Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

sepulvedaMi considero un sognatore, ho pagato un prezzo abbastanza alto per i miei sogni, ma sono così belli, così pieni e intensi, che ogni volta tornerei da capo a pagarlo.

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Comunicati

Qui sotto trovate tutti i comunicati stama dell'associazione dal 2008 ad oggi.

La colletta alimentare promossa dalle associazioni “Ex Lavanderia”, “Simbolo”, “Cerco...piteco, “CUB di Roma e Provincia”, “GAS RivoluzioMario” e dal Comitato “Si può fare” in collaborazione con l’associazione “Nonna Roma”, prosegue anche a giugno. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria imposta dalla pandemia continuano: chi ha perso il lavoro stenta ancora a riprendere una qualsiasi attività e il disagio socio-economico presente sul territorio nazionale lo è anche nel XIV Municipio di Roma. Ci vorranno ancora mesi prima che le attività economiche riprendano a un ritmo che consenta di attivare occupazione, buona occupazione ci auguriamo questa volta.

Nelle ultime sei settimane, grazie alle donazioni raccolte, sono stati consegnati 131 pacchi alimentari, contenenti generi alimentari non deperibili con integrazioni di frutta e verdura. Abbiamo voluto dare un concreto aiuto alle famiglie che si sono trovate in particolari difficoltà anche di accesso ai servizi e agli aiuti previsti a livello comunale e nazionale.

Lo abbiamo fatto grazie all’aiuto fornito da alcuni supermercati di zona (Iperfamily, Todis a forte Braschi, Naturasì in via Trionfale) che hanno permesso di raccogliere spese solidali all’uscita dei clienti e grazie alle moltissime persone che hanno portato pasta, passate, cibi in scatola, latte a lunga conservazione, olio e zucchero o che hanno lasciato presso la ex Lavanderia un contributo economico per aggiungere altri generi alimentari alla raccolta. A tutti/e va il nostro ringraziamento e quello delle famiglie che ne hanno beneficiato.

Ma queste associazioni oltre agli aiuti concreti hanno anche protestato sotto il Campidoglio in due occasioni, insieme con Nonna Roma e con la Rete dei Numeri Pari perché questa emergenza ha mostrato l’inefficienza e inadeguatezza del sistema di servizi sociali con cui, invece, le associazioni di volontariato avrebbero voluto dialogare per segnalare le criticità e trovare soluzioni. Soluzioni ancora mancanti e che chiedono a tutti noi di non fermare questo “straordinario di solidarietà” e continuare a sostenere le famiglie che lo richiederanno.

Per questo continuiamo ad aspettarvi preso il Pad. 31 del Santa Maria della Pietà anche nel mese di giugno.

 

Il servizio di Alessandra Solarino su Rai News24

Comunicato del 3 maggio 2020
 
Al presidente del XIV Municipio che chiede ufficialmente il rilascio del padiglione 31 per “un polo solidale per emergenza Covid19”, l’associazione ribadisce che come da statuto, le proprie finalità sono quelle di tutelare l’uso, pubblico, sociale e culturale di tutto il Santa Maria della Pietà.
 
E’ ormai evidente che al Municipio Roma XIV non interessi la vertenza sul Santa Maria della Pietà. Non interessa come, dal  96 le associazioni di zona si siano battute perché il SMdP dopo la chiusura del manicomio, divenisse quella centralità urbana che il Municipio XIV merita: non servizi sanitari, di cui ormai l’area è piena, ma servizi sociali e di cultura, parco pubblico e non parcheggio, trasferimento del Municipio e destinazione dei fondi così risparmiati ad opere per la cittadinanza e per le realtà della salute mentale, come prevede la legge Basaglia, ormai private di ogni tipo di sostegno ed anche loro molto provate da questa pandemia.
 
L’associazione Ex Lavanderia, ben conscia del momento emergenziale che sta vivendo il Paese anche nel Municipio XIV, ha già attivato iniziative a sostegno della cittadinanza.
Al Presidente Alfredo Campagna che chiede all’associazione di lasciare lo spazio per un progetto di solidarietà cittadina, l’associazione Ex Lavanderia risponde ricordando, per l’ennesima volta, che il passaggio del Padiglione 31 al Comune di Roma, previsto dalla Delibera 40, deve avvenire nell'ambito del processo di definizione del Piano Urbanistico, ribadendo che l’abbandono del padiglione sarebbe di fatto l’abbandono della vertenza. Le situazioni di emergenza fanno fare passi falsi. E' necessario, pur cercando di rispondere alle esigenze impellenti, mantenere la barra dritta, per non pentirsi quando tutto ciò sarà finito.

