Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
ci stacca la corrente
noi fcciamo più iniziative!

Senza corrente, libera e pubblica cultura:
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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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franco_basaglia"...la cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile.

Dieci, quindici, vent'anni fa era impensabile che un manicomio potesse essere distrutto. Magari i manicomi torneranno a essere chiusi e più chiusi di prima, io non lo so,

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Ostelli della gioventù

Realizzati con i fondi del Giubileo, una serie di servizi sono stati smantellati illegalmente.
Nel 2000, il movimento associativo ottiene una prima vittoria. 9 padiglioni vengono ristrutturati con
i fondi del Giubileo:
- la piccola cappella
- la ex Lavanderia, destinata a Centro Culturale
- la mensa
- 5 padiglioni destinati ad Ostello della Gioventù
- il Centro studi della ASL RME
Con il pretesto di accelerare le procedure, i finanziamenti vengono affidati direttamente alla ASL
RME.
La Legge regionale n 20 del 1996 stabilisce che le strutture realizzate con i fondi giubilari devono mantenere la destinazione di utilizzo per 10 anni, pena la restituzione dei finanziamenti.
Quindi violando la citata Legge, tra il 2002 ed il 2003, la ASL smantella gli ostelli, sottrae gli arredi, opera modifiche e vi colloca proprie strutture sanitarie.
La gestione degli ostelli è stata fino al 2002 affidata a cooperative integrate che sono state “messe alla porta” nel 2003.
Nel 2007, il Protocollo di Intesa destina 4 dei 5 padiglioni a “casa dello studente”.
Per ripristinare arredi e strutture, l’Assessorato al Diritto allo Studio della Regione Lazio stanzia 2
milioni e mezzo di euro: per rifare ciò che era già stato fatto.
Al definitivo naufragio del progetto universitario, di fatto, i padiglioni restano in mano alla ASL RME.

L'Associazione Italia Nostra, in un comunicato, chiede al Presidente della Regione Zingaretti, di operare perché Roma possa finalmente avere un ostello per la Gioventù. Tra i luoghi indicati vi è, ovviamente il S.Maria della Pietà:

COMUNICATO  STAMPA
Roma, 10,05,13

DOMANI A FORMELLO VIENE INAGURATO DALL’A.I.G. UN OSTELLO
PER I PELLEGRINI DELLA VIA FRANCIGENA.

ITALIA NOSTRA applaude, ma denuncia che Roma è l’unica Capitale europea che non ha ostelli per la gioventù e per le famiglie a basso reddito nonostante la gran quantità di strutture pubbliche non utilizzate

E’ bella la notizia che domani l’A.I.G. (Associazione Italiana Alberghi Gioventu’) inaugura presso il palazzo Chigi di Formello un ostello che ospiterà i pellegrini della via Francigena.

Saranno presenti  il Presidente della Regione Lazio, NicolaZingaretti, l’Europarlamentare Silvia Costa e la Presidente dell’A.I.G., Anita Baldi.

ITALIA NOSTRA ROMA si rivolge a queste autorità per chiedere loro di aiutare a fare aprire finalmente almeno un Ostello della Gioventù a Roma Capitale che ne è priva da quando nel 2011 fu chiuso dal Coni Servizi S.p.A. l’unico esistente al Foro Italico.
Da allora i lavoratori sono per strada ( quattro licenziati e undici in cassa integrazione)

Vi sono a Roma una numerosa quantità di strutture di proprietà pubblica non utilizzate e che potrebbero, da subito, far riaprire l’ ostello reintegrando al loro posto i lavoratori.
Vi sono i bei Forti storici ( alcuni di proprietà comunale), le caserme dismesse , una serie di Casali rurali nelle Aree protette ecc.

Vi sono, in particolare, i padiglioni vuoti dell’ex manicomio di S. Maria della Pietà di proprietà della Regione Lazio. Alcuni di essi furono restaurati con i finanziamenti per il Giubileo del 2000 come ostelli per i pellegrini con l’impegno di destinarli, dopo, proprio a Ostelli della Gioventu’-

Presidente Nicola Zingaretti, Europarlamentare Silvia Costa, Presidente Anita Baldi aiuterete Roma ad offrire ospitalità ai giovani che vogliono venire a conoscerla ?

Info : 338.1137155

articolo pubblicato su "Diciannovesima speciale (2008)"Giovani turisti
Ultimi!!

Roma è la capitale europea con meno Ostelli della gioventù. Per la precisione 1 solo e per giunta sotto minaccia di sfratto. Si tratta dell’Ostello del Foro Italico che il proprietario, il CONI, vorrebbe trasformare in attività commerciali. Il Sindaco di Roma, alcuni Municipi e l’Associazione Italia Nostra si sono pronunciati per salvare l’Ostello. Fa pensare che, a Roma, la situazione dell’accoglienza del turismo giovanile e a basso costo sia così drammatica. Fa pensare ancora di più che, con i soldi pubblici, erano state realizzate strutture nuove di zecca con una dotazione di circa 400 posti letto e che questa risorsa sia stata sprecata.

