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Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.
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Detersione naturale.

Oggi siamo abituati a pensare che "il pulito" sia legato principalmente all'azione di tre fattori: la schiuma, il profumo ed il colore. Un sapone verde, blu, bianco con un profumo pungente e che faccia molta schiuma ci da l’idea che ci lavi meglio.

In questo breve articolo cerchiamo di dare semplici spiegazioni e consigli per detergersi senza l’uso della saponetta e senza l’uso di conservanti chimici, e, soprattutto con l’utilizzo di materie prime facilmente reperibili.

Siamo veramente cosi sporchi oggi? La maggioranza di noi, fa una vita sedentaria ( purtroppo ) e la maggior parte dell’anno è coperto dagli abiti e perciò la pelle non è tutta a contatto con gli agenti esterni, a parte le mani ed il volto. Basterebbe infatti la sola acqua a sciogliere lo sporco idrosolubile come il sudore per la detersione quotidiana della pelle del corpo escludendo il viso, le mani e le parti intime. L’odore acre del sudore spesso e volentieri si sviluppa perché la nostra pelle è a contatto con abiti prodotti con tessuti e coloranti non naturali o per cattiva alimentazione/vita non sana ed il conseguente sviluppo di tossine, che nel caso di squilibrio o di un mal funzionamento degli altri organi deputati al loro smaltimento, si accumulano sulla pelle, soprattutto sulle ascelle, e quindi “puzziamo”. Tolte queste cause rimangono giusto i batteri che possono essere eliminati con del succo di limone ( un acido ).

La schiuma solitamente viene prodotta da agenti chimici detti “schiumogeni” che di fatto non hanno particolari proprietà pulenti ma sono sicuramente molto inquinanti. Ciò che pulisce sono i tensioattivi. Ci sono diversi tipi di tensioattivi chimici più o meno nocivi per l’ambiente e la salute ma non ci addentriamo nell’approfondire queste differenze. Semplicemente, in questa sede,  non ci interessa, se non in generale,  poiché la natura ci fornisce valide alternative. Dal punto di vista chimico il tensioattivo, data la sua natura ambivalente – un po’ simile al grasso un po’ simile all’acqua – è in grado di combinarsi nella miscela grasso-sporco ( Penazzi G., 2006 ). Lo sporco si suddivide in sporco idrosolubile, come dice la parola stessa si scioglie con l’acqua, e sporco solido, il più delle volte assimilabile ad un tipo di grasso; l’acqua scioglie lo sporco idrosolubile ed il tensioattivo scioglie il grasso secondo la combinazione grasso-sporco- tensioattivo + risciacquo  ( Penazzi G., 2006 ). L’utilizzo dei detergenti industriali può provocare danni al delicato equilibrio della nostra pelle a causa della presenza di: stabilizzatori di pH, tensioattivi chimici, coloranti e conservanti. Tutte queste sostanze non fanno altro che mettere a rischio le protezioni fisiologiche della nostra pelle: flora microbica e film idroacidolipidico (pH).

Quali sono gli strumenti oggi a nostra disposizione per difenderci da tali attacchi? La condivisione gratuita delle conoscenze e la lettura e l’approfondimento di testi di settore. La prima cosa da fare però è LEGGERE LE ETICHETTE. Sulle etichette sono riportati tutti gli ingredienti in misura decrescente ( dal piu presente al meno presente ) e siglati secondo il CODICE INCI. Il sito web www.biodizionario.it è un ottimo strumento per decifrare questo astruso codice di incompresibilità cosmetica. Il nostro obiettivo sarà comprendere il livello di tossicità di tutti i prodotti che usiamo per le abluzioni quotidiane. E’ evidente che il singolo prodotto non supera la “dose consentita” di ingrediente tossico permesso per legge, ma la somma di tutti gli ingredienti tossici di tutti i prodotti che usiamo giornalmente la supera, ovviamente. Dovremmo porci un’altra domanda? Perché la legge permette la presenza di una dose consentita di ingredienti tossici, anche nei prodotti per neonati – vedi paste all’ossido di zinco in cui vi è la paraffina che è un derivato petrolchimico, quando la ricerca ha già scovato conservanti, coloranti, tensioattivi non nocivi? Senza addentrarci in questioni di merito etico-politico, possiamo risolvere il problema alla radice nell’ottica della decrescita, dell’efficienza e dell’economicità!

La pelle infatti può essere pulita mediante l’utilizzo di farine di cereali di legumi e amidi, capaci anch’esse di emulsionare la miscela grasso-sporco. Rispetto alla saponetta naturale – sale sodico – prodotta con oli vegetali e acqua, ci stiamo addentrando verso un modo ancora più radicale, ma non per questo meno efficace, di lavarsi. La saponetta artigianale è un valida e ottima alternativa ai saponi industriali, ma spesso non è adatta a tutti i tipi di detersione, come il viso, l’igiene intima, la bocca e i capelli. C’è da dire che le farine e gli amidi sono comunque ottime alternative anche per la detersione del corpo.

