Vertenza S. M. della Pietà

13 anni

gramsci... L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani Read more ...

Antispecismo

animali_sardegnaANCHE GLI ANIMALI DEI CANILI ALLUVIONATI DELLA SARDEGNA HANNO BISOGNO DI AIUTO!

Nell’alluvione che ha colpito la Sardegna nei giorni scorsi, anche alcuni canili dell’isola sono in ginocchio. Molti cani sono morti, molti si sono salvati per l’intervento tempestivo dei pochi volontari che hanno lavorato per ore a pompare via l’acqua dai box, molti si sono salvati da soli perché hanno percepito prima degli umani la portata della tragedia e hanno sfondato le reti dei recinti, trovando rifugio in alto.
Molte delle strutture sono oggi devastate. Non si possono curare né operare gli animali feriti, non si possono pagare prestazioni veterinarie esterne, c’è bisogno di tutto, di cibo, medicinali, coperte, cucce.  I cani sono ancora nel fango, all’aperto, i più anziani e deboli sono in ipotermia e hanno bisogno di assistenza, ci sono gli animali malati e i feriti.
Le associazioni che gestiscono i canili sono disperate, perché – comprensibilmente - gli aiuti che arrivano sono prioritariamente destinati agli umani. Ma in un mondo normale non ci dovrebbero essere gerarchie nella salvezza, tutti gli esseri viventi dovrebbero essere compresi nei piani di recupero, nessuno escluso. L’idea del poveraccio contro il poveraccio, degli ultimi anelli della catena che si mordono a vicenda, che si contendono la salvezza, è un’idea di mondo orribile.
Senza nulla togliere alle emergenze umane, vogliamo pensare anche a questi canili, diffondendo le coordinate per aiutarli.
SEGNALIAMO LA VENDITA DI DUE LIBRI I CUI PROVENTI SONO DESTINATI AI CANILI E GATTILI SARDI ALLUVIONATI: “La gatta che venne dal bosco” (proventi  destinati a tutte le strutture alluvionate) e “Occhi sbarrati” reportage dal canile (proventi destinati al Rifugio I fratelli minori della Lida di Olbia). L’autrice è Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco e già apprezzata autrice di romanzi e storie di animali.

PER ACQUISTARE I LIBRI: http://www.dianalanciotti.it/

PER CHI VOLESSE AIUTARE DIRETTAMENTE IL RIFUGIO “I FRATELLI MINORI” DELLA LIDA DI OLBIA:
http://www.lidaolbia.it/donazioni.html
Email : This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Conto corrente postale:
12304697
Intestato a:
L.I.D.A. sez. di Olbia
IBAN
IT 27 U0760 117 2000 0001 2304 697
Bic/Swift
BPPIITRRXXX

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20130428antispecismo

 

L'Associazione Ex Lavanderia partecipa ed invita a partecipare alla manifestazione di Domenica 28 aprile

 

Il 28 aprile 2013, si svolgerà a Roma una grande marcia organizzata dal Coordinamento Antispecista ed Animal Amnesty , per celebrare una data storica per il movimento in difesa dei diritti animali.

Nello stesso giorno del 2012, a Green Hill, ha avuto luogo la più importante liberazione animale della storia.

Quei momenti e quelle immagini di cuccioli liberati e passati attraverso il filo spinato, sono diventati icone per tutto il movimento di liberazione animale e noi crediamo che quel giorno sarà ricordato per molto tempo.

Per questo vogliamo che il 28 aprile diventi la "Giornata della Liberazione Animale".  Quel giorno ha scosso le coscienze e aperto gli occhi in tutto il mondo. Nei giorni e nelle settimane immediatamente a seguire, ovunque, la gente ha organizzato dimostrazioni e marce per mostrare solidarietà alle 12 persone arrestate per quella liberazione.

Il 28 aprile 2013 ci aspettiamo una vera e propria invasione di gente a Roma, per chiedere al nostro governo di fermare tutte le crudeltà verso gli animali e per dimostrare a tutti che questo Movimento sta diventando sempre più grande e che la Liberazione Animale non è solo un sogno, ma sarà presto realtà.

Facciamo vedere al mondo che la libertà e la giustizia sono il nostro obiettivo comune e che lotteremo finché l'ultimo animale sarà liberato.

Concentramento in PIAZZA DELLA REPUBBLICA (fermata Metro A - Repubblica) a partire dalle ore 14:00

Appena saremo pronti, partiremo in corteo direzione san Giovanni, con il seguente percorso: P.za Della Repubblica - Via Terme di Diocleziano - Via Amendola - Via Cavour - P.za dell’Esquilino - Via Liberiano - P.za S. Maria Maggiore - Via Merulana - L.go Brancaccio - Via Merulana - V.le Manzoni - Via E. Filiberto - P.za Di Porta S. Giovanni (vicino la statua di S. Francesco).

