Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
ci stacca la corrente
noi fcciamo più iniziative!

Senza corrente, libera e pubblica cultura:
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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.
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Comunicati

Qui sotto trovate tutti i comunicati stama dell'associazione dal 2008 ad oggi.

Tre anni fa il Comune di Roma approvava la Delibera di Iniziativa Popolare firmata da 6.000 cittadini romani sul riutilizzo del S.Maria della Pietà.

La Delibera affermava che il riutilizzo del S.M aria Maria della Pietà dovesse essere rispettoso delle norme del Piano Regolatore e che le linee guida del Comune fossero quelle di un progetto a prevalenza socio-culturale.

Read more: Santa Maria della Pietà: Non basta la parola!

Comunicato stampa 23 Aprile 2018

ASSOCIAZIONE EX LAVANDERIA
SANTA MARIA DELLA PIETA’
IL COMUNE SA CHE COSA FA?
DA UNA PARTE PREVEDE PROGETTI PARTECIPATI E DALL’ALTRA SMONTA QUANTO I CITTADINI/E FANNO….OPPURE NO?

Triste mattinata oggi al Santa Maria della Pieta’. Triste per bambini e bambine, genitori, per noi cittadini e cittadine del quartiere che abbiamo visto smantellare, da parte del servizio giardini del Comune di Roma, il parco giochi.

Read more: IL COMUNE SA CHE COSA FA?

COMUNICATO STAMPA
3 Marzo 2018

L’ultimo regalo di Zingaretti alla Asl Roma 1 e alla malasanità è stato gestire il destino del Santa Maria della Pietà in aule di tribunale contro l’associazione Ex Lavanderia, piuttosto che tenere conto delle richieste ripetute negli anni delle amministrazioni comunali per il suo uso pubblico, culturale e sociale.
La sua prima battaglia l’ha vinta questa settimana e, chiedendo lo sgombero della Ex Lavanderia, tenterà di chiudere la partita creando la più grande asl d’Europa con il più grande ospedale d’Europa – dal San Filippo Neri fino al Columbus, passando per il Gemelli.
Il Comune, che ha deliberato la centralità urbana del Santa Maria della Pietà per il Municipio XIV può assistere a tutto questo senza agire in alcun modo?

Read more: SANTA MARIA DELLA PIETA’ LE POLITICHE DI ZINGARETTI: TRIBUNALI E SGOMBERO

COMUNICATO STAMPA 12 gennaio 2018

Apprendiamo in questi giorni che a fine anno l'Assemblea Capitolina ha approvato all'unanimità un OdG proposto da Stefano Fassina che ribadisce quanto già approvato con deliberazione n. 40 nel luglio 2015: il Santa Maria della Pietà è una centralità urbana, e come tale deve essere perseguita la sua valorizzandone per una fruizione civica, culturale, artistica ed ambientale, e deve essere varata la costituzione della Consulta prevista dalla Deliberazione 40/2015 per promuovere e verificare l'attivazione di un protocollo d'intesa con la Regione Lazio, che rispetti il Piano regolatore e le sue norme tecniche.

Prendiamo anche atto con soddisfazione che l'Assemblea Capitolina ritiene che la deliberazione 787/2016 della Giunta della Regione Lazio (il famoso "Parco della salute e del benessere"), non risponde alla normativa urbanistica vigente e disattende le aspettative dei cittadini e il percorso civile di partecipazione avviato da anni per la progettazione partecipata dei servizi e dell'utilizzo di questo importantissimo bene pubblico.

Ma nonostante questo ordine del giorno il Comune non ha ritenuto sino ad oggi opportuno associarsi al ricorso contro la Delibera della Regione promosso dal Comitato Si Può Fare e dalla Associazione Ex Lavanderia e dalle associazioni delle famiglie dei pazienti psichiatrici, ricorso che viene sostenuto economicamente dai soci firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare e da cittadini e cittadine.

Read more: #noinoncispegnamo e nondimentichiamo!

Comunicato stampa 11 Dicembre 2017

Il Comitato Si può Fare e l’associazione Ex Lavanderia, da anni impegnati per un uso pubblico, sociale e culturale del Santa Maria della Pietà, giovedì 7 dicembre sono stati convocati all'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Roma ed hanno incontrato l'Assessore Luca Montuori con diversi rappresentanti del suo staff, con il Presidente del XIV Municipio Alfredo Campagna e gli assessori municipali di competenza e con la presidente della Commissione Urbanistica dell'Assemblea Capitolina Donatella Iorio.

