Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

vaneigemQuelli che parlano di rivoluzione e di lotta di classe senza riferirsi esplicitamente alla vita quotidiana, senza comprendere ciò che vi è di sovversivo nell’amore e di positivo nel rifiuto delle costrizioni, costoro Read more ...

LUNEDI' 7 SETTEMBRE ORE 17
PADIGLIONE 31 SANTA MARIA DELLA PIETA'


Ordine del Giorno:

1) Valutazione sugli avvenimenti recenti relativi al S.Maria della Pietà
La pandemia è stata, purtroppo, un'occasione di accelerazione nei processi di privatizzazione di fatto del S.Maria della Pietà. Da una parte il Municipio 14 che ha millantato un trasferimento della sede municipale senza che vi fosse materialmente alcun nuovo spazio a disposizione e, alla fine, come unica azione “concreta” ha scatenato un attacco senza precedenti contro l'esperienza dell'Associazione Ex Lavanderia.
La ASL RM1, dal canto suo, continua ad operare in assoluta autonomia come se il S.Maria della Pietà non fosse una Centralità Pubblica ma una proprietà privata (per usare le parole della ASL stessa: “un'Area privata delimitata”.
Il Bando sul Padiglione 28 chiarisce ulteriormente la volontà di determinare in forme di “privatizzazione” un uso sanitario del complesso e la realtà di un unico soggetto (ASL RM1) a cui vengono demandate tutte le scelte senza nessun percorso partecipativo e senza alcun rispetto delle Norme nazionali, Regionali e Comunali.
Infine sono recentemente iniziati i lavori nell'area centrale del S.Maria della Pietà la cui finalità è solo intuibile mancando persino il cartello obbligatorio che indica la società appaltatrice, le autorizzazioni e le finalità dei lavori.
Il Comune di Roma ha definitivamente messo in cantina la sua Delibera del 2015 e qualsiasi Piano Partecipato fosse anche fittizio o simulato. La Consulta Istituzionale, prevista dalla Delibera 40/2015 come strumento di partecipazione del mondo associativo, è stata trasformata arbitrariamente in un docile strumento per coprire le scelte illegittime e non trasparenti delle istituzioni, svolto il suo compito, ad oggi ha esaurito qualsiasi senso e funzione.
I due rappresentanti dell'Albo delle Associazioni, tardivamente e senza trarne conseguenze, hanno preso atto di quello che abbiamo previsto e denunciato all'atto della firma del Protocollo di Intesa tra Comune, Regione, Municipio e ASL, semplicemente perché le azioni in atto vi erano chiaramente descritte ed annunciate.

2) Verso un Piano Urbano Partecipato a norma di Legge. Il Polo dell'economia Sociale
La Consulta Cittadina per la Centralità Urbana S.Maria della Pietà continua, invece, il suo lavoro di costruzione di un Piano Urbano rispettoso delle Norme Nazionali e Regionali e delle regole del Piano Regolatore, in linea con la Delibera Comunale 40/2015.
Il nostro ruolo è quello di sostituire un amministrazione Comunale (e Municipale) che hanno volutamente e incoscientemente abdigato ai propri doveri e compiti e tradito impegni e programmi.
Crediamo sia ancora possibile mettere in difficoltà il processo in atto,totalmente illegittimo, costruendo un Piano che abbia le seguenti carattestiche:
a) rispetti la Legge 388/2000 (Redditualità e finanziamento dei Progetti di Salute Mentale)
b) rispetti la Legge Regionale 14/2008 (proprietà Regionale ed uso non sanitario dei beni reddituali)
c) rispetti le norme del Piano Regolatore (Piano Urbano in linea con gli indirizzi Comunali e regolamento partecipativo)
d) rispetti la Delibera 40/2015 (Uso prevalentemente socio-culturale, ripristino delle funzioni finanziate con il Giubileo 2000, Sede Municipale compiuta attraverso permute e scambi)
e) Raccolga le proposte ventennali del mondo associativo e sia realizzato attraverso la partecipazione attiva e reale delle cittadine e dei cittadini.
f) sia attuato in forme trasparenti, chiare e visibili.

3) Modalità partecipative
La riunione avrà il compito di definire i prossimi passaggi:
a) Assemblee pubbliche di presentazione dei progetti relativi al Polo di Economia Sociale tra cui il progetto di Cooperativa di Comunità relativo al Padiglione 31.
b) Realizzazione della Piattaforma on-line partecipativa
c) Ampliamento ed allargamento della Consulta Cittadina

4) atti ed azioni per bloccare i processi in corso
Valutiamo l'assurdità delle procedure della giustizia amministrativa. Aspettiamo da 3 anni il pronunciamento del TAR sul ricorso che chiede l'annullamento della Delibera Regionale 787/2016 da cui discende il nefasto Protocollo di Intesa del 2018.
Nell'attesa vanno valutate tutte le azioni possibili per bloccare le azioni illegittime in atto:
a) Ricorso alla Corte dei Conti
b) Esposto al Difensore Civico
c) Verifica della corretteza procedurale e delle autorizzazioni relative ai lavori in corso.

Caffetteria Tatawelo

Sportello Banca del tempo

Sportello Spazio Donna

Canale video

Pagina Facebook

Profilo Tweetter