Abbiamo invitato i Candidati Sindaco di Roma e i Candidati del Municipio XIV ad un'assemblea pubblica che si terrà il 1 giugno, alle ore 17.30, presso la Piazzetta Massimo Urbani (di fronte al S. Maria della Pietà), per discutere della situazione del S. Maria della Pietà e delle possibili proposte e soluzioni.
Di seguito il testo della lettera.

Gentile Candidato/Candidata,
con l’approvazione del Piano Regolatore del 2003 l’allora Comune di Roma, oggi Città Metropolitana, approvò l’individuazione, in ciascuno dei suoi Municipi, di una centralità urbana.
Secondo il sito sull’urbanistica del Comune di Roma le centralità urbane: “Sono i punti nodali della nuova
organizzazione policentrica della città proposta dal Nuovo Piano Regolatore. Questi poli, localizzati in corrispondenza dei nodi di scambio intermodale, i punti di massima accessibilità del sistema della mobilità, ospiteranno funzioni di livello superiore molto qualificate (dagli uffici, alle università, al verde alle attrezzature per il tempo libero), tali da renderli centro vitale dell’attività e dello sviluppo della città metropolitana.

Le 18 centralità metropolitane si suddividono in: Centralità a pianificazione definita - per le quali esiste già un piano, uno strumento urbanistico approvato o in corso di approvazione - e Centralità da pianificare.”
(http://www.urbanistica.comune.roma.it/prg-parole.html)

Il Santa Maria della Pietà è stato identificato quale centralità urbana per l’area dell’attuale XIV Municipio,
purtroppo, ancora in attesa di pianificazione. Una pianificazione che, come fu per il Piano Regolatore, deve
avere le caratteristiche della pubblicità e della partecipazione.


Negli anni, pur in assenza di alcuna pianificazione, sono stati fatti diversi atti, tra i quali il riconoscimento del Parco di Casal del Marmo, delle attività agricole circostanti, il potenziamento della mobilita’ ferroviaria, del sistema di trasporto pubblico su strada, la pista ciclabile che conduce dal Santa Maria della
Pietà sino a Valle Aurelia, il progetto di un sistema di orti urbani.

Senza alcuna partecipazione, sono stati anche dati diritti di edificabilità a privati nei terreni della Provincia
tra il complesso del Santa Maria, le scuole secondarie di via Cesare Lombroso e Via dei Fontanili di Torrevecchia, che in cambio dovrebbero fornire il raddoppio della Torrevecchia attraverso un prolungamento di Via Vinci, il recupero dell’ex campo sportivo e l’adeguamento del sistema fognario del San Filippo Neri. Quest’ultimo intervento ha condotto alla espulsione di diversi piccoli agricoltori urbani, a cui è previsto di affidare nuove aree nel Parco di Casal del Marmo. Il raddoppio della Torrevecchia prevede
invece lo sgombero del campo nomadi di Via Cesare Lombroso.

Nel Santa Maria della Pietà, dopo il Protocollo siglato nel 2007 da Regione, Provincia, Comune, Università La Sapienza e ASL Roma E (oggi Roma 1), nessuna pianificazione è stata più portata avanti. Gli ostelli sono stati chiusi e ad oggi, a Giubileo in chiusura, la promessa di una loro parziale riapertura nei primi mesi del 2016 risulta disattesa. La sede del Municipio è ancora incompleta e, dopo aver perso i fondi per l’acquisizione del Padiglione 90 a completamento del trasferimento da Battistini, si procede al trasferimento di quest’ultima sede nel Forte Trionfale e a un futuro trasferimento degli uffici presenti.

Anche perché, nel frattempo, la ASL impone affitti, anche a enti pubblici come il Municipio, ad esorbitanti prezzi di mercato, tali, appunto, da indurre il Municipio ad abbandonare il luogo. Il tutto in un silenzio (complice?) da parte della Regione.

Il Comune non ha mai stanziato fondi per rinnovare la convenzione scaduta nel 2009 per la gestione del Parco pubblico da parte dell’Ufficio Giardini, la ASL non ha mai consegnato alla Regione i padiglioni indebitamente occupati, anzi, si autoriconosce nel proprio Patrimonio l’intero complesso, da dedicare a una
nuova sanitarizzazione.

Insomma, l’assenza di pianificazione non e’ stata assenza di progetto, solo concorso di interessi diversi, a
seconda dei rapporti di forza esistenti, in assenza di verifiche partecipate.

Almeno sino al luglio del 2015 quando il Comune ha approvato, con propria delibera, un atto di promozione della pianificazione partecipata della Centralità Santa Maria della Pietà, nel rispetto della parte ancora possibile del Protocollo del 2007 e dell’uso pubblico, sociale e culturale del complesso.

Con, secondo le dichiarazioni alla stampa, gran dispetto da parte della Regione, che ha sostenuto di avere
già un proprio Piano, di cui non si è trovata alcuna traccia. Forse voleva dire: abbiamo il Piano della ASL RME?

L’unico atto compiuto verso la trasparenza di una pianificazione partecipata è stato compiuto dal Comitato Si Può Fare, nato dalla battaglia che, sin dal 1996, associazioni del Municipio, e in particolare la Ex Lavanderia: la proposta di una legge regionale di iniziativa popolare che definisca proprietà, destinazione,
modalità di programmazione, gestione e controllo del piano su questo complesso storico e di grande valore.

Che preveda la compresenza nello spazio di servizi civili (Municipio), sanitari (quelli esistenti al 2007), culturali (come quelli forniti negli ultimi 11 anni dall’Associazione Ex Lavanderia), di lavoro (come le due coop. Sociali ad oggi presenti) e sportivi. E un parco effettivamente pubblico, il cui accesso non dipenda,
di giorno in giorno, dai voleri di un padrone di natura privata, quale la ASL. Una legge che giace indiscussa da sei mesi alla Regione, che solo per ammetterne l’esistenza e la validità delle firme raccolte aveva già impiegato più di un anno.

Una proposta che prevede il rispetto dei principi della Legge 180/78, ovvero evitare che nuovamente si costruiscano spazi di concentrazione (e separazione dalla città) di sofferenza e disagio, siano essi della salute mentale, delle dipendenze, della sofferenza, come pare essere, invece, il progetto della ASL RM1,
che nell’inerzia e silenzio della Regione continua la sua attuazione.

Su tutto questo, sullo sviluppo della zona che ha perso l’occasione del Giubileo, su che cosa si intenda per partecipazione dei cittadini alla pianificazione della città, sul tema dei beni pubblici e comuni, vi invitiamo, in qualità di candidati a sindaci di questa città, di candidati a Presidenti del Municipio XIV, di candidati a consiglieri in entrambi i livelli di amministrazione, a partecipare e rispondere ai cittadini e alle cittadine nel corso di una assemblea pubblica, che si terra’ il 1 giugno, alle ore 17.30,
presso la Piazzetta Massimo Urbani, di fronte al complesso del Santa Maria della Pietà.