Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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meriniIl denaro mi fa paura.
Forse perché in manicomio non ne avevamo mai.
Quando fuori hanno provato a darmelo,

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Comunicati

Qui sotto trovate tutti i comunicati stama dell'associazione dal 2008 ad oggi.

Comunicato stampa
Roma, 21 gennaio 2015

EX MANICOMIO DI ROMA, OGGI IN PROTOMOTECA CONFRONTO CON CAPIGRUPPO

Oggi è un giorno storico: a 10 anni dalla presentazione della prima delibera sull’uso pubblico del S. Maria della Pietà, rimasta nel cassetto e mai discussa dal Consiglio comunale, la seconda delibera presentata nel corso della Campagna “Si può fare” finalmente viene affrontata.
Una grande assemblea cittadina: non potrebbe essere diversa la sede di discussione, perché la delibera per aprire l’ex manicomio alla cultura, ai servizi sociali e renderlo crocevia internazionale con un polo universitario e un ostello della gioventù è stata sottoscritta da 12.500 cittadini.
La partecipazione alle scelte sui beni che appartengono alla città è il punto decisivo per girare pagina sulla gestione opaca del complesso, facendo pulizia e restituendo trasparenza anche nel Municipio XIV dopo i 22 arresti e i 6 obblighi di firma dei giorni scorsi, oltre che evitando spese che svuotano illegittimamente le casse del Municipio stesso, aggravano il bilancio e vengono fatte pagare ai cittadini con i tagli dei servizi pubblici.
Con l’assemblea di oggi intendiamo scrivere la parola fine su questo circuito vizioso, per avviare una nuova stagione di democrazia reale. E’ questo ciò su cui chiediamo ai capigruppo di rispondere, riconquistando il rispetto di Istituzioni davvero al servizio della città.

Associazione Ex Lavanderia

contatti stampa:
Anna Maria Bruni
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cell: 347 330 5937

Comunicato Stampa
Roma, 14 gennaio 2015

EX MANICOMIO DI ROMA, DISCUSSIONE DELIBERA NUOVO CORSO POLITICA  PER MUNICIPIO XIV

La delibera sull’uso sociale del complesso S. Maria della pietà è arrivata in porto. Sarà discussa insieme alle quattro delibere su acqua, scuola e finanza pubblica e uso sociale del patrimonio dismesso nel primo consiglio comunale successivo alla votazione sulle unioni civili, cominciata ieri.

La campagna “Si può fare”, dopo la straordinaria partecipazione di cittadini alle tante iniziative dell’ex lavanderia promotrice della delibera, aprirà una nuova fase. Un nuovo percorso per una sempre crescente partecipazione consapevole, “perché i cittadini si riprendano quello che gli appartiene”, dicono dall’associazione Ex-Lavanderia.

“Siamo determinati a riprenderci la politica ricominciando dal rispetto delle istituzioni con tutte le armi che legalità e legittimità ci consentono”, continuano. E la stessa diffida arrivata con timing perfetto nelle giornate in cui è esploso il caso Mafia Capitale è stata più che sufficiente per ricordare al Comune che il rispetto dello statuto ne è l’abc.

Questo è il segnale che neanche in Municipio XIV possono dormire sonni tranquilli. Dopo i 22 arresti e 6 obblighi di firma, oltre alle intercettazioni che denunciano senza parafrasare come i funzionari pubblici arrestati siano “pozzi senza fine”, è arrivata l’ora di girare pagina radicalmente sulla politica che ha spianato la strada a Mafia Capitale, che comincia esattamente con la malversazione che ha fatto i titoli dei giornali in questi giorni.

L’uso pubblico del S. Maria della Pietà, così come l’acqua, la scuola, il patrimonio in generale devono tornare nelle mani dei cittadini, e la gestione deve essere governata da loro. Questi sono i beni comuni, e la discussione delle delibere significa discutere di una gestione della politica non più privatistica, anche se affidata a funzionari pubblici. Una nuova fase che sarà aperta da una grande assemblea cittadina nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, il prossimo 21 gennaio alle 15.

Comunicato Stampa - Roma 27 novembre 2014

"art. 37, comma 3 dello Statuto della Regione Lazio: Le proposte di legge del Consiglio delle autonomie locali,dei consigli provinciali e comunali nonché quelle d’iniziativa popolare sono in ogni caso discusse dal Consiglio regionale entro sei mesi dalla loro presentazione".

Scade oggi il termine previsto dallo Statuto della Regione Lazio per la discussione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare sul S.Maria della Pietà presentata a maggio e firmata da oltre 12.000 cittadini.

