Vertenza S. M. della Pietà

13 anni

Per me odioso, come le porte dell'Ade, è l'uomo che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un'altra.

Omero

Comunicato Stampa del 22 Novembre 2017
                                                                              
La partecipazione della Ass. Ex Lavanderia all'Urban Center è seguita alla partecipazione alla conferenza Urbanistica del XIV Municipio. Avevamo un interesse specifico alla pianificazione riguardante il Santa Maria della Pietà, tuttavia non abbiamo mai rifiutato il confronto né con l’amministrazione né con le altre associazioni sulle varie questioni trattate. Non abbiamo mai posto questioni sul fatto che, anche dopo l’approvazione del regolamento, gli organismi dell’Urban Center siano rimasti nominati dall’amministrazione, piuttosto che individuati attraverso quanto previsto dal regolamento approvato.
Ringraziamo per l’apertura, l’attenzione e la fattiva collaborazione che l’Urban Center ha avuto per la vicenda del Santa Maria della Pietà nell’ultimo anno e mezzo.
 
Oggi non vogliamo essere parte della situazione conflittuale che si è venuta a creare negli ultimi mesi, ed esattamente dalla fine del percorso partecipato su Forte Trionfale e sulle diverse disposizioni, rispetto a quelle attese, assunte dal Comune di Roma per il proseguimento della trattativa con il demanio dello Stato e con quello militare.
 
L’Urban Center non è un movimento, non è un semplice coordinamento, non è una lobby, e quando si assumono posizioni di coordinamento di una struttura di promozione e sollecitazione della partecipazione, bisogna saper scindere il proprio ruolo dalle posizioni espresse dalle proprie associazioni. La pressione sulle istituzioni esercitata dalla partecipazione non può essere confusa con il ruolo di chi ha il compito di sollecitare e garantire la partecipazione. L’ha dimostrato Ferdinando Suraci quando ha dato supporto al Comitato "Si puo’ Fare" consentendo la realizzazione dell’unica riunione della Commissione Bilancio e Patrimonio sulla proposta di legge di iniziativa popolare sul Santa Maria della Pietà. Perché sollecitare la partecipazione significa anche sollecitare la risposta istituzionale alle questioni urbanistiche poste dai/dalle cittadini/e anche quando non si sposano totalmente le loro posizioni.
Purtroppo, da quel momento non c'è stata più alcuna traccia dell'argomento in nessun comunicato, resoconto, mail o commento sui social dell'Urban Center. Nulla, sparito il S. Maria della Pietà, la proposta di Legge Popolare, i 12.500 cittadini che l'hanno firmata. Pressioni? Ripensamenti? Chissà.
 
Proprio per il vuoto di progettazione e pianificazione a livello di Roma Capitale, il Municipio aveva e ha il potere di configurare come ritiene meglio l’istituto dell’Urban Center. I ritardi nella chiarificazione delle intenzioni Municipali (configurazione ed eventuale nuovo regolamento) hanno consentito che si creasse la sensazione di una dismissione della sede di promozione della partecipazione piuttosto che un suo miglioramento alla luce della esperienza fatta;
Tuttavia riconosciamo al Municipio la proroga di sei mesi (tutt’altro che scontata) del precedente Comitato Partecipativo, e che sul Santa Maria della Pietà sono stati convocati ben due Consigli pubblici, nei quali i cittadini hanno potuto avere spazio di parola e confronto, nonostante le risposte pervenute dalle forze politiche tutte siano state del tutto insoddisfacenti e, riteniamo, piegate piuttosto a logiche elettorali e di partito che a logiche di governo del territorio.
Ma riscontriamo responsabilità anche da parte delle associazioni dell’assemblea partecipativa, che hanno deciso per l’autoconvocazione delle elezioni di nuovi organismi dell’Urban Center facendosi scudo del titolo di Urban Center, fino ad oggi, nonostante sia ormai un istituzione delegittimata.
L'articolo 5 del "Regolamento per l'elezione del Comitato Partecipativo e della Assemblea Partecipativa dell'Urban Center XIV" è inequivocabile: il Presidente del Municipio, sulla base delle risultanze delle votazioni, ratifica e nomina i restanti quattro membri al comitato partecipativo e indice la sua prima riunione per l'elezione del Coordinatore.
Il Presidente del Municipio non ha ratificato l'elezione del Comitato Partecipativo e non ha indetto la sua prima riunione. Si può pensare bene o male di questo comportamento ma non si può dichiararlo illegittimo. Applica una norma di garanzia presente nel Regolamento esteso e approvato dalla precedente maggioranza. Se quel Regolamento andava bene allora, perché non va bene adesso? Se andava bene che il precedente Comitato fosse nominato direttamente e non eletto, perché oggi viene contestata l'applicazione di un Regolamento voluto proprio da quello stesso Presidente? Non capiamo il senso di questa disparità di giudizio, a meno che, anche il mondo dell'Associazionismo non decida di cedere alla tentazione di ritenere legittimo ciò che gli piace ed illegittimo ciò che non gli piace a secondo di chi governa. Esattamente come fa quella "politica" che viene sempre più spesso e da più parti tacciata di opportunismo ed affarismo.
 
Crediamo quindi che avrebbe avuto uguale forza, e sicuramente  vi avremmo aderito,  la convocazione di questi incontri direttamente da parte delle stesse associazioni. Sarebbe stata la scelta giusta per avviare comunque processi partecipati, magari proprio denunciando la mancata ricostituzione dell’Urban Center.
Avremmo preferito che la rete delle associazioni avesse deciso di partecipare al nuovo passaggio costitutivo Istituzionale, che oltretutto non avrebbe cambiato gli attori ed avrebbe consentito di uscire dalle eterne logiche provvisorio/temporanee.
Continuare con i rapporti di forza priverebbe oltretutto le associazioni del rapporto con le Istituzioni proprio della partecipazione promossa organizzata e guidata dall'Urban Center come Organismo del Municipio XIV. L'obiettivo è quello della partecipazione alle scelte urbanistiche o l'opposizione politica?
I percorsi istituzionali si fanno dentro e con le Istituzioni, la battaglia politica e l'opposizione politica si fanno con altre e diverse forme: ne esistono molte, ci si deve solo mettere la faccia senza speculazioni.
Se ce ne sarà la possibilità, ricominceremo a partecipare ai processi previsti e promossi dalle Istituzioni come abbiamo fatto sempre e con qualsiasi maggioranza.
Le lotte per i Beni Pubblici e l'opposizione a scelte ingiuste ed illegittime, da qualsiasi parte provengano, fanno parte della nostra Storia e della nostra Cultura. Continueremo a farle con il nostro nome e senza confondere i livelli.
Noi non ci spegnamo!

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