Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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Comunicati

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Comunicato stampa Roma, 21 aprile 2017

Noi ci siamo – ha dichiarato Laura Baldassarre (Assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale del Comune di Roma) all’incontro Duplicity all’Ex Lavanderia del Santa Maria della Pietà – vorremmo che dopo tanti anni questo luogo potesse esprimere la sua valenza pubblica. E’ centrale per noi l’ascolto dei cittadini e delle associazioni. Già nelle prossime settimane avrete aggiornamenti per l’impegno del Comune di Roma a far rimanere pubblico questo luogo”. Stessa posizione del Presidente del Municipio Roma XIV Alfredo Campagna che ha spiegato “Per noi il Santa Maria della Pietà è fondamentale ed è l’unica piazza Urbana che il nostro territorio ha. E’ stato avviato un tavolo con il Comune a cui presto verranno invitate Regione e Asl. Manca la volontà di qualcuno, ma su di noi potete contare”. Facendo riferimento al titolo dell’incontro organizzato dal Comitato Si può fare e dall’associazione Ex Lavanderia nel 2770simo Natale di Roma “Partecipazione e corruzione: due volti della Città”, Davide Barillari ha dichiarato “C’è un filo rosso tra la storia del S.Giacomo, del Forlanini e del Santa Maria della Pietà. Luoghi che fino ad ora si è preferito lasciare allo sbando per poi svenderli, o affittarli, più facilmente ai privati”. Ferdinando Suraci dell’Urban Center del XIV Municipio, luogo nato per consentire la partecipazione dei cittadini alle scelte di pianificazione urbanistica, ha spiegato che “stiamo lavorando su 5 macrotemi è uno è il Santa Maria della Pietà. Ne è prevista la pianificazione e una progettazione partecipata del suo futuro proprio come appena avvenuto nel caso del Forte Trionfale ”.

“Nel Lazio ci sono 10 ASL – ha spiegato Daniela Pezzi – e nonostante il commissario ad acta scriva esattamente come devono essere organizzate le ASL, ogni direttore generale la gestisce come gli pare. Il dolore del passato di cui questo luogo ha memoria dovrebbe servire per ridefinire un futuro diverso, invece abbiamo ancora tentativi di riutilizzarli come luoghi di cura delle malattie mentali e i servizi territoriali restano la cenerentola del servizio sanitario”. “Le cose non avvengono per negligenza o distrazione - aggiunge Silvana Denicolo’- ma per malafede, ci sono disegni che non sono chiari, ma i casi del Forlanini o di Castel di Guido sono emblematici”.

“Stiamo lavorando ad una proposta di legge che tuteli i i malati psichiatrici in trattamento sanitario obbligatorio– ha raccontato Michele Capanno – e la memoria di questi luoghi è centrale per non togliere nuovamente a loro e alle loro famiglie la dignità”.

La Ass. Ex Lavanderia e il Comitato Si Può Fare ascoltano coloro che sono intervenuti al dibattito, anche il silenzio degli assenti. Ma afferma Claudio Ammassari: “Osserveremo attentamente quanto accadrà nelle prossime settimane, come abbiamo fatto per oltre 12 anni. Non abbiamo fatto mai sconti a nessuno, aspettiamo i fatti. Dare dignità alla partecipazione dei cittadini vuol dire, anche nei regolamenti, riconoscerne la progettualità e la capacità di difesa del territorio. Questa esperienza e questo territorio ne hanno dato ampia prova, a partire dalla salvaguardia del Parco del Pineto, dalla partecipazione alla definizione del Piano regolatore della città sino alla difesa della centralità urbana del Santa Maria della Pietà”.

Il caso dell’Ex Lavanderia è una disobbedienza civile come esempio di cittadinanza attiva – ha concluso Ilari Valbonesi, che ha proposto e costruito, con l’Ass. Ex Lavanderia, il Comitato Si Puo’ Fare, l’arte delle foto di Andrea Festa e la musica di Al Festa, DUPLICITY, la giornata dedicata alla città e a quella cittadinanza attiva che cerca una rifondazione democratica della Capitale.

Associazione Ex Lavanderia - Comitato "Si Può fare!"