 

Coordinamento Antispecista e Animal Amnesty

L’Associazione Ex Lavanderia ha nella sua identità anche la cultura antispecista.

L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che si oppone e tenta di superare lo specismo, l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio nelle relazioni tra esseri viventi veicolata dalla società umana.

Come l’antirazzismo e l’anitisessismo rifiutano le discriminazioni arbitrarie basate sul concetto di razza umana e sul genere sessuale, così l’antispecismo respinge la discriminazione basata sulla specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi eticamente e culturalmente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.

In particolare, l’antispecismo ritiene:
-che le capacità di sentire, di provare piacere e dolore, di interagire con l’esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative esclusive della specie umana
-che l’esistenza di tali capacità nei non umani comporti un cambiamento essenziale del loro status, facendoli divenire “persone non umane” o conferendo loro uno status equivalente qualora il concetto di persona non risultasse pienamente utilizzabile
-che da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra persone umane e persone non umane, che prefiguri un radicale ripensamento e conseguente cambiamento della società umana.

L’antispecismo è un movimento non solo culturale, ma politico, poiché si propone di assumere atteggiamenti e comportamenti finalizzati alla trasformazione della realtà, al fine di prefigurare una società umana più equa, solidale, orizzontale, in cui siano compresi anche i diritti dei non umani, con pari dignità. L’opposizione è verso l’attuale società umana concepita come verticistica, basata sulla legge del diritto del più forte e sulla repressione del più debole, orientata alla difesa dell’interesse personale a discapito dei diritti, dell’uguaglianza, delle pari opportunità e della solidarietà nei confronti dei meno tutelati tra gli umani e i non umani. L’antispecismo, pertanto, non è un movimento che intende riformare la società umana, ma ha in sé l’obiettivo di cambiarla radicalmente eliminandone le spinte discriminatorie, liberticide, violente nei confronti dei più deboli, antidemocratiche, autoritarie e antropocentriche. In una parola, rivoluzionandola opponendosi allo specismo come pensiero unico dominante e sradicando l’ideologia del dominio che oggi la contraddistingue.

L’antispecismo ha le sue radici culturali, morali, filosofiche e politiche nella naturale evoluzione delle lotte sociali e politiche per l’affrancamento dei più deboli tra gli Umani e per il riconoscimento dei loro diritti fondamentali. L’antispecista, pertanto, non solo si batte per l’eliminazione delle discriminazioni dovute alle fittizie e strumentali barriere di specie innalzate dall’Umano per sottrarsi ai suoi doveri nei confronti della natura e delle altre specie; ma assume come elementi propri il riconoscimento dei pieni diritti dell’Umano a prescindere da sesso, religione, orientamento sessuale, condizioni fisiche e mentali, ceto, etnia, nazionalità etc… L’antispecismo deve essere dunque considerato una naturale evoluzione (e non derivazione) del pensiero antirazzista, antisessista, antimilitarista e pertanto anche in assoluta antitesi con xenofobia, discriminazioni sessuali, sociali, etniche, culturali, religiose, ed in generale con il fascismo, l’autoritarismo, ed i totalitarismi di qualunque orientamento politico o natura, in quanto fautori dell’ideologia del dominio dell’oppressione e della repressione.
L’ottica antispecista, pur essendo mutuata da quella della lotta per i diritti civili umani, ha peculiarità e caratteristiche diverse e sostanziali: prevede il controllo delle proprie attività e delle attività della propria specie in relazione a principi di equità, giustizia e solidarietà nei riguardi delle altre specie (ripensamento delle attività della specie umana in base ai doveri nei confronti delle altre specie viventi non più considerate inferiori, ma semplicemente diverse: persone non umane, e pertanto popolazioni di persone non umane).
L’azione antispecista mira dunque in primis alla tutela degli interessi degli animali non umani  (in quanto privati di diritti elementari e naturali e di status privilegiati), e nel contempo al il pieno riconoscimento dei diritti dei più svantaggiati tra gli umani. Le attenzioni verso gli Umani e verso l’ambiente e la Terra sono da considerarsi parte integrante della lotta per la liberazione degli Animali non umani, e viceversa.
L’attivismo antispecista pone estrema importanza alla pratica personale e alla coerenza, conseguenza diretta di ciò è l’applicazione dei principi antispecisti alla propria vita quotidiana attraverso ad esempio la pratica del vegetarianesimo e del veganismo etico, del consumo critico (inteso come metodo utile di alternativa al consumismo), del boicottaggio, riciclo, riuso e riutilizzo di merci beni e servizi, e di tutte le altre pratiche utili al raggiungimento del minor impatto possibile sulle altre specie animali, sulla propria e sull’ambiente.

FONTE:  http://www.manifestoantispecista.org/un-manifesto/
CONSULTA ANCHE: http://www.manifestoantispecista.org/cassetta-degli-attrezzi/

 

L’Associazione Ex Lavanderia ha nella sua identità anche la cultura antispecista.