Crediamo che l'acquisizione del Padiglione in questo momento, in queste condizioni, fuori da qualsiasi percorso legato alle norme urbanistiche, sia un inutile azzardo. Inutile perché il Padiglione è disponibile per queste iniziative, anche aderendo in modo fattivo alla rete di associazioni del Municipio. Inutile perché, come abbiamo visto, anche il Pad. 28, oggetto di un recente bando che prevedeva addirittura lavori di ristrutturazione e di consolidamento delle fondamenta, è stato attivato, in questa fase emergenziale, per la distribuzione di prodotti sanitari di protezione.

Nulla ostacola l'uso congiunto del Padiglione 31 con qualsiasi altra associazione. La Pubblica Amministrazione è andata in deroga già di molte norme per amministrare l'emergenza. In questo caso non dovrebbe derogare nulla. Il progetto ipotizzato dal Municipio, è esattamente ciò che noi stiamo facendo in questi anni, e anche alle attività emergenziali da noi già poste in essere. Ma non dimentichiamo le richieste dei cittadini e all’interno di quale vertenza opera l’associazione: un progetto urbano sul recupero e la destinazione dell'intero comprensorio del Santa Maria della Pietà. Restano quindi da fare altre cose, prima, e inoltre da verificare le modalità di collaborazione con un regolamento di gestione che riguardi chiunque voglia collaborare. Perché il Pad. 31 resti quel bene pubblico veramente condiviso e vissuto che la sua storia ormai testimonia. In entrambi i casi il come non è differente dal fine, come da nonviolenti sappiamo.

In allegato la lettera del Presidente Campagna alla Ex Lavanderia e la riposta dell’associazione

www.exlavanderia.it
Info: 391.49.63.020 / This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Comunicato del 28 Aprile 2020

Socialità e cultura virtuale ma sgomberi reali – La politica a Roma al tempo della pandemia

Indipendentemente da qualsiasi strumento urbanistico, a cui sino a oggi hanno fatto finta di credere, la ASL RM1, la Regione, il Comune e il XIV Municipio approfittando dell’emergenza del Covid 19, si spartiscono il Santa Maria della Pietà. Con il solito sistema: pezzo per pezzo, magnificando le loro opere usando le parole che vorremmo poter credere. Approfittando del fatto che la partecipazione, ai tempi del Covid, deve restare virtuale e quindi poco fastidiosa.

Ieri sera, 27 aprile, dopo le ore 19.00, il Presidente del XIV Municipio informato le associazioni che sta per prendere possesso del Pad. 31 del Santa Maria della Pietà, la ex Lavanderia, per farci cose magnifiche e progressive a partire da un market place per famiglie in condizioni di disagio economico gestito da Croce Rossa e Protezione Civile e dallo sportello informativo sui servizi offerti in questo momento da Comune e Municipio. Non scordandosi nulla: altraeconomia, mobilità sostenibile, autoimprenditorialità, iniziative artistiche, culturali e sociali, ma queste solo in modo virtuale, solo on line.

Noi non sappiamo a che punto è il percorso di deliberazione urbanistica sul comprensorio, per il quale sono stati attivati i cittadini e le cittadine negli ultimi due anni e come questa sua decisione si inserisce nel percorso che da anni chiediamo sia trasparente e rispettoso delle richieste fatte con proposte di delibere e legge regionale.
Non sappiamo a che punto è il bando della ASL sul Pad. 28, che nel frattempo è usato come magazzino di generi di consumo sanitario. Non sappiamo la destinazione di molti altri padiglioni quale sia.
Non sappiamo, la collaborazione che vuole attivare con le associazioni, come e con chi la vuole attivare. Magari solo virtualmente, dopo bando su internet, ovviamente. Sicuramente non con noi, perché ha rifiutato la nostra collaborazione NON virtuale.

In un’epoca di emergenza, dove addirittura la Pubblica Amministrazione, per norma, va in deroga alle sue stesse norme, pur di operare efficacemente, lei invece di avviare concretamente una collaborazione immediata con le realtà territoriali la rifiuta, sulla base di un finto presupposto legalitario.

