Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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vaneigemQuelli che parlano di rivoluzione e di lotta di classe senza riferirsi esplicitamente alla vita quotidiana, senza comprendere ciò che vi è di sovversivo nell’amore e di positivo nel rifiuto delle costrizioni, costoro Read more ...

Iniziative

Venerdì 14 luglio 2017
all'interno di Estate al parco 13 #noinoncispegniamo

CINEMA D’AUTORE E DI PERIFERIA
SAMSARA DIARY
Regista: Ramchandra Pace
Autore: Ramchandra Pace
Direttore della fotografia: Fabio Caramaschi
Montatore: Silvia Caracciolo
Musiche: Marcello Malvica
Società di produzione: Ramchandra Pace


Ram è cresciuto nella comune hippie del padre a Roma e ha vissuto in una realtà alternativa e idilliaca fino all’età di 16 anni quando suo padre Alessandro si è ritirato sull’Himalaya per divenire un Nath. Un monaco degli spiriti. Quasi venti anni dopo Ram sta per diventare padre, Alessandro è tornato a Roma col nome di Krishna Nath e la comune sta per trasformarsi nel Kalimandir, il più grande tempio dedicato alla Dea Kali in Italia. Attraverso super 8 e documenti originali sulla permanenza del padre in India, l'autore ripercorre la storia della sua famiglia e di una generazione che ha portato alle estreme conseguenze la ricerca della libertà.

Domenica 6 Luglio 2017
all'interno di Estate al parco 13 #noinoncispegniamo

dalle 18.30 BARATTIAMO
“la giornata del baratto”
ore 20.00 CONVERSAZIONE CON PROF. UMBERTO BIELLI SU ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
ore 20.30 CENA SOCIALE SALUTARE
ore 21.00 a grande richeista KIRIKU E LA STREGA KARABA
Porta con te uno più o più oggetti che non usi più, ma ancora in buone condizioni (libri, dvd, vestiti ecc.…) e scegli fra gli oggetti esposti quello che fa per te.
L'obbiettivo è quello di promuovere la cultura del baratto.
Rimettere in circolo gli oggetti sottraendoli alla loro prematura classificazione in rifiuti, questo
ci permetterà di abbandonare la formula dell'
“usa e getta” impostataci dal consumismo e di renderci sempre meno schiavi del denaro!

ORE 20.00
CONCERSAZIONE CON PROF. UMBERTO BIELLI
FILO ALIMENTAZIONE PER UN ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
FILO-ALIMENTAZIONE è un metodo per poter gestire in maniera consapevole le nostre conoscenze in fatto di alimentazione.
Non è una dieta, non è un trattato scientifico né filosofico, è un dialogo aperto sull'alimentazione, sulla filosofia, una strada per conoscere in modo chiaro, semplice e concreto un aspetto fondamentale della nostra vita per riuscire ad ottenere cosa? CONSAPEVOLEZZA.
La filosofia può aiutarci, come? Per fornire una risposta a questa domanda bisogna partire da un assunto: siamo tutti diversi. Diversi per religione, per paese di provenienza, per cultura, abbiamo idee e concetti diversi, sia per quanto riguarda i concetti più alti che quelli più ordinari come appunto l'alimentazione. Spesso, la nostra alimentazione è lo specchio della nostra vita, sono le nostre origini, sono le nostre abitudini e queste nostre diversità oggi ci stanno dividendo.

