Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.
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Sabato 12 ottobre 2019 dalle ore 17:00 alle 18:30

Semivolanti
Fiabe Africane. L’uomo e il serpente
progetto, regia e narrazione Valerio Gatto Bonanni
musiche originali Jacopo Mosca e Anatole Thane
aiuto regia Marco Perfetto e Federica Fiorenza

Il cantastorie africano viaggiava e spesso approdava nei grandi mercati, crocevia di merci e di possibilità, e lì si formavano capannelli di persone che aspettavano storie di terre lontane. Ascoltavano vicende che rimandavano ad antichi regni, a spiriti troppo invecchiati per essere ancora venerati, storie con la loro morale ironica. Sono storie che vengono avvertite ma non decifrate nei loro codici simbolici ed è per questo che, per quanto paradossale possa sembrare, la loro estraneità la rivela a noi: il rito teatrale, condiviso dal pubblico, è il mediatore di questa evocazione, con i suoi suoni ritmati, cantati, o da nenia beffarda. La prima fiaba racconta il rapporto tra l’uomo e una natura “spirituale” dove gli animali compiono prodigi e portano messaggi da decifrare. La seconda fiaba assomiglia a “Pollicino nero”: undici bambini rifiutati dalla madre affrontano con sfacciataggine i tranelli di spiriti ostili: l’albero della seta, la Signora Morte e il Dio del cielo vengono ridicolizzati dalla loro magica intelligenza. L’ultima storia narra le avventure di un ragazzo che deve ritrovare sua sorella che è stata rapita a causa del suo disinteresse. Dovrà affrontare la solitudine, camminare per mesi per potersi riconciliare con lei.
In scena circondano il narratore/evocatore pochi essenziali oggetti: piccole candele, stoffe e tessuti, maschere e bastoni sonori con i quali l’attore evoca i suoi personaggi.
Le fiabe hanno un finale brusco e mai consolatorio, ma spesso così terminano: “Questa la mia storia che ho narrata, sia bella o non sia bella, portatene un po’ altrove, e un po’ lasciate che torni a me”.

Info 393 9929813/ 329 6887777 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Ingresso consapevole a offerta libera (consigliato minimo 5 €)

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