Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Consulta Cittadina

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Comunicato del 28 Aprile 2020

Socialità e cultura virtuale ma sgomberi reali – La politica a Roma al tempo della pandemia

Indipendentemente da qualsiasi strumento urbanistico, a cui sino a oggi hanno fatto finta di credere, la ASL RM1, la Regione, il Comune e il XIV Municipio approfittando dell’emergenza del Covid 19, si spartiscono il Santa Maria della Pietà. Con il solito sistema: pezzo per pezzo, magnificando le loro opere usando le parole che vorremmo poter credere. Approfittando del fatto che la partecipazione, ai tempi del Covid, deve restare virtuale e quindi poco fastidiosa.

Ieri sera, 27 aprile, dopo le ore 19.00, il Presidente del XIV Municipio informato le associazioni che sta per prendere possesso del Pad. 31 del Santa Maria della Pietà, la ex Lavanderia, per farci cose magnifiche e progressive a partire da un market place per famiglie in condizioni di disagio economico gestito da Croce Rossa e Protezione Civile e dallo sportello informativo sui servizi offerti in questo momento da Comune e Municipio. Non scordandosi nulla: altraeconomia, mobilità sostenibile, autoimprenditorialità, iniziative artistiche, culturali e sociali, ma queste solo in modo virtuale, solo on line.

Noi non sappiamo a che punto è il percorso di deliberazione urbanistica sul comprensorio, per il quale sono stati attivati i cittadini e le cittadine negli ultimi due anni e come questa sua decisione si inserisce nel percorso che da anni chiediamo sia trasparente e rispettoso delle richieste fatte con proposte di delibere e legge regionale.
Non sappiamo a che punto è il bando della ASL sul Pad. 28, che nel frattempo è usato come magazzino di generi di consumo sanitario. Non sappiamo la destinazione di molti altri padiglioni quale sia.
Non sappiamo, la collaborazione che vuole attivare con le associazioni, come e con chi la vuole attivare. Magari solo virtualmente, dopo bando su internet, ovviamente. Sicuramente non con noi, perché ha rifiutato la nostra collaborazione NON virtuale.

In un’epoca di emergenza, dove addirittura la Pubblica Amministrazione, per norma, va in deroga alle sue stesse norme, pur di operare efficacemente, lei invece di avviare concretamente una collaborazione immediata con le realtà territoriali la rifiuta, sulla base di un finto presupposto legalitario.

I servizi di cui parla la lettera del Presidente del Municipio dovrebbero essere di prossimità, non attivati solo all’interno del Santa Maria della Pietà. Questa è una delle prime lezioni insegnate dalla pandemia. E attivati in collaborazione concreta con il territorio, per rendere tutti partecipi della costruzione del dopo, se veramente vogliamo cambiare il dopo. Altrimenti prendiamo atto che i cittadini e le cittadine non debbono essere protagonisti, ma restare utenti, obbedienti sudditi, disposti a essere quello che si vuole che siano. E pronti a tornare alla “normalita’”.

Cari Presidenti di Municipio, Città Metropolitana, Regione, Direttore e Sindaco, non siamo avatar in un mondo in 3D fatto per compiacerci, ma in realtà soggetti chiusi in cubicoli o appartamenti collegati con fili di fibra ottica e alimentati dall’esterno. Siamo carne e sangue, siamo corpi che da più di 15 anni esistono nello spazio reale, facendo cose reali, chiedendo rispetto reale: delle norme, delle domande di cambiamento che provengono dal basso, delle nostre intelligenze e dignità. E con i nostri corpi, cuori, cervelli, pance continueremo a batterci perché il Santa Maria della Pietà sia un bene comune. E se volete comprendere quanto prevede la Legge regionale n. 10 del 2019, a partire dall’art. 2, anche a difendere la natura di bene comune del Pad. 31 e la sua autogestione condivisa. Con tutti coloro che sono disponibili.

Attività nella Fase 2

Per tutte le attività e rispettivi orari di apertura, durante la fase 2 dell'emergenza COVID, fare riferimento a questo articolo

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