occasione, previsto, l'unica realizzazione effettiva che il protocollo determinerà sarà la nuova sanitarizzazione dell'Ex Manicomio, la realizzazione di strutture psichiatriche residenziali, strutture per malattie croniche, tossicodipendenze, disabilità. Un nuovo concentrato di malattia e di disagio in aperta contraddizione con la Legge 180 e con ogni sano principio di decentramento teritoriale delle strutture socio-sanitarie.Invece il millantato progetto di Campus universitario naufragherà definitivamente nel maggio 2010.


Seguire il percorso che porta al protocollo di Intesa e la sua gestione è un modo per comprendere, oltre alla storia della vertenza sul S.Maria della Pietà, la disastrosa gestione politica nel rapporto con i beni comuni e con l'impegno dei cittadini.

Nell'impianto comunicativo intorno al Protocollo, da parte delle Istituzioni solo falsificazioni e cortine fumogene, da parte dell'Associazione Ex Lavanderia il tentativo estremo di dimostrare argomentando la verità delle scelte.

il testo del Protocollo di Intesa del 18 aprile 2007 (PDF)

L'università di “eccellenza”

La collocazione universitaria viene spacciata per una grande potenzialità culturale e formativa. In realtà neanche il Rettore sa bene cosa collocare al S.Maria della Pietà.
Infatti, sempre nella cartellina consegnata ai giornalisti si dice:
"La Sapienza intende allocare al S.Maria funzioni "pregiate" quali ad esempio: Corso di Laurea in Disegno Industriale, una sezione del Dipartimento di "Biologia Vegetale", Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione, Corso di Laurea specialistica in Pedagogia, Summer School, corsi di specializzazione..."
Non ci vuole una Laurea per comprendere l'impossibilità di collocare tutte queste cose in 8 padiglioni (per i giornalisti pigri in verdino).
Semmai si farà, questo spezzatino di cose messe alla rinfusa sembrano più la consegna di qualche stanza per uno ai baroncini universitari che la grande operazione formativa spacciata dai firmatari.
Fatto sta che il "Campus Universitario" è una "bella vetrina" di un'operazione che nella sostanza realizza ben altro.

 

P.S. il progetto universitario è definitivamente tramontato a maggio 2010 con la rinuncia del Rettore Frati ad acquisire gli 8 padiglioni previsti i quali risultano tuttora utilizzati dalla ASL RME nonostante l'impegno a liberarli entro il 2007 sottoscritto con il Protocollo di Intesa. (2011-02-20)

Storace & MarrazzoS.Maria della Pietà, un nuovo concentrato di malattia e disagio all'Ex Manicomio

Le dichiarazioni riportate dalla stampa dell'Assessore Regionale Battaglia parlano di un "ospice" per malati oncologici terminali, strutture per la riabilitazione e una casa famiglia per disabili psichici mentali" (vari quotidiani).
Ciò che Battaglia dimentica di dire e i giornalisti di ricordare è che queste strutture sono "aggiuntive" rispetto alla realtà attuale che già vede 3 strutture psichiatriche, il Centro di Neuropsichiatria infantile e poi il SERT e una serie infinita di strutture sanitarie realizzate senza alcuna progettualità.
La concentrazione di strutture legate al disagio psichico e alla malattia cronica nello stesso luogo è già discutibile culturalmente, materialmente e da un punto di vista terapeutico. Che ciò avvenga all'ex manicomio è un'offesa alla memoria e al significato di questo luogo.
Inoltre, nell'annunciare la realizzazione di " una casa famiglia per disabili psichici mentali" l'Assessore Battaglia dimostra di non conoscere o di far finta di non conoscere le Leggi dello Stato Italiano che vietano la realizzazione di residenze psichiatriche negli Ex Ospedali Psichiatrici (Legge 338/2000).
Tanto è vero che per poter immettere le strutture attualmente presenti al S.Maria, aggirando la Legge, la ASL RME ha "furbamente" modificato la categorizzazione dei pazienti presenti.
Ma soprattutto, tra le cosiddette "conquiste positive" che soprattutto l'Assessore Pomponi ha rivendicato ci sarebbe proprio l'estromissione dal S.Maria delle strutture psichiatriche. Ora, già il giorno della firma, l'Assessore regionale Battaglia dice l'esatto contrario.