I servizi di cui parla la lettera del Presidente del Municipio dovrebbero essere di prossimità, non attivati solo all’interno del Santa Maria della Pietà. Questa è una delle prime lezioni insegnate dalla pandemia. E attivati in collaborazione concreta con il territorio, per rendere tutti partecipi della costruzione del dopo, se veramente vogliamo cambiare il dopo. Altrimenti prendiamo atto che i cittadini e le cittadine non debbono essere protagonisti, ma restare utenti, obbedienti sudditi, disposti a essere quello che si vuole che siano. E pronti a tornare alla “normalita’”.

Cari Presidenti di Municipio, Città Metropolitana, Regione, Direttore e Sindaco, non siamo avatar in un mondo in 3D fatto per compiacerci, ma in realtà soggetti chiusi in cubicoli o appartamenti collegati con fili di fibra ottica e alimentati dall’esterno. Siamo carne e sangue, siamo corpi che da più di 15 anni esistono nello spazio reale, facendo cose reali, chiedendo rispetto reale: delle norme, delle domande di cambiamento che provengono dal basso, delle nostre intelligenze e dignità. E con i nostri corpi, cuori, cervelli, pance continueremo a batterci perché il Santa Maria della Pietà sia un bene comune. E se volete comprendere quanto prevede la Legge regionale n. 10 del 2019, a partire dall’art. 2, anche a difendere la natura di bene comune del Pad. 31 e la sua autogestione condivisa. Con tutti coloro che sono disponibili.

Comunicato del 26 Aprile 2020

Soprattutto in questo momento difficile, l'Associazione Ex Lavanderia promuove l'uso Pubblico, sociale e culturale del S.Maria della Pietà.
Ricordiamo alle associazioni, ai cittadini ed alle istituzioni che il Padiglione 31 è, come sempre, a disposizione di tutte le proposte di solidarietà, intervento sociale, e sostegno ai soggetti più deboli, purché no-profit e materialmente praticabili.
In questo momento di difficoltà per le cittadine ed i cittadini, sollecitiamo le realtà associative che già stanno promuovendo azioni solidali o che vogliano farlo di considerare gli spazi della Ex Lavanderia come un luogo pubblico, aperto, al servizio del territorio.
Come sempre è stato e sempre sarà.

Inoltre invitiamo le Istituzioni a riaprire un dialogo corretto sul futuro riutilizzo del S.Maria della Pietà, rispettoso delle Norme a partire dalla Delibera 40 approvata dal Comune di Roma nel 2015.
Soprattutto a non utilizzare l'emergenza in atto come un pretesto per accelerare i processi di uso privatistico  purtroppo già in atto e far passare ancora di più, senza verifica e discussione democratica, provvedimenti illegittimi che ipotechino un riutilizzo sano e pubblico del S.Maria della Pietà.

Comunicato del 24 Febbraio 2020

Ormai marcia a tappe forzate la cessione del S.Maria della Pietà alla proprietà e gestione sanitaria.

L’ennesimo Polo Sanitario al centro di quello che viene chiamato un “quartiere ospedale”. Un'operazione di “bilancio” per travasare beni e risorse verso un'Azienda Sanitaria che cerca ancora oggi di imporre un piano che ignora le Norme Nazionali, Regionali e Urbanistiche. “Sanitarizzazione” che iniziò Storace con lo smantellamento dei 5 Ostelli della Gioventù finanziati con il Giubileo 2000, e che si è continuata a perseguire negli anni, permettendo alla ASL RM1 di impadronirsi degli edifici. Molti ricorderanno il sogno di realizzare un Campus Universitario o di completare il trasferimento del Municipio Roma XIV all’interno del complesso. E bene, oggi si continua ad impedire l’avvio di quel percorso che dovrebbe dare al quartiere quei servizi al cittadino che mancano.

E' di gennaio la pubblicazione di un Bando ASL che certifica il passaggio alla gestione sanitaria di un ulteriore Padiglione rispetto ai 25 (su 37) che la Regione intende regalare all'Azienda. Stesso destino a breve per il Padiglione 19.

Questo avviene nonostante la Delibera 40 del 2015 approvata dal Comune di Roma, che sulla carta avrebbe la titolarità a determinare le destinazioni e gli usi, preveda per il S.Maria un uso prevalente socio-culturale e un limite all'uso sanitario di massimo 15 edifici. E nonostante le Norme del Piano Regolatore prevedano la realizzazione di un Piano Urbano Partecipato obbligatorio e che, in un mondo sano, dovrebbe essere approvato prima di fare bandi, dare gestioni, appalti e aprire cantieri.