L’incontro è avvenuto dopo la richiesta, di agosto scorso, del Comitato si Può Fare e della Associazione Ex Lavanderia, di un appuntamento con gli Assessorati Urbanistica, Cultura e Sociale del Comune di Roma, per avere aggiornamenti sulle decisioni e iniziative del Comune e della Città Metropolitana rispetto all’applicazione di quanto previsto della Del. Consiglio n.40 del 2015, come ribadito nella mozione n. 23 del marzo 2017, dove il Comune si impegna per l’uso pubblico e partecipato del Santa Maria della Pietà e sollecita la costituzione di una consulta partecipata da Enti istituzionali e cittadini.

Purtroppo il Comitato Si Può Fare e l'Ass. ex Lavanderia ha preso atto della limitata rilevanza delle informazioni ricevute: da giugno è stato aperto un tavolo di trattativa per l'applicazione della progettazione della centralità Urbana del Santa Maria della Pietà tra Roma Capitale, Roma Città Metropolitana (ex Provincia), Regione, ASL RM1 e Municipio XIV.  Su tale tavolo pesano  da un lato la  ferma posizione della Città Metropolitana  per l'applicazione della delibera 40 del 2015 dell'assemblea Capitolina, il rispetto delle norme del Piano regolatore e la collocazione dell'intero Municipio nel Santa Maria della Pietà; dall'altra la volontà di riaffermare la proprietà dei Padiglioni in capo alla Regione e, soprattutto, alla ASL e i progetti annunciati per la realizzazione in due padiglioni del Data Center regionale e il "Numero unico" nazionale per le emergenze.

Nel corso dell'incontro, il Comitato si Può Fare, pur prendendo atto delle intenzioni ribadite dall'Ass. Montuori e dal Pres. Campagna di rispetto del PRG e della Del. 40/2015 non ha quindi potuto a sua volta che ribadire l'insoddisfazione per i passi sino ad ora compiuti e per l'accettazione della delibera n. 787 del 2016 della Giunta Regionale, errata nei riferimenti proprio al Piano Regolatore oltre che nella definizione delle proprietà del comprensorio del Santa Maria della Pietà.  La preoccupazione è che qualsiasi trattativa che si fondi su presupposti non corretti possa produrre risultati che, ancora una volta, incideranno negativamente sul destino del comprensorio. Il Comitato ha inoltre ribadito che proprio la Del. 40 del 2015 prevedeva innanzitutto la costituzione di una Consulta per promuovere e verificare l’attivazione di un Protocollo di Intesa con la Regione Lazio, la disponibilità di patrimonio immobiliare capitolino da mettere a disposizione di strutture funzionali alla realizzazione di strutture territoriali di accoglienza e cura del disagio mentale, ... e la possibilità di attivare meccanismi di permuta e scambio tra Roma Capitale e Regione Lazio, relativamente a parte del complesso del Santa Maria della Pietà. Serviva inoltre per seguire le modalità per la presa in carico della gestione del Parco del Santa Maria della Pietà, la realizzazione del Progetto Urbano, e per verificare tempi ed attuazione della deliberazione 40/2015 ed elaborare proposte da sottoporre agli Assessorati competenti.

La Consulta, si ricorda, doveva essere composta da  2 rappresentanti degli Assessorati Capitolini allora competenti (Assessorato alla Trasformazione e Rigenerazione Urbana e Assessorato al Patrimonio); 2 rappresentanti della Regione Lazio; 1 rappresentante dell’Amministrazione Municipale; 1 rappresentante della Consulta Cittadina per la Salute Mentale; 1 rappresentante del Comitato Promotore della deliberazione di iniziativa popolare sul riuso del S. Maria della Pietà presentata nel 2003;  2 rappresentanti del Comitato Promotore della deliberazione di iniziativa popolare 40/2015; 2 rappresentanti della Rete Associativa del Municipio Roma XIV.

L’apertura di un ennesimo tavolo di trattativa, quindi, senza modifiche alla Delibera regionale del dicembre 2016, che esclude  parte dei soggetti della prevista Consulta, non può che essere intesa come una non applicazione della Delibera 40/2015, e si colloca nella logica degli atti mancati o non trasparenti che da piu' di 20 anni contraddistinguono la storia "istituzionale" del Santa Maria della Pietà.

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