ORE 21.OO
KIRIKU E LA STREGA KARABA'
Kirikù e la strega Karabà (Kirikou et la sorcière) è un lungometraggio d'animazione del 1998, scritto e diretto da Michel Ocelot.
Basato su un racconto folkloristico dell'Africa occidentale, il film racconta di un bambino che combatte e libera il suo villaggio da una strega.
In un villaggio africano dove sono rimasti solo vecchi, donne e bambini, nasce Kirikù, un bambino prodigioso, che taglia da solo il cordone ombelicale della madre e fin dai primi istanti di vita è totalmente autonomo, in grado di parlare, di camminare e di badare a sé stesso. Kirikù viene presto a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà, che ha sottratto l'acqua dalla fonte del paese ed ha ucciso e sbranato tutti gli uomini del villaggio, che hanno tentato di affrontarla. Kirikù decide allora di combattere la strega. Tra l'incredulità e la diffidenza generale, al contrario della fiducia, peraltro meritata, della mamma, il piccolo eroe riuscirà a sventare i piani della strega: restituirà l'acqua alla tribù una volta compreso perché la fonte e libererà le persone che la donna rapisce.Nelle sue imprese Kirikù è assillato da un dubbio a cui nessuno sa dare una soluzione: il motivo per cui la strega sia così cattiva. Per trovare la risposta dovrà affrontare l'impresa più ardua, recarsi dal Saggio della Montagna, suo nonno, evitando il controllo dei feticci di Karabà, e per farlo deve scavarsi una galleria sotto la casa della strega. Quando, superati numerosi ostacoli, si trova alla presenza del nonno, egli gli svela il mistero: Karabà soffre a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata nella schiena, che non riesce a togliere e non vuole togliere, perché ritiene che togliendola perderebbe i poteri magici e proverebbe nuovamente il dolore atroce che ha già patito una volta. Kirikù, tuttavia, è deciso a liberarla e lo farà; in cambio otterrà di crescere anche fisicamente - dopo che è nato già mentalmente adulto – e sposerà Karabà; la donna peraltro, senza più la spina, ha cessato di soffrire, per cui è diventata buona e gentile, ha mantenuto alcuni poteri e ha liberato gli uomini del villaggio, che in realtà non mangiava né uccideva ma semplicemente tramutava in feticci.

Invita i tuoi contatti all'evento su Facebook

Giovedì 13 luglio 2017 ore 18:00
all'interno di Estate al parco 13 #noinoncispegniamo

Quando la notte finisce - fiabe di viaggi e speranze

Spettacolo per ragazzi dai 7 ai 99 anni! - primo studio
una produzione Alla ribalta! in collaborazione con Ex Lavanderia e VIS Volontariato Intenazionle per lo Sviluppo

Perché non c'è niente di più bello che avere un posto in cui tornare”
da “L'orizzonte alle spalle”

liberamente tratto da “L'orizzonte alle spalle” di Anna Masucci
di e con Laura Saccani ed Elisa Bongiovanni
collaborazione artistica Matteo Rigola e Valentina Bazzucchi
Due donne. Una è più grande, è dovuta partire perché nel suo paese c'è la guerra, la guerra e la morte. E poco o niente da mangiare. L'altra scappa dalle persecuzioni, è rimasta "sola". É partita perché non poteva fare diversamente, se voleva restare in vita.
É la storia di due migranti, sono in viaggio, viaggiano di notte, di nascosto, sui treni, vanno alla ricerca di un posto migliore in cui stare, in cui mettere nuove radici. Ed è in questo viaggio, tra un treno e l'altro, che le nostre protagoniste si incontrano, si conoscono, si scoprono, si aiutano e diventano complici nel loro tentativo di rinascita. Portano le loro storie, i motivi che le hanno costrette a partire, le mille difficoltà del viaggio ma anche la loro ricchezza di colori, profumi, ritmi. Nei loro racconti, a volte crudi, hanno momenti di grande speranza e gioia; riescono nonostante tutto a trovare la voglia di ridere e scherzare, a credere che in mezzo a tutto quel dolore c'è ancora spazio per la bellezza. A credere e lottare per la possibilità di una vita migliore e dignitosa.
Come raccontare tutto questo a un pubblico di bambini? Come fare in modo che il bambino comprenda ma non sia ferito? E che anzi possa uscirne rinforzato e con una consapevolezza maggiore? Ci siamo affidate alle parole scritte da Anna Masucci nel suo libro “L'orizzonte alle spalle”, che ha sapientemente trasformato in fiabe le storie vere di alcuni migranti sbarcati a Lampedusa. Così come nel libro, nello spettacolo troviamo le fiabe accostate alle storie vere. Le due protagoniste utilizzano le fiabe per trovare la forza e il coraggio; la fiaba è per loro un gioco che fanno insieme per trovare leggerezza, un modo meno doloroso (e forse più efficace) per poter raccontare l'un l'altra gli orrori di questa terribile odissea che centinaia di persone vivono quotidianamente. Ma la fiaba è anche il linguaggio più giusto perché il bambino possa capire e così vivere insieme alle due protagoniste questa esperienza: momenti forti e di tensione si alternano a momenti poetici e altri buffi, un fluire di racconti, immagini, atmosfere ed emozioni che invitano i bambini a identificarsi nell'essere umano che siamo tutti. Abbiamo tutti il diritto a una vita dignitosa, ad essere amati e a cercare ciò che è più giusto per noi. Tutti dobbiamo poter provare il piacere di sentirci uguali pur essendo diversi, e sentirci arricchiti da questa diversità.
E se il bambino che esce da questo spettacolo si sentisse ricco nella sua diversità? Forse farà meno fatica nell'accettare il diverso da sé. E il bambino di oggi è l'adolescente di domani e l'adulto di dopo-domani.

