Vertenza S. M. della Pietà

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Saldobrasatura

saldobraOgni mercoledì dalle ore 21:00 al sorgere del sole in ciclofficina trovi il laboratorio di costruzione-correzione-concepimento meccanico...
per riuscire ad autoprodurre lo scheletro meccanico del nostro mezzo di locomozione.

Il laboratorio è aperto a tutti, si può iniziare in qualsiasi giornata partendo da qualsiasi livello... la filosofia di fondo è:
in un mondo di pari, chi sa fare è giusto che insegni, chi non sa fare è giusto che impari!

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GIOVEDI 14-06-12 dalle 21.00 alle 23.00

 

L a saldatura ossiacetilenica utilizza come sorgente di calore la fiamma ottenuta dalla combustione dell’acetilene (C2H2) con l’ossigeno. La fiamma viene prodotta all’estremità di un cannello nel quale i due gas si combinano in opportuni rapporti ottimali, tali da produrre la cosiddetta FIAMMA NEUTRA. Il cannello deve essere dimensionato in modo che la velocità della miscela dei due gas sia superiore alla velocità di propagazione della fiamma, così da evitare accensioni nella parte interna del cannello.

L’acetilene è il più utilizzato fra i gas possibili in quanto possiede le seguenti caratteristiche: alta temperatura di fiamma, elevato contenuto termico, bassa reattività della fiamma con il metallo base e d’apporto, facilità di regolazione della fiamma. La fiamma che si produce all’estremità del cannello ossiacetilenico ha l’aspetto indicato in figura:

 

fiamma


nella zona detta DARDO, di colore bianco abbagliante, avviene la reazione esotermica principale

nella ZONA DI SALDATURA si combinano i prodotti dellacombustione: ossido di carbonio (CO) e idrogeno (H) con l’ossigeno dell’aria, secondo le seguenti reazioni esotermiche secondarie:

il FIOCCO è costituito dai prodotti finali della combustione che si trovano a temperatura più bassa.

Per eseguire una buona saldatura occorre che i lembi dei pezzi da saldare si trovino nella zona della fiamma detta di saldatura o RIDUCENTE, non tanto per motivi di alta temperatura (3120 °C) quanto per motivi di reattività chimica. Inoltre il saldatore deve regolare la composizione della miscela (52% acetilene, 48% ossigeno) in modo da avere la fiamma neutra. Ciò viene fatto manualmente dal cannello.

 

- Un eccesso di acetilene nella miscela provoca una FIAMMA CARBURANTE che presenta un dardo più lungo (frastagliato all’estremità) e un fiocco color giallo; tali condizioni possono provocare formazione di carburi (composti di carbonio + metallo) nel giunto saldato. I carburi metallici sono sempre molto duri e quindi fragili, pertanto sono indesiderati. Questo tipo di fiamma si può usare per la saldatura di ghisa o di acciaio al alto tenore di carbonio.

 

- Un eccesso di ossigeno nella miscela provoca una FIAMMA OSSIDANTE che presenta un dardo molto piccolo e un fiocco color azzurro, con temperature di fiamma maggiori; tali condizioni possono bruciare il metallo, cioè possono portare alla formazione di ossidi diffusi anche all’interno del metallo.

Questo tipo di fiamma si usa per la saldatura di ottoni e bronzi.

 

La saldatura autogena con cannello ossiacetilenico può essere fatta:

 

· senza metallo d’apporto nel caso di spessori molto sottili;

· con metallo d’apporto negli altri casi, utilizzando bacchette o fili di composizione simile al metallo base che viene fuso, nella zona di azione della fiamma, per costituire il cordone di saldatura.

 

 

Data la scarsa penetrazione di questa procedimento, i lembi del metallo base vengono preparati con cianfrinature appena lo spessore dei pezzi da saldare supera i 3 – 4 mm. È buona norma pulire le superfici dei lembi per eliminare tracce di ossido, olio o grasso. È opportuno usare paste o polveri disossidanti che reagendo con l’ossido del metallo base, lo trasformano in prodotto fusibile alla temperatura di saldatura, facendolo galleggiare sul bagno di metallo fuso.

Questo procedimento può essere utilizzato per molti materiali metallici con esclusione di leghe refrattarie (ad alta temperatura di fusione) e leghe reattive (che formano facilmente ossidi e altri composti). Solitamente il procedimento viene usato per gli acciai dolci (a basso tenore di carbonio).

