Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

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Comunicati

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Comunicato Stampa, 20 luglio 2018

Ieri pomeriggio, in aula Giulio Cesare, la maggioranza si astiene (che equivale a bocciare) sulla mozione presentata da Stefano Fassina di Sinistra per Roma sul S.Maria della Pietà.
La mozione chiedeva al Consiglio di esprimersi coerentemente con la Delibera 40 del 2015 che stabilisce le linee guida del Comune di Roma sulla Centralità del S.Maria della Pietà: proprietà regionale ed uso dei redditi per finanziare la Salute Mentale a norma di legge, uso socioculturale, ridotta presenza sanitaria.

La mozione chiedeva di non firmare il Protocollo di Intesa che assume il progetto ASLRM1 di “città della salute e del benessere”, cioè un Polo Sanitario e di avviare invece il corretto processo di pianificazione previsto dal Piano Regolatore.

Fino ad oggi, il Comune di Roma si è sempre espresso contro l’uso sanitario prevalente di una Centralità Urbana collocata in quartieri già pieni di sanità ma vuoti di spazi culturali e servizi ai cittadini.

Improvvisamente, ed inspiegabilmente,  l’amministrazione capitolina sembra aver completamente cambiato idea.

Read more: S.Maria della Pietà: M5S folgorati sulla via di Zingaretti e Tanese?

Pubblichiamo la Delibera di Giunta Regionale approvata il 10 luglio e la bozza di Protocollo di Intesa sul S.Maria della Pietà, annunciati dal Presidente Zingaretti.

Ci appelliamo ancora al Municipio Roma XIV ed al Comune di Roma perché non firmino questo atto.
Ci appelliamo ai Consiglieri Municipali, Comunali e Regionali perché prendano posizione sugli atti compiuti dalle rispettive Giunte sulla loro testa, su quella dei cittadini e su ogni regola e normativa.

Questo Protocollo Sancisce definitivamente la realizzazione di un Polo Sanitario, ipotesi contro cui si è battuto il movimento associativo da 23 anni.
E’ In aperto contrasto con la Delibera 40, approvata dall’Assemblea Capitolina nel luglio 2015.

Il Presidente della Regione Zingaretti quando parla di valorizzazione " della funzione pubblica, sociale e culturale" mente.

Read more: NO AL POLO SANITARIO AL S.MARIA DELLA PIETA' - COMUNE NON FIRMI IL PROTOCOLLO ZINGARETTI

Comunicato stampa 11 Luglio 2018 ore 13:00

In un Comunicato stampa pubblicato dall'ADN KRONOS, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti annuncia un accordo con il Comune per la definitiva cessione all'uso sanitario dell'Ex Manicomio di Roma "S.Maria della Pietà".
Spacciare la cessione della proprietà e dell’attuazione alla ASL RM1, cioè ad un’azienda sanitaria, per un progetto di riqualificazione urbana, è un imbroglio ed una falsificazione. Zingaretti sta compiendo l’opera iniziata da Storace nel 2004 e contro cui si sono battuti cittadini ed associazioni. Un polo sanitario al S.Maria della Pietà.

UN ATTO CONTRO LA 180 E IL SISTEMA PUBBLICO DELLA SALUTE MENTALE

Le risorse degli Ex Manicomi dovrebbero essere utilizzate per Legge per finanziare i servizi regionali sulla Salute Mentale. Di queste normative e della Legge 180, la Regione ha fatto e vuole continuare a fare carta straccia.
Tanto più grave, questa scelta, mentre da parte governativa si levano voci pericolose contro la Legge Basaglia con il pericolo di tornare al medioevo dei manicomi.
Mentre la stessa Regione Lazio sta operando per lo smantellamento dei servizi pubblici sulla Salute Mentale, per favorire le cliniche e le strutture private e per far pagare i costi alle famiglie.