La proposta darebbe all’Ex Manicomio di Roma, finalmente, un assetto corretto e chiaro ed un uso equlibrato tra servizi sanitari, turistici e culturali. Soprattutto riporterebbe la gestione del comprensorio nel quadro del rispetto delle norme e della gestione sana delle risorse.

Ancora una volta le istituzioni non rispettano le regole della partecipazione e violano i diritti dei cittadini.

Non discutere la proposta, significa per la Regione non assumersi la responsabilità delle proprie scelte e tenersi le mani libere per gestire il patrimonio senza vincoli e trasparenza.

Se si voglia far diventare il S.Maria della Pietà un nuovo ospedale o  un nuovo manicomio, oppure se ne voglia privatizzare o vendere un pezzo, o, semplicemente continuare a lasciarne una buona parte nell’abbandono per concederne qualche “boccone” ai propri amici, noi non lo sappiamo, i cittadini neppure. Come sempre rischiamo di saperlo a cose avvenute.

L’Associazione Ex Lavanderia ed il Comitato Si può fare, si impegnano, da oggi, ad informare i cittadini che hanno firmato, ed anche tutti gli altri, del dispregio delle regole che caratterizza le istituzioni e che rende ipocrita ogni richiamo alla legalità, alla partecipazione, alla trasparenza di cui i nostri “rappresentanti eletti” si fanno spesso predicatori dal pulpito sbagliato.

Associazione Ex Lavanderia

Comitato “Si può Fare”

MENTRE LE ISTITUZIONI NON RISPETTANO LA DEMOCRAZIA, LA ASL RIEMPIE CON LA QUALSIASI GLI SPAZI DEL SANTA MARIA DELLA PIETA’

Ci risiamo, il gioco di sponda tra istituzioni locali ed ASL RME per assicurare a quest’ultima il dominio assoluto sul comprensorio continua…
Da 3 mesi è scaduto il termine previsto dallo Statuto del Comune per la discussione della Delibera di Iniziativa Popolare sul S.Maria della Pietà firmata da 6.000 cittadini.

Fra 20 giorni scade il termine per la Proposta di Legge Regionale firmata da 12.500 cittadini e che ancora non è neanche arrivata alle Commissioni.
Intanto, la ASL continua imperterrita ad appropriarsi di padiglioni non suoi. L’ultimo, il Padiglione 11, uno di quelli destinati ad Ostello della Gioventù ed illegalmente mantellati, è stato affidato ad una associazione dei Vigili del Fuoco in pensione che dovrebbero avere, a loro dire, un compito di sicurezza e prevenzione antincendio
Ad oggi l’unico atto che gli abbiamo visto fare è sfrecciare e "sgommare" con un furgone davanti alla Ex Lavanderia durante il suo evento per il decennale mettendo a rischio l’incolumità dei presenti.

Insomma, personaggi dal dubbio comportamento, servizi sanitari alla rinfusa, dopo gli anni delle finte cooperative e delle attività privatistiche (vedi Pad. 28).

La ASL fa il bello ed il cattivo tempo nel silenzio dei rappresentanti politici, dal Presidente del Municipio a quello della Regione passando per il Sindaco. A dispetto di ogni dichiarazione ed intento espressi in passato.

Anche l’Assessore Caudo, dopo le belle dichiarazioni di maggio sceglie di fare il “pesce in barile” e tace (aspettiamo ancora ci comunichi la data per un appuntamento dopo averci fatto andare a vuoto a luglio).

L’unica speranza di dare finalmente un assetto dignitoso e sano al S.Maria della Pietà è costringere i consigli del Comune e della Regione a pronunciarsi sulle proposte di Iniziativa Popolare. Al di là di come voteranno, almeno, una volta, dovranno prendere posizione.

Ad attestare l’ipocrita enfasi del “voltare pagina” sul S.Maria  durante il centenario di Maggio, c’è la fontana centrale del S.Maria, spenta per anni, riaccesa ed illuminata per alcuni giorni di “farsa”, di nuovo vuota e desolata da mesi.

Scadono i termini previsti dallo Statuto Comunale per la discussione della Deliberra di Iniziativa Popolare sul S.Maria della Pietà
Le regole valgono sempre e solo per gli altri

"Se noi avessimo portato i moduli firmati il giorno dopo la scadenza ce li avrebbero rifiutati. Se il Consiglio Comunale non rispetta la norma del suo Statuto che impone la discussione delle Delibere di Iniziativa Popolare entro 6 mesi, non succede nulla". Questa è la realtà denunciata dall'Associazione Ex Lavanderia e dal Comitato "Si può fare" il giorno dopo la scadenza dei termini per la discussione della Delibera sul S.Maria della Pietà firmata da oltre 6.000 cittadini romani.

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