Il saldatore ha il controllo della temperatura della zona da saldare e la pressione della fiamma aiuta a dare forma al cordone di saldatura; inoltre può facilmente controllare la quantità di metallo depositato, in quanto metallo d’apporto e sorgente di calore sono separati.

Queste caratteristiche di controllabilità lo rendono particolarmente adatto alla saldatura di spessori sottili, come nel caso di tubi o lamiere. Grossi spessori possono essere saldati, ma con costi e tempi maggiori rispetto ad altri sistemi di saldatura.

L’equipaggiamento utilizzato (bombole contenenti ossigeno e acetilene, tubi flessibili e cannello) è facilmente trasportabile, autonomo e di basso costo; esso è molto usato, oltre che per la saldatura autogena, anche per riscaldamento di superfici, per il taglio dei metalli, per la saldatura eterogenea.

 

da www.campanologia.it

Dove siamo
http://www.exlavanderia.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=36&Itemid=54

Per info
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GIOVEDI 14-06-12 dalle 21.00 alle 23.00.

 

 

L a saldatura ossiacetilenica utilizza come sorgente di calore la fiamma ottenuta dalla combustione dell’acetilene (C2H2) con l’ossigeno. La fiamma viene prodotta all’estremità di un cannello nel quale i due gas si combinano in opportuni rapporti ottimali, tali da produrre la cosiddetta FIAMMA NEUTRA.

Read more: La Saldatura ossiacetilenica

GIOVEDI 07-06-12 dalle 21.00 alle 23.00

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arco elettrico

È il procedimento di saldatura manuale più diffuso. Il calore necessario alla fusione del materiale base è prodotto da un arco elettrico che scocca tra un elettrodo metallico e il metallo base.

L’elettrodo fusibile ha un’anima di materiale metallurgicamente simile al metallo base ed è ricoperto da un opportuno rivestimento che sviluppando gas (idrogeno, anidride carbonica) protegge l’arco e il cratere di fusione.

Il saldatore tenendo in mano la pinza porta elettrodo, dirige e guida l’arco, che viene innescato toccando il metallo base con la punta dell’elettrodo e subito ritirandolo ad una distanza di qualche millimetro.

Al momento del contatto scorre nel circuito elettrico una corrente di elevata intensità (di CORTO CIRCUITO) che surriscalda notevolmente elettrodo e metallo base; inoltre provoca una ionizzazione dell’aria circostante con innesco dell’arco elettrico.

Il trasferimento del metallo d’apporto avviene sotto forma di gocce che passano attraverso l’arco. Le forze che provocano questo passaggio sono: peso proprio, forze elettromagnetiche, azione dei gas che si sviluppano dal rivestimento.

I lembi dei pezzi da saldare devono essere opportunamente preparati per assicurare la giusta penetrazione e la facilità di saldatura.

Questo metodo di saldatura è adatto per acciai non legati o basso legati, acciai inossidabili, leghe leggere, ghisa, rame, nichel e sue leghe.

 

Non viene usato per leghe basso fondenti, dato l’intenso calore generato dall’arco, e nel caso di metalli reattivi (titanio, zirconio), in quanto troppo sensibili alla contaminazione da parte dell’ossigeno. Inoltre il metodo non si presta per spessori molto sottili (minori di 2 ¸ 3 mm), in quanto è difficile saldare senza provocare fori nello spessore.

La saldatura ad arco con elettrodo rivestito è particolarmente usata per effettuare cordoni di limitata lunghezza, nelle operazioni di manutenzione e riparazione, e per costruzioni in cantiere. L’attrezzatura è relativamente semplice, economica e portatile.

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Giovedì 31 Maggio 2012 dalle 21 alle 23

fiamma

Aspettando la mobilitazione civile del 24 giugno

 

Osserviamo l'acetilene da vicino...

...per scoprire che l'acetilene e le biciclette collaborano da sempre.

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Pratica di saldatura ad arco voltaico e di saldatura e saldobrasatura a fiamma, manutenzione ordinaria e straordinaria, riparazioni ordinarie e straordinarie, progettazione e creazione di fantasie ciclistiche, geometria e filosofia di un telaio e libera narrazione di barzellette sugli automobilisti.

 

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