Quali sono i pro e i contro?

Saponetta

Pro

“Contro”

 

Si mantiene per lunghi anni senza l’uso di conservanti, facilità reperimento materiali

La preparazione richiede un po’ di pratica e degli strumenti

 

Il prodotto una volta pronto dura a lungo e si evitano molti sprechi

La forma liquida richiede un ulteriore passaggio di lavorazione e l’utilizzo di più prodotto ( non abbiamo bisogno del sapone liquido! )

 

Pulisce senza essere aggressiva

Il pH non scende al di sotto di 8, non adatta a tutti i tipi i capelli e per l’igiene intima

Amidi / Farine

Personalizzazione della ricetta a seconda delle esigenze della propria pelle

Richiede l’approfondimento delle proprietà degli ingredienti

 

Estrema facilità nella preparazione

Si mantiene per periodi brevi, a seconda della ricetta, da una settimana ad un mese.

 

Materiali e strumenti facilmenti reperibili

 

 

Quali sono gli ingredienti fondamentali e come usarli rendendoci indipendenti nella creazione di ricette “ Ad- Hoc “. La conservazione dei preparati con a base prodotti vegetali varia molto a seconda della ricetta. In linea generale si può dire che per le emulsioni, i burri e i dentifrici il tempo medio di conservazione varia da due settimane ad un mese. Per i detergenti a base d’acqua la conservazione è di una settimana. Si mantengono più a lungo in frigo. Gli elementi importanti per mantenere il prodotto più a lungo:

1)   Sterilizzazione dei contenitori, degli strumenti e del piano di lavoro : alchol

2)   Contenitori scuri di vetro per la conservazione del prodotto finito

Gli amidi e le farine: queste materie prime sono composte da amido e da una piccola parte di sostanza grassa. Emulsionano bene il grasso e lo sporco.  Le farine di legumi vengono solitamente impiegate per la preparazione di detergenti per i capelli, le farine e gli amidi per l’igiene intima e la detersione del corpo.

Le argille: le argille più utilizzate sono super ventilate ( molto fini ) e vengono usate principalmente nelle maschere per viso e corpo e per i dentifrici e sono l’argilla verde e l’argilla bianca ( caolino ).

Gli Olii Vegetali: faremo una distinzione molto semplifica e intuitiva. Oli pesanti e oli leggeri. Di solito gli oli pesanti hanno una maggiore componente di grassi saturi e viceversa per gli olii leggeri. L’olio di oliva è un olio polinsaturo. Solitamente gli oli leggeri sono ottimi additivi per le creme e hanno una buona carica idratante. Gli oli pesanti sono ottimi qualora si voglia dare “corpo” ad una preparazione, poiché hanno la caratteristica di addensarsi alle basse temperature. L’olio di riso è un ottimo additivo per i capelli, l’olio di mandorle dolci è un ottimo additivo per il corpo.

I burri: i burri si presentano in forma solida, come il burro di cacao ed il burro di karitè. Entrambi hanno proprietà idratanti e nutrienti per la pelle. Vanno sciolti a bagno-maria prima di mescolarli o di emulsionarli. Si utilizzano nelle creme, per la protezione delle labbra, e nei deodoranti.

L’acqua: l’acqua ha un pH neutro equivalente a 7. L’acqua del rubinetto può essere utilizzata solo se bollita ( si sgrossano le presenze batteriche ed evaporano alcune sostanze che possono poi sviluppare altri batteri nelle preparazioni ). Va benissimo l’acqua demineralizzata ( distillata ). In assenza di conservanti qualsiasi preparato vegetale è soggetto ad un deterioramento veloce.

Gli olii essenziali: sono una complessa miscela di sostanze chimiche e per tale motivo vanno usati con cautela. Gli o.e. immagazzinano la massima concentrazione di proprietà della pianta da un lato ed il massimo grado di dispersione di tali proprietà, per questo sono detti “volatili”. Il miglior utilizzo è sul momento. Si consiglia l’utilizzo di contenitori scuri e nessuna esposizione al sole, al calore o alla luce diretta.

Tabella sintetica degli oli essenziali più usati ( Penazzi G., 2006 ),:

Pelle/Cute Grassa: rosmarino, lavanda, mandarino, tea tree

Tossicità gravidanza: rosmarino, salvia

Pelle/cute Secca: geranio, salvia, sandalo

Pelle/cute Sensibile Infiammata: camomilla, mandarino

Proprietà antisettiche: tea tree, eucalipto

I principali additivi naturali: capsule di vit. E e capsule di olio di borragine. Nutrienti per le pelli mature e pelli rovinate.

 

Le ricette.

Igiene intima: detergente a base di amido di riso e olii essenziali per l’igiene quotidiana, sapone artigianale in doccia.

Prodotto da conservare: Ogni 250 ml di acqua distillata tiepida da due a quattro cucchiai di amido di riso ed un massimo di quattro gocce di oli essenziali ( due di lavanda e due di tea tree ). Si mantiene massimo una settimana e va agitato prima dell’uso.