Gli Ostelli in Europa (fonte AiG)

BUDAPEST 9
LONDRA 7
ATENE 5
PARIGI 4
LISBONA 4
VIENNA 4
AMSTERDAM 3
MADRID 3
BRUXELLES 3
BERLINO 3
ROMA 1

soldi buttatiarticolo pubblicato su "Diciannovesima speciale (2008)"

Quanto costa la malgestione dei padiglioni ristrutturati per il Giubileo?

L' Ostello, allestito e mai aperto, potrebbe entrare in funzione ora: "Ci siamo offerti di gestire questi locali dando alla Regione il 5% su ogni pernottamento oltre al canone annuo. Crediamo sia un' offerta vantaggiosa considerando che si tratta di circa centomila pernottamenti all' anno"
Corriere della Sera (7 agosto 2004)

Così Mario Falcone, allora Presidente Regionale dell' Associazione Alberghi per la Gioventù. Un offerta importante per Roma, vantaggiosa per Regione ed ASL. Facendo un calcolo approssimativo e per difetto, parliamo di circa 1 milione di euro l'anno tra canone e percentuale.
Da allora sono passati 4 anni. (oggi 7 n.d.r.). Gli ostelli erano pronti e quindi attivabili subito. Remissione: 4 milioni di euro. Aggiunti ai 2,5 stanziati oggi per rifare tutto sono 6,5 milioni di euro persi ( e poi ci dicono che c’è il buco della sanità) a cui va aggiunto l'indotto del servizio mensa.
Ma la remissione "sociale" è anche maggiore: poteva essere un Ostello in più, nuovo di zecca per la Capitale; si sarebbe potuto contrattare l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Gli Ostelli realizzati al S.Maria della Pietà erano anche stati predisposti per l'accoglienza dei diversamente abili. Si sarebbe potuto valorizzare il patrimonio archeologico del territorio approfittando della ricettività turistica.
Insomma, la vicenda degli ostelli è un buco da tutti i punti di vista.

Padiglione 11articolo pubblicato su "Diciannovesima speciale (2008)"

Ostelli:2 milioni e 400 mila euro buttati

5 Padiglioni ristrutturati ad ostello nel 2000.La ASL li smantella (illegittimamente). Dopo 7 anni la Regione ne recupera 4 per la Casa dello Studente. Intanto sono spariti gli arredi e bisogna ripristinare ciò che è stato distrutto. A spese dei cittadini.


Letti, comodini, materassi. Tutto sparito. Tramezzi abbattuti e rifatti, a solo tre anni dalla ristrutturazione di cinque padiglioni destinati ad Ostello della Gioventù.
Tra il 2003 ed il 2004, la ASL RME smantellava gli ostelli e vi collocava servizi sanitari.
Eppure, la Legge Regionale n. 20/97 parla chiaro in merito ai finanziamenti messi a disposizione dello Stato per il Giubileo del 2000. Gli enti che percepiscono i soldi, li devono utilizzare per realizzare strutture ricettive e devono mantenerle tali per non meno di 10 anni. Secondo la Legge, quindi, la ASL RME dovrebbe restituire i soldi.
Invece succede il contrario. Visto che i padiglioni sono, appunto, ristrutturati, l'operazione di vendita e di riuso prevista dal Protocollo di Intesa sul S. Maria della Pietà, farà entrare più soldi nelle casse della ASL. Che la ASL ripiani il bilancio è ovviamente speranza di tutti, ma altrettanto vero è che la ASL dovrebbe farlo gestendo bene i servizi ed il patrimonio, non sottraendo risorse pubbliche con sprechi ed atti non legittimi.
Infatti, questa vicenda assume i contorni di una commedia surreale. Silvia Costa, Assessore all'Istruzione della Regione Lazio, ad aprile 2007, annuncia con fierezza che la Regione ha messo in bilancio 2 milioni e 400 mila euro per realizzare la "casa dello studente" in 4 di quei 5 padiglioni.
Casa dello studente, quindi letti, comodini, materassi, ripristino delle docce e delle strutture adeguate. Insomma 2 milioni e mezzo per rifare da capo ciò che era già stato fatto nel 2.000. I giornali romani ne fanno un gran parlare. Nessuno si perita di verificare perché sia necessaria questa spesa e, soprattutto, chi paga per questo ennesimo spreco di risorse. Nessuno fa notare che, comunque, 5 ostelli c'erano e non ci sono più.
Inutilmente, nel 2003, il Comitato di associazioni che aveva promosso la Delibera di Iniziativa Popolare protestò sullo smantellamento degli ostelli e sottolineò che, oltretutto, la loro gestione prevedeva l'impiego di ex degenti psichiatrici attraverso le cooperative integrate. La ASL RME proseguì la sua opera, con il sostegno della Regione allora governata da Storace, ma, di fatto, anche con quello del Comune di Veltroni ed in particolare dell'allora Assessore Minelli, che, il 5 dicembre del 2003, in una conferenza stampa congiunta con l'allora Presidente del Municipio Visconti e con la ASL assicurava tutti che gli ostelli sarebbero stati mantenuti. Un'ultima nota: i servizi spostati dalla ASL ai padiglioni degli ostelli non erano servizi "in più", bensì servizi spostati da altre parti Nemmeno la consolazione di nuovi servizi per i cittadini.

P.S. 20011-02-24
L'ipotesi della Casa dello Studente è naufragata nel Maggio 2010 insieme al millantato "Campus universitario"

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