domenica 16 febbraio ore 18.00
Circolo ARCI 8 marzo - via Pullino,1
 
L'esplodere della creatività anche sotto il soffocamento e la spersonalizzazione della reclusione manicomiale
 
Aperitivo di riflessione e stupore, proiezione di opere pittoriche dei reclusi nell'ex manicomio di Roma
 
Racconti, testimonianze e opere di
-Adriano Pallotta  infermiere presso l'Ospedale Psichiatrico del Santa Maria della Pietà dal 1959 al 1997. Tutt'oggi, all'età di 82 anni, è impegnato nel mantenimento di una memoria storica "scomoda" non soltanto per la città di Roma. Ma per l'umanità intera.
 -Alberto Paolini scrittore e poeta dalla sensibilità rara e raffinata. La sfortuna di esser rimasto orfano da giovanissimo lo ha visto segregato nell'Ospedale Psichiatrico di Santa Maria della Pietà dal 1948 al 1978. Dal 1990 vive, finalmente libero, nella casa famiglia di Ottavia.
 -Nicola Valentino sostenitore dell'anti-psichiatria e studioso della creatività nelle condizioni di disagio estremo. Dal 1990 è socio fondatore, insieme a Renato Curcio e Stefano Petrelli, della cooperativa editoriale “Sensibili alle Foglie” che valorizza la creatività nata nelle istituzioni totali attraverso un Archivio di scritture scrizioni e arte irritata.
 
“Vorrei, con la mia storia, essere riuscito a raccontare alla gente comune, ma anche a studiosi e operatori del settore, il vissuto quotidiano del manicomio, affinché una delle peggiori atrocità della storia dell'uomo non sia mai dimenticata”. (Adriano Pallotta, "Scene da un Manicomio")
 
 Sarà affidato alla città e ai giovani il compito di riempire di colore, di gioia, di vita uno spazio grigio (come il colore delle divise degli internati) deputato ad accogliere esclusivamente la sofferenza violentata e la morte. Gli Autori si sono assunti un altro compito: quello di testimoniare che cosa in quel non-luogo è accaduto perché chi l'ha conosciuto si ricordi e, soprattutto, perché chi ha avuto la fortuna di non conoscerlo sappia. Sapendo anche che la chiusura del manicomio non preserva dal rischio, immanente, di costruire nuovi manicomi forse meno evidenti e meno facilmente identificabili, senza fossati e reti che li delimitano, senza sbarre alle finestre e senza camicie di forza ma con uguali meccanismi di sopraffazione sulla persona sofferente, di non rispetto dei più elementari diritti personali e di cittadinanza, senza attenzione alla storia e alla sofferenza di chi, volontariamente o meno, è costretto a chiedere aiuto. La storia di Adriano e le altre storie sono anche la nostra storia  (T. Losavio, Prefazione “Scene da un Manicomio”)
 
Presentazione e vendita del libro di Adriano Pallotta "Scene da un Manicomio", sempre in sala, tavolo con edizioni dell'editrice "sensibile alle foglie"
ingresso libero ma con preghiera di prenotazione