Prodotto pronto all’uso: riempire il bidet d’acqua tiepida e aggiungere qualche cucchiaiata di amido di riso, sciogliere l’amido e aggiungere un massimo di 4 gocce di oli essenziali ( considerate la maggiore quantità d’acqua e la volatilità).

Igiene del viso: argilla e olii vegetali. Sciogliere in mezzo bicchiere d’acqua distillata, un cucchiaio di argilla bianca ( se la pelle è molto secca dimezzare ), un cucchiaio di olio leggero ( dimezzare se la pelle è grassa ) e aggiungere a piacere gli oli essenziali più adatti nell’ordine di una o due gocce al massimo.

Questo preparato si può conservare per una settimana in un recipiente scuro e lontano dai raggi solari. Da usare come latte detergente. Risciacquare.

Detergente per il corpo: radice saponaria. Il mondo vegetale offre dei tensioattivi naturali che hanno una struttura simile a quella dei tensioattivi chimici e sono le SAPONINE. Le saponine sono contenute ad esempio all’interno delle noci del sapone ( un frutto ) e della radice saponaria.

Decotto di noci del sapone: mettete tra quattro noci del sapone in una tazza e mezza di acqua del rubinetto, portare ad ebollizione e far sobbollire per qualche minuto. Lasciare in macerazione qualche ora. Filtrare. Avrete come risultato dell’acqua saponata ottima come lucidante per capelli o per il corpo.

Frullato di radice saponaria: Adulto con tutte le tipologie di pelle

1 cucchiaio di saponaria (farina della radice)

1 bicchiere d’acqua

avena (lenitiva), miglio, mandorle, ceci  (ha un odore che può risultare sgradevole, é molto utilizzata anche per il cuoio capelluto);

Come utilizzare le farine: In una ciotola preparate una pappetta con 1 cucchiaio di farina e acqua quanto basta per ottenere una pappetta morbida da applicare sulla pelle del viso bagnata, massaggiate la pappetta e risciacquate con acqua.

Alla pappetta si posso aggiungere un sacco di ingredienti, ad esempio il miele che rende la pappetta piú spalmabile ed é lenitivo, o al posto dell'acqua si possono usare idrolati (anche se per me sarebbe uno spreco visto che si sciacqua via, meglio un infuso di camomilla, the verde o quello che avete in casa), si possono miscelare varie farine per creare un mix personalizzato, si possono aggiungere argille o polvere di petali di rosa o di buccia di limone, infine si possono aggiungere pochissime gocce di olii essenziali specifici per la propria pelle.

Pulizia dei capelli: farina di ceci, acqua distillata calda ( o infuso/te – il te ha proprietà sgrassanti come l’infuso di rosmarino ), aggiunta di oli essenziali.

Ogni bicchiere di acqua tiepida da due a quattro cucchiai di farina di ceci setacciata ( aggiungete altra farina se volete il composto piu denso ). Con 250 ml di prodotto farete circa due lavaggi. Si conserva per una settimana. Mescolate bene e alla fine aggiungete gli olii essenziale, per un massimo di quattro gocce per ogni 250 ml. Per i capelli particolarmente secchi si può aggiungere un cucchiaino di olio di riso per ogni 250 ml ( ognuno può personalizzare le quantità  seconda del tipo di cute/capello ). Lasciare il prodotto per qualche minuto e risciacquare molto bene al fine di aumentare l’azione pulente della farina di ceci. I risultati di questo metodo per detergere i capelli si hanno dopo qualche lavaggio, all’inizio può sembrare che pulisca o molto bene o molto male, a seconda dello stato del capello e della cute in cui ogni persona si trova. Nell’arco di due settimana un mese il corpo riequilibria il rapporto tra flora microbica,  film idroacidolipidico e sebo, in assenza di altri squilibri interni che si manifestano mediante la cute ( es. forfora, sebo in eccesso e secchezza in eccesso, prurito ecc. ).

Dentifricio: acqua distillata e argilla bianca secondo un rapporto variabile a seconda della consistenza della pasta che preferiamo. Da tenere presente che l’argilla assorbe molta acqua e rispetto alla quantità in polvere iniziale il composto acqua – argilla si riduce nel volume. A questa pasta aggiungete un pizzico di sale ( in base alla quantità ) poco per volta, affinchè il composto non sia salato fate delle prove. Alla fine aggiungete 10 gocce di oli essenziale per ogni 80gr di prodotto finito ( un vasetto omogeneizzato ). 2 gt di o.e. di lavanda, 3 gt. di o.e. di Tea tree, 2 gt. di o.e. di rosmarino, 2 gt. di o.e. di salvia, 1 gt. di o.e. di basilico.

Coprire il vasetto con della carta stagnola per proteggerlo dalla luce e dal sole. Si conserva per due tre settimane.

Bibliografia

Penazzi G., ( 2006 ), Cosmetici naturali fai da te, ed. Tecniche Nuove.

Garzena P., Tadiello M., 2009, Il tuo sapone naturale, ed. FAG, collana Natural Life Style.

 

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