RIQUALIFICAZIONE TRASPARENTE E CONDIVISA UNA SFIDA AL COMUNE DI ROMA

Nicola Zingaretti dà per scontato l'assenso del Comune di Roma a questa operazione dubbia dal punto di vista urbanistico, economico e normativo.
Noi crediamo che non sia così. Il Presidente del Muniocipio XIV Alfredo Campagna ha dichiarato, solo venerdì, che il Protocollo con la Regione Lazio non era stato ancora firmato.
La Giunta comunale non può approvare questo Protocollo, concordato segretamente e contrario alle linee guida del Comune stesso.
L'Assemblea Capitolina deve pronunciarsi, in linea con le indicazioni del Piano Regolatore e con la Delibera approvata il 15 luglio 2015, che escludono il Polo Sanitario e accolgono le proposte dei cittadini:  limitato uso sanitario, polo socio culturale ed amministrativo, gestione pubblica e trasparente.
Il Comune di Roma, nel trattare segretamente con Zingaretti per favorire il suo piano, aggirando le norme del Piano Regolatore e le Leggi sull'utilizzo e la proprietà del S.Maria della Pietà, ha tutto da perdere.
Tenuto conto che, tutta l'operazione, è ancora oggetto di un ricorso al TAR pendente, presentato dai promotori della Proposta di Legge Regionale e dalle principali associazioni della Salute Mentale.

Un accordo segreto tra Comune e Regione sul S.Maria della Pietà contro i cittadini e le regole ?

Il Comitato Si può fare non ci stà: “Il Comune rispetti le Delibere approvate e lavori per e con i cittadini”.

Nell'Assemblea pubblica di venerdì 6 luglio 2018, promossa dal "Comitato Si Può Fare" sul S. Maria della Pietà , il Presidente del Municipio 14 Alfredo Campagna ha annunciato, tra lo stupore dei cittadini presenti, che il Comune di Roma sta per firmare, a giorni, un Protocollo di Intesa con la Regione Lazio e la ASL RME sull'utilizzo dell'Ex Manicomio di Roma.

Nel Protocollo, frutto di trattative "riservate" tra Comune, Regione ed ASL RM1, si sancirebbe definitivamente la realizzazione del Polo Sanitario nel complesso del S. Maria della Pietà, in cambio dell'uso a sede municipale di una piccolissima porzione del complesso e dell'uso culturale del solo padiglione 31. Si compirebbe così, con l'avallo del Comune il percorso iniziato da anni di
sanitarizzazione del complesso, contro la volontà dei cittadini espressa per oltre 20 anni di fare del S. Maria della Pietà un polo socio-culturale di livello europeo rispettandone memoria, vocazione e utilizzi di legge.

Il Comitato "Si può fare" che ha raccolto oltre 18.000 firme per una Delibera Comunale di Iniziativa Popolare e per una proposta di Legge Regionale, cestinata in barba allo Statuto della Regione Lazio, esprime profondo stupore per una scelta che smentirebbe le dichiarazioni e gli impegni presi dal Comune di Roma. Proprio la Delibera presentata dal Comitato nel 2014, fu approvata dall'Assemblea Capitolina il 15 luglio 2015, anche con i voti determinanti del M5stelle che oggi governa la città. In essa erano indicate le linee guida del Comune sulla Centralità Urbana del S. Maria che prevedevano un uso sanitario ridotto, ed un utilizzo culturale ed amministrativo per la maggior parte del Complesso. Soprattutto, la Delibera Comunale chiedeva il rispetto delle leggi nazionali che impongono l’uso dei redditi prodotti dalle attività culturali e sociali al S. Maria della Pietà al finanziamento dei progetti regionali sulla Salute Mentale, cioè all’applicazione della Legge 180.

Il Piano Regolatore dà al Comune, tutti gli strumenti per realizzare un Progetto Urbano in linea con le normative e partecipato, riparando allo scempio delle regole compiuto negli anni da Regione ed ASL.

Non si comprende il motivo per cui, invece di perseguire, in accordo con i cittadini, le regole ed il buon senso, si stia scegliendo di sostenere una scelta della Regione che regala arbitrariamente il S. Maria della Pietà alla ASL RM1, dopo che essa, per 15 anni, ha disatteso le norme, smantellato gli ostelli, immesso illegalmente strutture psichiatriche, lasciato nell'abbandono e nell'incuria gran parte del parco, incamerato finanziamenti e fondi che non le competevano. Non si comprende perché il Comune di Roma stia scegliendo di non sostenere le associazioni dei familiari dei pazienti psichici, che insieme al Comitato si può fare hanno presentato un ricorso al TAR (in attesa di sentenza) contro gli atti della Regione, per rivendicare l'uso corretto delle risorse.