L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che si oppone e tenta di superare lo specismo, l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio nelle relazioni tra esseri viventi veicolata dalla società umana.

Come l’antirazzismo e l’anitisessismo rifiutano le discriminazioni arbitrarie basate sul concetto di razza umana e sul genere sessuale, così l’antispecismo respinge la discriminazione basata sulla specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi eticamente e culturalmente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.

In particolare, l’antispecismo ritiene:

  • che le capacità di sentire, di provare piacere e dolore, di interagire con l’esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative esclusive della specie umana

  • che l’esistenza di tali capacità nei non umani comporti un cambiamento essenziale del loro status, facendoli divenire “persone non umane” o conferendo loro uno status equivalente qualora il concetto di persona non risultasse pienamente utilizzabile

  • che da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra persone umane e persone non umane, che prefiguri un radicale ripensamento e conseguente cambiamento della società umana.

L’antispecismo è un movimento non solo culturale, ma politico, poiché si propone di assumere atteggiamenti e comportamenti finalizzati alla trasformazione della realtà, al fine di prefigurare una società umana più equa, solidale, orizzontale, in cui siano compresi anche i diritti dei non umani, con pari dignità. L’opposizione è verso l’attuale società umana concepita come verticistica, basata sulla legge del diritto del più forte e sulla repressione del più debole, orientata alla difesa dell’interesse personale a discapito dei diritti, dell’uguaglianza, delle pari opportunità e della solidarietà nei confronti dei meno tutelati tra gli umani e i non umani. L’antispecismo, pertanto, non è un movimento che intende riformare la società umana, ma ha in sé l’obiettivo di cambiarla radicalmente eliminandone le spinte discriminatorie, liberticide, violente nei confronti dei più deboli, antidemocratiche, autoritarie e antropocentriche. In una parola, rivoluzionandola opponendosi allo specismo come pensiero unico dominante e sradicando l’ideologia del dominio che oggi la contraddistingue.

L’antispecismo ha le sue radici culturali, morali, filosofiche e politiche nella naturale evoluzione delle lotte sociali e politiche per l’affrancamento dei più deboli tra gli Umani e per il riconoscimento dei loro diritti fondamentali. L’antispecista, pertanto, non solo si batte per l’eliminazione delle discriminazioni dovute alle fittizie e strumentali barriere di specie innalzate dall’Umano per sottrarsi ai suoi doveri nei confronti della natura e delle altre specie; ma assume come elementi propri il riconoscimento dei pieni diritti dell’Umano a prescindere da sesso, religione, orientamento sessuale, condizioni fisiche e mentali, ceto, etnia, nazionalità etc… L’antispecismo deve essere dunque considerato una naturale evoluzione (e non derivazione) del pensiero antirazzista, antisessista, antimilitarista e pertanto anche in assoluta antitesi con xenofobia, discriminazioni sessuali, sociali, etniche, culturali, religiose, ed in generale con il fascismo, l’autoritarismo, ed i totalitarismi di qualunque orientamento politico o natura, in quanto fautori dell’ideologia del dominio dell’oppressione e della repressione.
L’ottica antispecista, pur essendo mutuata da quella della lotta per i diritti civili umani, ha peculiarità e caratteristiche diverse e sostanziali: prevede il controllo delle proprie attività e delle attività della propria specie in relazione a principi di equità, giustizia e solidarietà nei riguardi delle altre specie (ripensamento delle attività della specie umana in base ai doveri nei confronti delle altre specie viventi non più considerate inferiori, ma semplicemente diverse: persone non umane, e pertanto popolazioni di persone non umane).
L’azione antispecista mira dunque
in primis alla tutela degli interessi degli animali non umani (in quanto privati di diritti elementari e naturali e di status privilegiati), e nel contempo al il pieno riconoscimento dei diritti dei più svantaggiati tra gli umani. Le attenzioni verso gli Umani e verso l’ambiente e la Terra sono da considerarsi parte integrante della lotta per la liberazione degli Animali non umani, e viceversa.
L’attivismo antispecista pone estrema importanza alla pratica personale e alla coerenza, conseguenza diretta di ciò è l’applicazione dei principi antispecisti alla propria vita quotidiana attraverso ad esempio la pratica del vegetarianesimo e del veganismo etico, del consumo critico (inteso come metodo utile di alternativa al consumismo), del boicottaggio, riciclo, riuso e riutilizzo di merci beni e servizi, e di tutte le altre pratiche utili al raggiungimento del minor impatto possibile sulle altre specie animali, sulla propria e sull’ambiente.

(FONTE: http://www.manifestoantispecista.org/un-manifesto/

CONSULTA ANCHE: http://www.manifestoantispecista.org/cassetta-degli-attrezzi/ )

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