Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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gramsci... L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani Read more ...

COMUNICATO STAMPA – 05 LUGLIO 2019


Polo Sanitario e pieni poteri alla ASL RM1 o Polo socio-Culturale gestito dalle Amministrazioni Pubbliche?
Si apre, in questo luglio 2019, l'ennesimo capitolo del confronto che dura da 25 anni sui due possibili destini dell'Ex Ospedale Psichiatrico S.Maria della Pietà.

Le Istituzioni hanno lanciato in un'assemblea pubblica, il 2 luglio scorso, la costruzione del Piano Urbano per chiudere la partita iniziata dalla Giunta Storace nel 2002 ed ottenere la sanitarizzazione del Complesso.

Parallelamente, il Comitato “Si può fare”, l'ARCI, Libera, le realtà della Salute Mentale, associazioni di giuristi, ambientaliste e locali, hanno costituito una Consulta Cittadina e lanciato la Costruzione di un Piano Urbano partecipato che vedrà una prima Assemblea Pubblica il 17 luglio.

Rivendicano il rispetto della Legge 388/2000 che vincola i beni degli Ex Ospedali Psichiatrici alla produzione di redditi per finanziare i servizi regionali di Salute Mentale cioè l'applicazione della Legge 180. Questa legge, dicono, rende illegittima l'immissione nei bilanci istituzionali ASL delle risorse e l'utilizzo senza reddito.

Interpretazione condivisa dalle realtà della Salute Mentale e, persino, dalla Caritas di Roma.

Inoltre, il Consiglio Comunale di Roma ha approvato e fatta propria una Delibera (40/2015) di Iniziativa Popolare presentata dal Comitato “Si può fare” che riordina in modo ragionevole la questione del riutilizzo. Un'ipotesi di compromesso in linea con le norme nazionali e urbanistiche.

Alla Regione Lazio, un'analoga Proposta di Legge depositata con 12.000 firme nel 2014 è invece stata ignorata dal Consiglio.


La sintesi di queste proposte è: proprietà regionale esclusiva, uso prevalente sociocultulare, tutela dei servizi sanitari già collocati senza ulteriori insediamenti, ripristino degli Ostelli e delle funzioni finanziate con i fondi del Giubileo 2000 e poi smantellati, sede Municipale. Soprattutto produzione dei redditi per finanziare la Salute Mentale in linea con la Normativa Nazionale.

Il fronte istituzionale, invece, si avvale di una Delibera di Giunta Regionale (787/2016) e di un Protocollo di Intesa firmato anche dal Comune nel 2018. In essi è previsto l'affidamento in proprietà o in uso alla ASL RM1 dell'82% degli edifici, nonché del 100% degli appalti e la realizzazione di servizi regionali connessi al sistema sanitario (come il NUE).
All'uso non sanitario o parasanitario, resterebbero 5 padiglioni a disposizione del Comune (di cui uno solo destinato ad attività culturali) e due ostelli.
Il condizionale è d'obbligo perché questa piccola porzione di uso non sanitario è già stata determinata più volte e mai realizzata. Gli ostelli, ad esempio, sono già stati annunciati e finanziati nel 2000 e nel 2014. Ma non ci sono.

In questo confronto in punta di Diritto, si aspetta da 2 anni il pronunciamento del TAR del Lazio su un ricorso presentato da alcune associazioni.

Una situazione paradossale, quindi, con due Piani Urbani,e due interpretazioni delle normative contrapposte.

“non è certo colpa nostra, dice il Comitato 'Si può fare', se il Consiglio Comunale di Roma approva una Delibera che dice una cosa e la Giunta dello stesso Comune firma un Protocollo che è esattamente il suo opposto, chi è che determina il paradosso”?

I promotori della Delibera 40 assicurano: “il Protocollo di Intesa è illegittimo, quindi il Piano Urbano che ne deriverà sarà un castello di carte senza fondamento amministrativo e giuridico, servirà solo a produrre altri danni materiali e culturali”.

“Allora”, aggiungono: “sarà pronto un Piano credibile, ragionevole ed a norma di Legge che servirà a rimettere a posto i cocci ed a tutelare un Patrimonio Pubblico prezioso. Il nostro percorso non è contro le Istituzioni, al contrario, è al servizio di coloro che vorranno, domani, gestirle in modo corretto e al servizio dei cittadini.”

Per il Comitato "Si può fare"
Massimiliano Taggi
3921454131

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Il Comitato "Si può Fare" è il Comitato Promotore delle due proposte di Iniziativa Popolare sul riutilizzo del Complesso di S.Maria della Pietà.
La Delibera Comunale di Iniziativa Popolare presentata nel 2014 è stata fatta propria dall'Assemblea Capitolina il 22 luglio del 2015 - DCA 40/2015
La Proposta di Legge Regionale non è mai stata discussa dal Consiglio Regionale.

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3 Appelli per il S. M. della Pietà

Per fermare il Protocollo tra Regione, Comune, Città Metropolitana e Asl Rm1:

Appello delle realtà
che si occupano
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Appello degli urbanisti

Appello degli artisti
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