Vertenza S. M. della Pietà

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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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franco_basaglia"...la cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile.

Dieci, quindici, vent'anni fa era impensabile che un manicomio potesse essere distrutto. Magari i manicomi torneranno a essere chiusi e più chiusi di prima, io non lo so,

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Comunicato Stampa 1 agosto 2018
Santa Maria della Pietà

E’ a firma Francesca De Vito,  (M5S) un emendamento alla proposta di Legge 55 che scompiglia le ultime carte prodotte, sul destino del S.Maria della Pietà, dalla Giunta Regionale e il ventilato Protocollo di Intesa che affida ad ASL ed uso Sanitario la gran parte del Complesso.

L’emendamento tende ad inserire alcuni elementi che provano a correggere la scelta fatta dalla Giunta Regionale con una Delibera di dicembre 2016 che affida quasi tutto il Complesso all’uso sanitario ed alla proprietà della ASL RM1.

Già in quell’occasione, il M5S regionale aveva fatto fuoco e fiamme, difendendo le ragioni della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare firmata da 12.000 cittadini nel 2014 che parlava di proprietà regionale, uso socioculturale, Municipio, Ostelli ed uso sanitario ridotto. Allora sulla stessa lunghezza d’onda erano Comune e Municipio dopo che il Consiglio Comunale, nel luglio 2015 aveva approvato la delibera 40, proposta anche essa di iniziativa popolare.

L’attuale Presidente della Commissione Urbanistica, Donatella Iorio, dichiarò infatti, nel gennaio 2017, a proposito della Delibera Regionale: “L’operazione è in barba alle 12mila firme depositate dai cittadini a supporto di una proposta di legge di iniziativa popolare … dimostra la totale assenza di considerazione da parte della giunta Zingaretti alle delibere approvate dal Comune di Roma nel 2015 e dal Municipio XIV nel 2016. (http://montemario.romatoday.it/santa-maria-della-pieta-scompare-il-progetto-dell-unica-centralita-urbana.html)

Il 10 luglio 2018, Zingaretti ha invece presentato un Protocollo di Intesa che assume e fa propria la DGR 787 con l’intero progetto di Polo Sanitario della ASL e annunciato, a sorpresa, anche l’accordo con il Comune per mezzo dell’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori e del Presidente del Municipio XIV Alfredo Campagna.

Immediate e durissime sono state le risposte del movimento associativo, prima del Comitato Promotore delle proposte di Iniziativa Popolare, poi delle Realtà della Salute Mentale e di numerosi urbanisti storici romani, infine di Italia Nostra, che hanno rivendicato la vocazione socioculturale ma soprattutto la convinzione che il Piano ASL/Regione, non rispetti né le Leggi sul Patrimonio e le risorse né il Piano Regolatore di Roma.

A fronte di questa rivolta pubblica, la proposta della Consigliera De Vito, punta a riportare a 15 il massimo di padiglioni destinato ad usi sanitari a definire la cessione al Comune di 6 padiglioni per usi amministrativi e culturali ed a ripristinare le funzioni di ricettività turistica ai padiglioni realizzati per il Giubileo 2000 e smantellati dalla ASL RM1 dopo due anni.

Ma, soprattutto, la sospensione delle azioni di Regione ed ASL su proprietà ed usi fino a che non si sia realizzato il Progetto Urbano previsto dal Piano Regolatore e messi in atto tutti i percorsi e gli strumenti della Partecipazione.

Se però, il Protocollo viene siglato anche dal Comune, questo tentativo del M5S regionale, sarebbe del tutto inutile e fuori tempo massimo, poiché la votazione sulla legge e gli emendamenti e' prevista per il mese di settembre in cui tutti i giochi sarebbero chiusi.

La Sindaca Raggi, che fino al 2015 ha espresso pubblicamente, in più di un’occasione, il proprio sostegno alla battaglia ventennale dei cittadini, ha oggi il difficile compito di operare una scelta.

O con il Polo sanitario di Zingaretti o con le regole ed i cittadini, i familiari dei pazienti psichiatrici, gli urbanisti, le associazioni.

O di qua o di là.

Per il Comitato “Si può fare”
Massimiliano Taggi

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