Ed è proprio quella la Delibera Regionale 787/2016 che il Protocollo di Intesa avallerebbe, lasciando in mano alla ASL RME proprietà e gestione degli interventi.
Si legge infatti sulla bozza di Protocollo: " Obiettivo delle parti, in particolare, valorizzare la funzione pubblica e l'attrattività del comprensorio in linea con l'idea del parco urbano della salute e del Benessere promosso dalla ASL Roma 1 e dalla regione Lazio (...)".
Soprattutto, il Protocollo del 2018 annullerebbe ogni impegno precedente tra cui il Protocollo del 2007 che pur non avendo avuto efficacia è stato il punto di partenza sia per la Delibera Comunale 40, sia per la Proposta di Legge Regionale promossa dal Comitato "Si può fare" e firmata da 12mila cittadini.

La Regione Lazio che, per legge, dovrebbe detenere la proprietà del S. Maria della Pietà e garantirne un utilizzo in linea con le richieste dei cittadini e con i vincoli di destinazione, sta invece permettendo alla ASL RM1 di inzeppare di strutture sanitarie un territorio già ospedalizzato più del necessario. Già riportando, illegittimamente, numerose strutture di carattere psichiatrico nell'Ex Manicomio. Dietro questa scelta, la necessità di coprire, indirettamente e artificiosamente, i buchi di bilancio sanitari provocati dalla malagestione di cui la ASL RM1 ha primeggiato.

Perché il Comune di Roma sta decidendo di sostenere questa operazione alle spalle della cittadinanza, del bene comune e delle proprie stesse indicazioni? Quale scambio "segreto" è in gioco tra l'amministrazione Raggi e quella Zingaretti?

Il Comitato "Si può fare" lavorerà affinché il Comune receda da questo atto ed operi, invece, in modo trasparente per il rispetto delle norme, per l'applicazione integrale e corretta della Delibera 40/2015 e del Piano Regolatore.

Oggi, tra l'ipotesi di uso culturale pubblico e di utilizzo delle risorse per la Salute Mentale sostenuto da 23 anni dal movimento di cittadini ed associazioni ed il progetto Regionale di cessione alla sanitarizzazione ed alla ricostruzione di un ghetto di sofferenza, malattia e disagio, non c'è nessuna possibilità di conciliazione. E non avremmo voluto che la maggioranza comunale nata in nome della trasparenza e della democrazia dal basso ci ponesse di fronte nuovamente alla logica propria delle amministrazioni precedenti per cui la "partecipazione dei cittadini" è una pura formalità rispetto a cose già decise nelle stanze segrete del potere. Il Comitato "si può fare" si batterà con tutte le sue forze contro questo esito, sul piano amministrativo, giuridico, informativo e di mobilitazione pubblica.

Se l'amministrazione comunale è quella della "trasparenza", dell'"ascolto dei cittadini", delle "regole" e del "cambiamento", lo dimostri. Subito. Non firmate quel Protocollo e applicate il Piano Regolatore e le Leggi.

Il Comitato Si Può Fare
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3921454131

COMUNICATO STAMPA del 25 Maggio 2018

Il Municipio XIV, giovedi’ 24 maggio 2018, ha approvato una motivata e dettagliata mozione sulla destinazione dell’ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà. Una mozione, ci dicono, sofferta, perche’ la ricerca di una unita’ che andasse oltre la maggioranza ha chiesto un mese di incontri formali e informali, l’ultimo dei quali in Commissione Bilancio, presenti anche il Comitato Si Puo’ Fare e la Ass. Ex Lavanderia.

Non e’ la prima mozione approvata, non e’ la prima mozione che ribadisce la volonta’ di portare avanti quanto previsto nella Del. 40 del 2015 della Assemblea Capitolina, votata allora dalla maggioranza PD e dalla opposizione del Movimento 5 Stelle.

Read more: NEL MUNICIPIO XIV DI ROMA PER LA REGIONE LAZIO “CURARE” E’ MEGLIO CHE PREVENIRE

Comitato cittadino

per l'uso pubblico, culturale e legale del S. M. della Pietà.

https://santamariadellapieta.org/

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