20101224ambasciataIl ragazzo cileno ferito dal pacco-bomba è Cesar. Un compagno ed un amico impegnato con passione nell'esperienza della Ciclofficina Popolare della Ex Lavanderia.

L'abbiamo scoperto oggi.
Di improvviso, per noi, la naturale compassione nei confronti di una persona ferita non è più temperata dall'anonimato. Dietro questa notizia di rilevanza nazionale c'è una persona di cui conosciamo il nome il volto e la voce.
Adesso, Cesar è in ospedale, con 2 dita di meno e noi siamo arrabbiati.
Non sappiamo chi ha mandato i pacchi esplosivi nelle ambasciate della Svizzera e del Cile.
Qualche "sciroccato" convinto di perseguire un ideale rivoluzionario o, come spesso accade, qualche pezzo di potere che intende reagire così alle mobilitazioni studentesche ed alla crisi del sistema politico. O forse tutte e due le cose.
Fatto sta che chi vigliaccamente colpisce nel mucchio, per qualsiasi ragione lo faccia, colpisce spesso i "poveri cristi", le persone che lavorano per sopravvivere magari in un paese che non è il proprio o che, come in questo caso, dedicano tempo e passione ad attività sociali per un mondo migliore.
L'Associazione Ex Lavanderia è oggi stretta intorno a Cesar a cui auguriamo di tornare presto con noi e di affrontare con forza e con coraggio le lesioni subite.
Ancora di più per affermare l'idea di un mondo nuovo nonviolento e libero veramente.

Associazione Ex Lavanderia