Vertenza S. M. della Pietà

13 anni

gramsci... L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani Read more ...

Sabato 14 Ottobre 2017 dalle ore 18:30

INCONTRI ED AGONIE, una mostra oltre i confini.
di Marco Cioffi, Stefano Belacchi e Benedetta Piazzesi.

La mostra nasce da una collaborazione multidisciplinare. L'allestimento è un intreccio espositivo di matrice antispecista. L'installazione vedrà alternarsi le foto e i testi del libro di Stefano Belacchi e Benedetta Piazzesi: "Un incontro mancato", edito dalla Mimesis Edizioni, e i versi - esposti - tratti dal libro "Agonie della civiltà" di Marco Cioffi, edito dalla AughEdizioni.

Saranno inoltre presentati i rispettivi libri.

Agonie della civiltà: "Nelle parole di Marco Cioffi la lontananza di parvenze indifferenti, pervasive e spettatrici eppure vacue e impalpabili, sembra giacere come un'ombra schiacciata sul terreno, di contrappasso a una vitalità sofferente, che palpita e somatizza in quadri frattalici di esposizione, ricostruendo la tridimensionalità perduta. E' però un continuo rimando di prospettive che ti rende vittima e carnefice." [Roberto Marchesini] "Dagli animali senza nome dell’industria alimentare, agli umani che non possono parlare, ai migranti senza più un’identità alle spalle e nessun abbraccio pronto ad accoglierli, la poesia di Marco si costruisce in questo spazio sospeso, prima che la sorpresa diventi sgomento e lo sgomento rinuncia. Una contenuta rabbia vitale attraversa le sue righe e traghetta i suoi pensieri da momenti di disperata letteratura a slogan poetici per un’azione che verrà." [Valentina Sonzogni]

Un incontro mancato è un progetto fotografico di riflessione sull’uso delle immagini in ambito animalista. A questa esposizione fotografica corrispondono alcune pagine di testo che indagano la relazione esistente tra i soggetti delle immagini e i loro spettatori. E spettatori siamo tutti. Sia che tra noi e loro stia l’incolmabile distanza che la rappresentazione fotografica porta con sé, sia che la separazione avvenga solo per tramite di una lente fotografica ma anche, ed in maniera più profonda, nella maniera in cui avviene ad opera delle categorie umane di specie e genere. Al di là dell’atto documentaristico, l’intento di questa esposizione di foto e testi è quello di farci riflettere sul nostro ruolo e su quello dello strumento fotografico; risvegliare il senso di urgenza legato all’esposizione dell’altrui sofferenza, la subitanea necessità di intervento solidale che il dramma perpetuo degli animali richiede.
[...] Considerare gli animali di queste foto come agenti di primo piano della loro liberazione e ricordarsi che essi hanno lottato, che alcuni stanno lottando e che altri continueranno a lottare ci aiuta a rendere meno grave il senso di impotenza che la sistematicità degli apparati di sfruttamento è solita creare. In questo scenario, i nostri atti di solidarietà con la loro lotta per la sopravvivenza e la libertà diventano urgenti e necessari. Perchè la loro assenza, dove per loro intendiamo esattamente Loro, i soggetti di queste foto, sta a ricordarci che infiniti altri simili continuano a combattere e che pur non potendo più contribuire alla Loro salvezza abbiamo, e purtroppo avremo, infinite altre occasioni di renderci utili a questa interminabile lotta di liberazione.

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