COMUNICATO STAMPA - 17 marzo 2017

SANTA MARIA DELLA PIETA'
ARRESTATO CLAUDIO CASCARINO, DIRIGENTE "PATRIMONIO", ASL RM1... 
"SONO IL RE! HO IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO!" 
ECCO A CHI LA GIUNTA REGIONALE VUOLE REGALARE ARBITRARIAMENTE UN IMMENSO PATRIMONIO DELLA CITTA'

La battaglia che da anni i cittadini affrontano sul S.Maria della Pietà si sta rivelando l'ennesimo osservatorio privilegiato per comprendere come funziona la gestione della Sanità del Lazio ed in particolare nella ASL RM 1.

Claudio Cascarino, dirigente ASL RM1, prima RM E, da "RE" uno degli ispiratori delle scellerate politiche sulla gestione del S.Maria della Pietà, e' stato arrestato per un giro di appalti truccati e mazzette. Sappiamo da sempre che i confini tra sanità pubblica e privata, tra interessi personali e scelte politiche semplicemente non esistono. Quasi ogni volta che abbiamo denunciato le regalie della politica a questo verminaio che piano piano sta emergendo, abbiamo incontrato questi due nomi: Piacentini e Cascarino. 

Perché insieme a Cascarino e, prima di lui ad avere la responsabilità del settore “Patrimonio e Manutenzioni” della ASL era Giuseppe Piacentini, indagato per millantato credito per aver finto di essere laureato per oltre 15 anni.

Sono stati loro fra i promotori delle scelte nefaste sul S.Maria della Pieta' da meta' degli anni 90 in poi.  Anche loro ad ispirare la Delibera Regionale n. 787 del 20 dicembre 2016 che oltre a regalare l'immenso patrimonio del S.Maria della Pieta' alla ASL RM1 che dovrebbe essere invece proprietà regionale, le affida oltre 9 milioni di euro di fondi europei per restauro e manutenzione. Sono stati loro a contribuire al castello di carte per aggirare leggi, non rispettare le norme del Piano regolatore della città e usare il patrimonio di questa centralità urbana senza discuterne con alcuno, contro le richieste dei cittadini e contro il Bene Comune.

Quanto successo ci sembra l'ennesima occasione per Zingaretti e la sua Giunta per ripensarci e cautelarsi: ritirare la Delibera di Dicembre 2016, approvare in Consiglio la Legge di Iniziativa Popolare sul Santa Maria della Pieta', accettare il fatto che il Santa Maria della Pietà è un patrimonio pubblico della Regione, salvaguardare un uso trasparente dei fondi, anche di quelli della UE. Si Puo' Fare. 

Riferimenti ed approfondimenti:

S.Maria della Pietà, libro bianco 1996 - 2016
http://www.exlavanderia.it/images/documenti/librobianco/libro_bianco.pdf

Proposte di Iniziativa Popolare – Comitato Si può fare
http://www.campagnasipuofare.it

 

 

 

 

 

MENTRE IL CONSIGLIO REGIONALE DEVE DISCUTERE DA DUE ANNI LA LEGGE VOLUTA DAI CITTADINI

LA REGIONE REGALA IL S. MARIA DELLA PIETA' ALLA ASL ROMA 1
CHE CHIEDE ENTRO 15 GIORNI LO SGOMBERO DELLA EX LAVANDERIA

Comunicato stampa
Roma, 1 marzo 2017

Dopo la gremita assemblea di sabato scorso sul futuro del S. Maria della Pietà organizzata del Municipio XIV e dall’Urban Center, giunge prontamente alla Ex Lavanderia dalla ASL Roma 1 la minaccia di sgombero entro 15 giorni.
Non è la prima volta che alla partecipazione dei cittadini la ASL Roma1 risponde con le minacce.

A 22 anni dalla prima Assemblea Pubblica sul futuro del complesso, sabato 25 febbraio si è svolta una grande e affollata Assemblea pubblica sulla Centralità Urbana del S. Maria della Pietà con centinaia di cittadini e decine di associazioni e comitati che da sempre si battono per l’uso pubblico culturale e sociale del complesso.

“Inspiegabilmente il S. Maria della Pietà secondo tutti i Direttori ASL che si sono succeduti deve tornare a essere un ospedale che reintroduce anche i servizi psichiatrici” afferma Chiara Cavallaro portavoce del Comitato cittadino Si Puo’ Fare "in pieno disprezzo della Legge Basaglia che prevedendo la chiusura dei manicomi fece allora come oggi dell’Italia un paese all’avanguardia nel mondo”.