Assemblea 18 ottobre 2006

L'inganno

E' a settembre 2006 che l'allora Segretario del PRC Massimiliano Smeriglio (oggi SEL), si fa promotore di una trattativa tra l'Associazione Ex Lavanderia e l'amministrazione comunale. Viene elaborata una bozza di Protocollo dall'Assessore all'Urbanistica Morassut sulla quale l'Associazione Ex Lavanderia propone modifiche ed aggiunte. Queste proposte vengono accolte tutte. In un'assemblea pubblica (18 ottobre 2006), l'Associazione Ex lavanderia presenta la bozza di Protocollo alle associazioni ed ai cittadini in presenza di molti rappresentanti istituzionali. Nella bozza si prevede il ripristino degli ostelli, una presenza universitaria non invasiva ed una parte significativa del comprensorio destinata alla cultura. Inoltre si esclude la prevalenza sanitaria e la presenza di strutture psichiatriche o legate alla malattia cronica.
Soprattutto si prevede che l'utilizzo del S.Maria della Pietà sia definito attraverso un percorso partecipato vincolante con la presenza di tutte le associazioni della Salute Mentale e di quelle impegnate da anni sul S.Maria della Pietà.
Dopo questa assemblea passano alcuni mesi nel silenzio. A marzo, per caso, emerge una nuova bozza di Protocollo che tradisce tutti gli impegni presi. In particolare pur restando invariate le premesse generali, la nuova bozza definisce esattamente quanti e quali padiglioni debbano essere destinati ai vari enti.
Ovviamente questa definizione rende superflua e inutile ogni successiva discussione.
Alla ASL vengono assegnati 18 padiglioni, all'Università ed alla casa dello studente 12, al Municipio 4 ed alle attività sociali e culturali 1 (La Ex Lavanderia).
Alle proteste dell'Associazione Ex lavanderia (che culmineranno nel corteo del 31 marzo 2007) i rappresentanti politici ed istituzionali risponderanno in forme arroganti ed autoritarie.
Alle osservazioni formalmente presentate da numerose associazioni non sarà data alcuna risposta violando il regolamento partecipativo.
La ASL inizierà immediatamente ad utilizzare i padiglioni con l'autorizzazione e la compiacenza della Regione Lazio e continuerà ad occupare anche i padiglioni che il Protocollo non gli affida.
Anche i partiti che fino a quel momento avevano sostenuto le richieste delle associazioni (PRC e Verdi) firmeranno con i loro assessori il Protocollo di Intesa. Inizierà una campagna giornalistica volta a dare del Protocollo di Intesa un'idea distorta e falsificante.

Utilizzo previsto dal Protocollo

Proporzioni e funzioni

Viene data molta enfasi aii servizi universitari e alle residenze studentesche. Con evidente capacità linguistica, i presentatori del Protocollo usano le parole e le suggestioni di chi si è battuto per un uso sociale e culturale. L'ex manicomio fa entrare la città, la cultura, i giovani etc etc.
Eppure, la vera notizia dovrebbe riguardare la funzione prevalente che è e resta la funzione sanitaria.
18 padiglioni su 35 vengono destinati ad attività sanitarie. Non lo diciamo noi, lo dice il Protocollo indicandoli in maniera definita e lo visualizza benissimo la cartografia allegata al Protocollo di Intesa (per i giornalisti pigri la sanità è indicata dal colore giallo...).
Più di metà comprensorio, quindi viene consegnato alla sanitarizzazione. Il titolo vero sarebbe dovuto essere: "Una cittadella Sanitaria al S.Maria della Pietà".
Ma la scelta di uso prevalentemente sanitario è difficilmente argomentabile da rappresentanti politici che hanno dichiarato a suo tempo l'assurdità della sanitarizzazione promossa dall'allora Giunta Storace. E allora, l'aspetto sanitario da prevalente nella materialità diventa accessorio nelle dichiarazioni e nei resoconti della stampa.
Per chi non voglia credere o capire basta scaricare, ad esempio, il Programma elettorale del CentroSinistra del Municipio 19 (sito www.fabiolazzara.it) dove si dice: "è da escludere un'utilizzazione di tipo prevalentemente sanitario. Ciò non significa che, nell'ambito della discussione partecipata, non si possa decidere di mantenere alcuni servizi utili al territorio. Tuttavia la componente sanitaria del progetto di riuso deve essere assolutamente marginale. Le strutture psichiatriche, comunque devono essere spostate dal S.Maria della Pietà, così come quelle destinate alla malattia cronica o alla sanità residenziale, e va interrotta la prassi di aggiramento delle leggi attraverso la categorizzazione "non psichiatrica" di pazienti anche quando si tratta di ex degenti;"
Ancora, nella Mozione del 2005 approvata da "tutta" la maggioranza si dice: "è in atto una risanitarizzazione silenziosa che di fatto cancella gli indirizzi assunti dal Consiglio Comunale in merito alla centralità urbana da realizzare nel S.M. della Pietà;". Adesso a cancellare quegli indirizzi ci hanno pensato da soli.

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3 Appelli per il S. M. della Pietà

Per fermare il Protocollo tra Regione, Comune, Città Metropolitana e Asl Rm1:

Appello delle realtà
che si occupano
di salute mentale

Appello degli urbanisti

Appello degli artisti
e delle realtà culturali

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