Ringraziamenti: Luca Cristaldi, Iacopo e Tommaso per la consulenza, il sostegno e le cene pronte, Emiliano, Giggi e Grazia, Giada, Vally, Saskia, Augusto.

A seguire cenasociale e proiezione del film "Samsara diary"

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Da martedì 11 a giovedì 13 2017 ore 21:00
all'interno di Estate al parco 13 #noinoncispegniamo

Tre serate di cinema per baqmbini.

PROGRAMMA:

MARTEDI 11 LUGLIO, ore 21.00
Ernest & Celestine (Ernest et Célestine) è un film d'animazione franco-belga uscito in Italia il 20 dicembre 2012.
Diretto da Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner, è basato sulla omonima serie di libri per bambini scritta dalla disegnatrice belga Gabrielle Vincent. La sceneggiatura è stata scritta da Daniel Pennac. Racconta l'incontro dei due personaggi che, nei fumetti, vivono numerose avventure.
Nel sottosuolo della città degli orsi si sviluppa il mondo dei topi. Le due civiltà, simili, si osteggiano e si ignorano a vicenda. Ernest è un orso solitario che vive in campagna e giunge in città solo per racimolare qualche soldo facendo il suonatore ambulante. Celestine è una topina orfanella che, nonostante cresca in un ambiente dove gli orsi sono sempre presentati come ostili e cattivi, cresce con l'idea che un'amicizia con loro sia possibile.
Una volta cresciuta, decide di diventare una dentista. L'apprendistato del dentista murino è curioso, poiché il giovane aspirante deve andare nottetempo nella città soprastante e sgraffignare i dentini decidui che gli orsacchiotti pongono sotto il cuscino la notte, convinti dai genitori di un misterioso premio in denaro. Tali canini serviranno per gli anziani roditori. Una notte Celestine viene scoperta dagli orsi adulti e inseguita a suon di scopa. Purtroppo si imprigiona da sola in un cestino e viene trovata la mattina seguente per puro caso da Ernest, che era in cerca di cibo. Celestine per ringraziarlo, lo fa entrare in un negozio di dolciumi. È così che, anche in seguito ad altre peripezie, i due diventano amici, ma sono anche inseguiti dalla polizia dei due mondi.
Si rifugiano, per passare l'inverno, nella casa di Ernest. Sennonché alla primavera vengono scoperti e portati in tribunale: Ernest in quello dei topi e Celestine in quello degli orsi. I due tribunali si trovano proprio uno sull'altro e, caso vuole che entrambi vengano stretti dalla morsa di un incendio. Ernest e Celestine salveranno tutti, convincendo anche gli astanti che un'amicizia, o quanto meno una collaborazione, tra i due mondi è possibile.