Le azioni della ASL ROMA1 sono sostenute dalla Regione Lazio che ha approvato lo scorso dicembre una Delibera con cui si è deciso di regalare il Santa Maria della Pieta' alla ASL Roma 1, riconoscendo alla ASL la proprieta' di 25 padiglioni, sostenendo che sono sempre stati adibiti a usi sanitari.

All’assemblea pubblica del 25 febbraio sia il Presidente del Municipio XIV Alfredo Campagna che la Presidente della Commissione patrimonio del Comune di Roma Donatella Iorio hanno manifestato la volontà di seguire l’iter formale del Piano Regolatore e sottolineato che la Delibera di Giunta Regionale è un grosso macigno su questa prospettiva.
Il loro impegno è e sarà quello di perseguire gli indirizzi della Delibera 40, anche essa di Iniziativa Popolare, approvata a luglio 2015 e finalizzata all'attivazione di un Protocollo di Intesa con la Regione Lazio proprio per l'attuazione della centralità urbana del S. Maria della Pietà.

“Per fortuna il Comune di Roma non la pensa come la Regione Lazio e chiede il rispetto del Piano Regolatore” dice Claudio Ammassari del Comitato Cittadino Si Puo’ Fare “ma intanto la ASL attacca la Ex Lavanderia per la funzione di presidio che ha svolto in questi anni in difesa dell’identità storica e culturale del S. Maria della Pietà e la volontà di 12 mila cittadini che lo vogliono bene pubblico”. E conclude “Discutere la Legge di Iniziativa Popolare in Consiglio Regionale con due anni di ritardo per di più con l’arrivo di una Delibera esecutiva che vuole legittimare una proprietà arbitraria e scorretta, è come voler discutere con qualcuno con le carte truccate in mano e con la pistola sul tavolo”.

Daniela Pezzi, Presidente della Consulta Regionale sulla Salute Mentale, ha chiesto il rispetto della legge nazionale che impone l’uso delle risorse tratte dagli Ex Ospedali psichiatrici per finanziare i progetti di Salute Mentale e vieta la ricollocazione di strutture psichiatriche al loro interno. Si tratta di uno dei punti centrali presenti anche nella Proposta di Legge di Iniziativa Popolare presentata dal Comitato Si Può Fare ormai a maggio 2014.

Paradossale l’esperienza raccontata dalla rappresentante del Comitato di cittadini che difendono l’uso pubblico dell’ex Ospedale Forlanini. “Ma come? I cittadini di Monteverde chiedono alla Regione che lo vuole vendere che il Forlanini torni alla sua vocazione sanitaria mentre al S.Maria della Pietà in cui i cittadini chiedono da 20 anni servizi sociali e culturali di pregio, ci si vuole fare solo sanità?”.

Urban Center e Comitato Si può fare in audizione alla Regione Lazio sul futuro del S. Maria della Pietà.
Presente l'Assessora Sartore

Comitato: "Aperture positive per una modifica della delibera di dicembre ma non sono equivalenti ai contenuti della legge di iniziativa popolare".
Sabato 25 febbraio Assemblea con la cittadinanza

Martedì 21 febbraio si è svolta un'audizione presso la Commissione Bilancio e Patrimonio della Regione Lazio sul complesso del Santa Maria della Pietà.

L'Urban Center -organo del XIV Municipio che favorisce la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini ai processi decisionali che riguardano le trasformazioni urbane- l'aveva chiesta un anno fa per riportare al centro dell'agenda politica della Regione la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare per il riuso e il recupero dell'ex manicomio più grande d'Europa.

Sono intervenuti il Presidente del Municipio XIV Alfredo Campagna, il Presidente dell’Urban Center Ferdinando Suraci e alcuni componenti del Comitato “Si Puo’ Fare” , che ha promosso l'iniziativa di legge popolare.

Il Presidente Campagna, ricordando come il Municipio abbia già ribadito la necessità di dare seguito alla delibera del Comune di Roma per una progettazione concordata tra le diverse istituzioni (Comune, Municipio, Città Metropolitana e Regione) ha ribadito l’intenzione di dare sede agli uffici del Municipio presso il Santa Maria della Pietà, completando il trasferimento con l'utilizzo di almeno altri due padiglioni, anche attraverso una permuta con altri immobili di proprietà del Comune e utilizzati dalla ASL.

