Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

"E senza dubbio il nostro tempo... preferisce l'immagine alla cosa, la copia all'originale, la rappresentazione alla realtà, l'apparenza all'essere...

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Scadono i termini previsti dallo Statuto Comunale per la discussione della Deliberra di Iniziativa Popolare sul S.Maria della Pietà
Le regole valgono sempre e solo per gli altri

"Se noi avessimo portato i moduli firmati il giorno dopo la scadenza ce li avrebbero rifiutati. Se il Consiglio Comunale non rispetta la norma del suo Statuto che impone la discussione delle Delibere di Iniziativa Popolare entro 6 mesi, non succede nulla". Questa è la realtà denunciata dall'Associazione Ex Lavanderia e dal Comitato "Si può fare" il giorno dopo la scadenza dei termini per la discussione della Delibera sul S.Maria della Pietà firmata da oltre 6.000 cittadini romani.


"Questa è la loro cultura delle regole e della partecipazione" dichiara Massimiliano Taggi "Le regole sono rigide per i cittadini e molto molto flessibili per chi gestisce il potere, una doppia morale su cui il Comune di Roma è recidivo".
Il Presidente dell'Associazione Ex Lavanderia si riferisce ad un'altra Delibera, presentata nel 2003 con 9.000 firme e mai discussa, "d'altra parte", aggiunge, "Le Delibere presentate e mai discusse, a Roma, sono 11 su diversi temi, più o meno 120.000 firme ignorate".

"I danni economici, sociali e umani nella gestione dissennata dell'Ex Manicomio di Roma di questi anni discendono anche da quella violazione originaria", rincara l'Associazione Ex Lavanderia.

"Chi ha preservato l'uso legittimo del Padiglione 31, viene chiamato "abusivo" ed "illegale". Se c'è una cosa di cui ci rammarichiamo è di non aver avuto la forza di fare altrettanto sui padiglioni dell'Ostello smantellati illegalmente o sul Padiglione 28 regalato per anni a congreghe di affaristi privati".

Il Comitato "Si può fare" che ha presentato anche una proposta di Legge Regionale firmata da 12.000 cittadini è esplicito: "Noi abbiamo proposto un assetto dell'Ex Manicomio che rispetti le normative e dia concretezza alle deliberazioni di Comune e Regione che sono rimaste sulla carta e smentite dai fatti, un modello di gestione di un Bene pubblico e Comune conveniente per le amministrazioni e che raccolga i bisogni della città. Sanità, cultura, turismo, servizi e attività produttive in forma equilibrata e gestita per l'interesse collettivo. Desta stupore e indignazione che, tranne il sostegno di SEL e del Movimento 5 stelle, nessun rappresentante istituzionale, soprattutto della maggioranza, sia al Comune sia alla Regione, abbia ancora espresso alcuna opinione né abbia ritenuto utile contattare il Comitato Promotore delle Proposte di Iniziativa Popolare. Evidentemente 18.000 firme non sono una priorità".

A chi pone la domanda "ma preferite che le proposte vengano discusse anche a rischio di essere bocciate?", i promotori rispondono: "Se Regione e Comune volessero fare davvero quello che hanno detto negli anni, dovrebbero approvare subito le nostre proposte. Se, invece hanno l'intenzione di realizzare ipotesi opposte, almeno se ne assumano la responsabilità e si facciano giudicare dai cittadini. Ad esempio permettere una totale sanitarizzazione del comprensorio, completando il progetto che fu di Storace e che pochi mesi fa è stato riproposto dall'attuale Direttore della ASL RME. E non ci si illuda che anche l'ipotesi di vendere parte del Comprensorio, per oggi rientrata, anche grazie a noi, non possa tornare d'attualità.
Tanto, l'esperienza ci insegna che il tempo gioca sempre a favore della soluzione peggiore; mentre violano le regole e non discutono le proposte dei cittadini non si fermano di certo. Ne è prova l'avvio del progetto di spostamento della sede Municipale. Materialmente significa togliere dal S.Maria della Pietà l'unico presidio pubblico non sanitario esistente".

Infine, il Comitato lancia un messaggio rivolto soprattutto agli assessori comunali al Patrimonio ed all'Urbanistica Nieri e Caudo: "Ci aspettiamo, forse ingenuamente, che chi ha dimostrato con le parole, attenzione al tema da noi proposto, non favorisca o promuova atti che scavalchino di fatto il pronunciamento del Consiglio Comunale e di quello Regionale. Non si ripeta la vicenda del 2003. Qualsiasi scelta verrà fatta, che almeno sia frutto di una posizione trasparente e responsabile".
L'Associazione Ex Lavanderia esprime chiaramente le sue intenzioni: "Quest'anno si celebrano i 10 anni di libera e pubblica cultura nel Padiglione 31. La nostra esistenza è sempre stata legata all'impegno per l'intero S.Maria della Pietà. Non ci siamo stancati per 10 anni, non ci faremo prendere per stanchezza oggi, a meno che, magari in nome della "legalità" e delle "regole", non ci facciano fare la fine dell'Angelo Mai, del Valle o del Cinema America".
E annuncia iniziative eclatanti per porre la questione delle proposte di Iniziativa Popolare all'attenzione pubblica.
Una questione di "democrazia".

Comitato cittadino

per l'uso pubblico, culturale e legale del S. M. della Pietà.

https://santamariadellapieta.org/

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