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dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

gramsciAgitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

Antonio Gramsci, da “L’ordine nuovo”

Con le SRSR psichiatriche del Lazio

Dai media apprendiamo dello sfogo della Dott.ssa Daniela Pezzi, riguardo la sua audizione durante i lavori della VII Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Lazio. L' audizione, tenutasi lo scorso 11 giugno 2020, richiesta da diversi consiglieri componenti la Commissione e autorizzata dal suo Presidente, On. Giuseppe Simeone, ha visto la Dott.ssa Daniela Pezzi, Presidente della Consulta Regionale per Salute Mentale del Lazio, partecipare ai lavori quale importante Organo Consultivo per la tutela dei malati psichiatrici. La presidente della Consulta, dopo un anno dalla sua l’ultima audizione, ha posto ai tecnici e al capo segreteria dell’Assessore alla Sanità quesiti riguardo i problemi irrisolti, peraltro acuiti dalla pandemia Covid, sui seguenti temi:

• Annullamento della Compartecipazione socio sanitaria per le SRSR;

• Clamorosi ritardi nel pagamento delle rette;

• Scarsità di personale;

• Covid difficoltà dei pazienti psichiatrici rispetto alle misure restrittive;

• Mancanza di coinvolgimento della Consulta.

Dal tono delle sue dichiarazioni, esternate dopo l’audizione, apprendiamo con sgomento la totale chiusura e mancanza di risposte, oltre che di rapporti, con un organo consultivo così importante da parte dell’Assessorato alla Sanità e delle sue strutture amministrative sul tema della Salute mentale. “Come Coordinamento delle Strutture Residenziali Socio riabilitative del Lazio (S.R.S.R.). - dichiara il portavoce Avv. Marco Mampieri - vogliamo esprimere la nostra solidarietà e il pieno apprezzamento alla Dott.ssa Daniela Pezzi per il lavoro straordinario, di collegamento e di informazione, che porta avanti in difesa dei malati psichici e dei lavoratori del comparto con instancabile determinazione nonostante la Regione Lazio non le consenta di svolgere il suo ruolo in modo adeguato”. L’attività della Consulta, come prevede il suo Statuto, dovrebbe servire da tramite informativo e da collante tra il delicato mondo della malattia mentale e l’Assessorato alla Sanità. La Consulta, invece, da quanto apprendiamo, non viene interpellata preventivamente riguardo le scelte che l’Amministrazione regionale intende adottare, facendole perdere la sua funzione di rappresentanza per le esigenze dei malati, delle loro famiglie, e di tutti gli operatori che lavorano nel settore. “Le nostre preoccupazioni, continua l’Avv. Mampieri, che da anni rappresentiamo all’amministrazione regionale sono, dunque, ancora più fondate riguardo la totale chiusura da parte della giunta Zingaretti e del suo assessorato alla Sanità, sul tema della salute mentale considerato che non viene data risposta, nelle apposite sedi istituzionali, come la VII commissione, alla Presidente della Consulta della salute mentale”. Per quanto riguarda il Covid-19, come riferito dal capo segreteria dell’Assessore alla Sanità, nelle strutture psichiatriche non ci sono stati contagi. Nelle strutture socio riabilitative psichiatriche questo è stato possibile solamente grazie al lavoro straordinario degli operatori coinvolti che sono riusciti a tamponare con professionalità e tenuta le misure restrittive imposte, che per un paziente psichiatrico sono assolutamente incomprensibili (i pazienti vengono trattati per contrastare l’isolamento sociale e il Covid ha imposto loro il distanziamento sociale…). “Nonostante le difficoltà economiche più e più volte segnalate, prosegue Mampieri, le SRSR hanno lavorato, durante la fase acuta della pandemia, in modo impeccabile senza nessun supporto da parte della Regione Lazio: materiali, mascherine, igienizzanti, e quant’altro necessario sono stati completamente a carico delle strutture ospitanti, con costi che, nel periodo di picco, sono arrivati ad essere astronomici, ma che le strutture hanno e continuano a supportare” “In conclusione, continua Mampieri, dal comportamento dell’assessorato alla sanità, appare evidente che la Regione non conosca nel dettaglio il lavoro che viene fatto in queste Strutture socio riabilitative, continuando a considerarle un ostacolo anziché una risorsa per la Sanità, tra l’altro confondendole ed unificandole alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), che trattano anziani e che nulla hanno a che fare con il nostro operato. Le nostre istanze, che portiamo avanti oramai dal 2017 non sono infondate. Le conferme ci vengono dalla sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato la compartecipazione socio sanitaria e, purtroppo, dalla mancanza di dialogo da parte della Regione Lazio. Per questo saremo a fianco della Consulta per continuare a tutelare i diritti delle persone affette da disagio psichico”. Il Presidente della Regione Lazio Zingaretti continua, nelle sue innumerevoli interviste, televisive ad affermare che “nessuno sarà lasciato indietro”. La domanda sorge spontanea: perché allora lasciare indietro e non curarsi di un comparto così importante al servizio della salute dei suoi cittadini?”

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