In questo scenario, si innestano i tentativi di ridurre al silenzio l'Associazione Ex Lavanderia. Prima con il distacco della corrente (Maggio 2017), poi dell'acqua della scorsa settimana, rientrato grazie alla mobilitazione dei cittadini, per finire con voci insistenti che accrediterebbero la presa in gestione da parte del Comune del Padiglione 31 e l'affidamento ad altre associazioni non meglio definite.

L'Associazione Ex Lavanderia ribadisce a tutti ed in particolare al Municipio 14 che la sua funzione di tutela e di salvaguardia del Padiglione 31 al suo legittimo uso culturale ed aperto, iniziata nel 2004, non solo non si è esaurita, ma è oggi più necessaria che mai.

Municipio e Comune di Roma, che oltre a firmare un Protocollo d’Intesa che cede il Complesso alla ASL, scavalca la realizzazione del Piano Urbano e sconfessa la propria stessa Delibera 40, lasceranno alla proprietà dell'Azienda Sanitaria il Padiglione 31 così come gli edifici previsti per la sede municipale. Rimarrà quindi tutto formalmente a destinazione sanitaria.

Alla Sindaca di Roma, che solo nel 2013, incensava la funzione di tutela svolta dall'Associazione Ex Lavanderia (allegato video) ed al Presidente del Municipio Campagna non possiamo che ribadire ciò che diciamo da sempre: è inutile che ci promettiate assegnazioni o coogestioni in cambio del silenzio su quello che sta accadendo sull'intero S.Maria della Pietà. Non abbiamo accettato nel 2004 , nel 2007 né tanto meno lo faremo nel 2020.

Se la nostra presenza e la nostra battaglia in tutela del bene comune vi infastidisce, ostacola i vostri scambi con il Presidente della Regione Lazio Zingaretti o con il Direttore ASL Tanese, assumetevi la responsabilità politica di farci lasciare il Padiglione 31 nell'unico modo in cui potreste riuscirci.
Voi siete il “potere”, voi avete la forza seppur non quella della ragione.
Potrete dire ai vostri nipoti che siete riusciti a fare quello in cui neanche Storace era riuscito.
Noi cercheremo di dire ai nostri che non abbiamo ceduto a Storace e a Veltroni, figuriamoci se cediamo alla Raggi e a Campagna.

Ad oggi, qualsiasi associazione purché non esca dai valori della Costituzione Repubblicana, può utilizzare il Padiglione 31, proporre iniziative, eventi, laboratori in una dimensione pubblica e aperta. Chi non ha secondi fini ed è in buona fede lo sa e lo sperimenta da 15 anni. E non sono pochi.

Voi, non appena vi siete interessati del S.Maria della Pietà avete solo provocato danni e divisioni.

Quindi a noi, più che mai, non resta che rimanere qui:
finché non ritornerete a rispettare le vostre delibere ed a garantire una partecipazione concreta e reale,
finché resterete alle dipendenze di un Direttore Generale invece che al servizio dei bisogni delle cittadine e dei cittadini,
finché il S.Maria della Pietà non sarà ciò che descrive la Delibera 40/2015,
finché ignorerete le leggi nazionali sull'uso dei redditi da destinare ai pazienti psichiatrici, le Leggi Regionali sulle proprietà,
finché continuerete a promuovere percorsi partecipati truccati mentre nei tavoli riservati si decidono le opere esecutive,
finché non riporterete la realtà ad una condizione normale, in cui le ASL non possiedono teatri o sedi comunali così come l'AMA non fa cinema e non gestisce scuole d'infanzia,
finché non ridate ascolto a voi stessi, come eravate o dicevate di essere, prima che cambiaste idea, obiettivi e soprattutto padroni.

Fino a quel momento, noi saremo qui, a difendere l'uso Pubblico, Sociale e Culturale del Padiglione 31 e degli altri 34 che sono ugualmente un bene comune. Come dal primo giorno.
Quando avremo vinto questa battaglia di civiltà ed esaurito la nostra ragione fondativa ne potremo riparlare. La vostra firma su quel Protocollo non ce lo permette.
Noi siamo sempre gli stessi di quando sorridevate salutandoci ed entravate al Padiglione 31 con espressione di gratitudine e condivisione.

Quelli del Movimento per l'acqua Pubblica, dell'altra economia, dei Gruppi d'acquisto, della difesa del bene collettivo dalle mire privatistiche e di potere, della partecipazione fatta di carne, sangue e consapevolezza.
Voi, invece, chi siete oggi?

Associazione Ex Lavanderia

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Per tutte le attività e rispettivi orari di apertura, durante la fase 2 dell'emergenza COVID, fare riferimento a questo articolo

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