Pubblichiamo la Delibera di Giunta Regionale approvata il 10 luglio e la bozza di Protocollo di Intesa sul S.Maria della Pietà, annunciati dal Presidente Zingaretti.

Ci appelliamo ancora al Municipio Roma XIV ed al Comune di Roma perché non firmino questo atto.
Ci appelliamo ai Consiglieri Municipali, Comunali e Regionali perché prendano posizione sugli atti compiuti dalle rispettive Giunte sulla loro testa, su quella dei cittadini e su ogni regola e normativa.

Questo Protocollo Sancisce definitivamente la realizzazione di un Polo Sanitario, ipotesi contro cui si è battuto il movimento associativo da 23 anni.
E’ In aperto contrasto con la Delibera 40, approvata dall’Assemblea Capitolina nel luglio 2015.

Il Presidente della Regione Zingaretti quando parla di valorizzazione " della funzione pubblica, sociale e culturale" mente.


Il Protocollo affida 27 padiglioni alla ASL RM1 (77%). Quindi è un polo sanitario-ospedaliero.
Mentre la Regione Lazio taglia presidi ospedalieri e sanitari ovunque come il S.Giacomo ed il Forlanini, realizza un Polo Sanitario proprio nel luogo meno indicato e in cui i cittadini hanno chiesto cultura e servizi.

Il “contentino” sarebbe l'uso amministrativo di 5 padiglioni, dall'uso culturale di 1 solo padiglione (il 31) e due padiglioni ad ostello (per altro già realizzati, poi smantellati, poi rifinanziati e mai aperti). Cioè una parte minima di cose che già sono decise da anni.

Sparisce il vincolo di Legge per l'uso dei redditi prodotti dal S.Maria della Pietà per finanziare i Progetti di Salute Mentale.

Questo Protocollo è stato trattato in "segreto" e fa impressione l'impegno delle parti all'art. 6 a tenere nascosta tutta la documentazione e gli atti che verranno.

E suona ipocrita l’annuncio dell’apertura della partecipazione su un assetto già deciso ed esecutivo.

La partita non è finita. Sulla Delibera Regionale 787/2016 che ha dato l’avvio a questa operazione pende un ricorso al TAR.

Ed al Consiglio Regionale è ancora nel cassetto la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare firmata da 12.000 cittadini e ignorata in violazione dello Statuto Regionale.

l Comitato Si può Fare annuncia un ricorso alla Corte dei Conti per verificare la liceità di questo travaso indiretto ed indebito di risorse nel bilancio della ASL RM1 a spese del patrimonio comune e, soprattutto, della Salute Mentale regionale.

Il Comitato "Si può Fare"