MERCOLEDI 12 LUGLIO, ore 21.00
LA CITTA' INCANTATA
La città incantata è un film d'animazione giapponese scritto e diretto da Hayao Miyazaki, liberamente ispirato al romanzo fantastico Il meraviglioso paese oltre la nebbia della scrittrice Kashiwaba Sachiko. Narra le avventure di Chihiro, una bambina di dieci anni che si introduce senza rendersene conto, insieme ai genitori, in una città incantata abitata da yōkai (spiriti). Qui i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla potente maga Yubaba e la piccola protagonista decide di rimanere nel regno fatato per tentare di liberarli. Il film presenta l'altissima qualità tecnica consueta dello Studio Ghibli ed è considerato il capolavoro del cineasta giapponese Miyazaki. Pubblicato il 20 luglio 2001, diventò il più grande film di successo della storia del Giappone, incassando circa 330 milioni di dollari in tutto il mondo. Superò Titanic (allora in cima alle classifiche di vendita) ai box-office giapponesi e fu il lungometraggio che più ha guadagnato nella storia, con un totale di 30,4 miliardi di ¥.
Acclamato all'unanimità dalla critica, è considerato uno dei migliori film degli anni 2000[3][4] e della storia.[5] Vinse l'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2002 e l'Oscar per il miglior film d'animazione nel 2003.

GIOVEDI' 13 LUGLIO, ore 21.00
KIRIKU E LA STREGA KARABA'
Kirikù e la strega Karabà (Kirikou et la sorcière) è un lungometraggio d'animazione del 1998, scritto e diretto da Michel Ocelot.
Basato su un racconto folkloristico dell'Africa occidentale, il film racconta di un bambino che combatte e libera il suo villaggio da una strega.
In un villaggio africano dove sono rimasti solo vecchi, donne e bambini, nasce Kirikù, un bambino prodigioso, che taglia da solo il cordone ombelicale della madre e fin dai primi istanti di vita è totalmente autonomo, in grado di parlare, di camminare e di badare a sé stesso. Kirikù viene presto a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà, che ha sottratto l'acqua dalla fonte del paese ed ha ucciso e sbranato tutti gli uomini del villaggio, che hanno tentato di affrontarla. Kirikù decide allora di combattere la strega. Tra l'incredulità e la diffidenza generale, al contrario della fiducia, peraltro meritata, della mamma, il piccolo eroe riuscirà a sventare i piani della strega: restituirà l'acqua alla tribù una volta compreso perché la fonte e libererà le persone che la donna rapisce.
Nelle sue imprese Kirikù è assillato da un dubbio a cui nessuno sa dare una soluzione: il motivo per cui la strega sia così cattiva. Per trovare la risposta dovrà affrontare l'impresa più ardua, recarsi dal Saggio della Montagna, suo nonno, evitando il controllo dei feticci di Karabà, e per farlo deve scavarsi una galleria sotto la casa della strega. Quando, superati numerosi ostacoli, si trova alla presenza del nonno, egli gli svela il mistero: Karabà soffre a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata nella schiena, che non riesce a togliere e non vuole togliere, perché ritiene che togliendola perderebbe i poteri magici e proverebbe nuovamente il dolore atroce che ha già patito una volta. Kirikù, tuttavia, è deciso a liberarla e lo farà; in cambio otterrà di crescere anche fisicamente - dopo che è nato già mentalmente adulto – e sposerà Karabà; la donna peraltro, senza più la spina, ha cessato di soffrire, per cui è diventata buona e gentile, ha mantenuto alcuni poteri e ha liberato gli uomini del villaggio, che in realtà non mangiava né uccideva ma semplicemente tramutava in feticci.

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