Il Presidente dell’Urban Center ha sottolineato come qualsiasi intervento sulla centralità urbana da pianificare costituita dal complesso dell’ex ospedale psichiatrico debba assoggettarsi alle norme tecniche previste dal Piano Regolatore e, pertanto, prevedere un processo di progettazione partecipata del Piano Urbano previsto.

Le ragioni che sono alla base della promozione della proposta di legge di iniziativa popolare e la sua diversita' rispetto alla recente delibera di Giunta Regionale sulla valorizzazione del comprensorio, è stata al centro dell'intervento del Comitato cittadino Si Può Fare che ha sottolineato come, pur rifacendosi a uno spirito di multifunzionalità, la delibera della Regione vada in direzione opposta a quanto proposto dalla legge di iniziativa popolare di riordino del complesso e non si coordini con le normative esistenti.

"La delibera approvata a dicembre dalla Giunta Regionale lascia la gestione del complesso al solo arbitrio della ASL Roma 1 partendo dal presupposto, scorretto, che solo 12 padiglioni su 37 siano di proprietà della Regione e che si possano ignorare le norme tecniche del Paino Regolatore” - dichiara Chiara Cavallaro del Comitato - e prosegue ricordando “lo sconcerto dei cittadini e cittadine firmatarie di fronte al rinvio per mesi, senza alcuna informativa o comunicazione, della discussione della proposta di legge”.

E' quindi con una certa cautela e perplessità che sono state accolte le aperture dell'Assessora al Bilancio e Patrimonio Sartore che, nel ribadire l’intento per una valorizzazione del complesso, pur prendendo atto delle diverse conclusioni in merito alla proprietà dei padiglioni, si è dichiarata disponibile a valutare le esigenze espresse dal Municipio, il processo partecipativo, la necessità di salvaguardia del Parco e delle iniziative di imprenditoria sociale, auspicando inoltre che sia possibile, nel prossimo mese, giungere alla apertura dell'Ostello.

Di tutto questo se ne parlera' ancora sabato 25 febbraio, ore 15.30, alla Assemblea Pubblica indetta dal Municipio XIV presso il Padiglione 90 del Santa Maria della Pietà.

Ieri 17 gennaio il Presidente della Commissione Bilancio e Patrimonio della Regione, Simone Lupi ha incontrato l'Urban Center del XIV Municipio sul complesso del S. Maria della Pietà.

Ferdinando Suraci, a nome dell'Urban Center, ha illustrato al Presidente in carica da luglio 2016 lo stato del processo di discussione della proposta di Legge di iniziativa Popolare sulla progettazione e gestione partecipata del complesso del Santa Maria della Pietà (n. 304 del 2015), ha ricordato la deliberazione del Comune di Roma del luglio 2015 (finalizzata all'attivazione di un Protocollo di Intesa con la Regione Lazio per l'attuazione della centralità urbana del Santa Maria della Pietà) e la richiesta di audizione del febbraio 2016.

Erano presenti all'incontro come parte integrante dell'Urban Center, l'Associazione “Ex lavanderia” da oltre 12 anni impegnata nella difesa del comprensorio, ed il Comitato cittadino Si può fare promotore della legge di iniziativa popolare regionale.

I comitati cittadini hanno denunciato lo stato insoddisfacente dell'iter legislativo, essendo da tempo scaduti i termini per la discussione in Commissione, soprattutto a fronte del fatto che la Giunta regionale ha approvato una delibera il 20 dicembre 2016 che si pone in netta contrapposizione con la proposta di legge.

Il Presidente Lupi, presentando le scuse istituzionali per il ritardo di questi mesi si è dichiarato disponibile ad audire entro breve tempo l'Urban Center del XIV -indicando il mese di gennaio- e di voler calendalizzare la proposta di legge di iniziativa popolare sull'uso pubblico del S. Maria della Pietà -indicando il mese di febbraio 2017- la cui discussione sarebbe dovuta cominciare 6 mesi fa.

Era presente all'incontro anche l'Assessore alle Politiche Sociali e alla Partecipazione del XIV Municipio Andrea Maggi.

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