Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
ci stacca la corrente
noi fcciamo più iniziative!

Senza corrente, libera e pubblica cultura:
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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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pericleQui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti Read more ...

Comunicati

Qui sotto trovate tutti i comunicati stama dell'associazione dal 2008 ad oggi.

marco cavallo

MARCO CAVALLO AL SANTA MARIA DELLA PIETA’

Linea 35, Il Festival visionario al S.Maria della Pietà,si concluderà nella serata di domenica. Il successo di pubblico e l’interesse suscitato nella città cresce ogni giorno.
E domenica mattina arriverà Marco Cavallo. Per la prima volta la macchina teatrale realizzata nel Manicomio di Trieste nel 1973 entrerà nell’Ex Manicomio di Roma.
Il simbolo forse più significativo della rivoluzione culturale che permise di ottenere la legge più avanzata del mondo in tema di salute mentale.
L’enorme cavallo di cartapesta invase la città di Trieste rompendo metaforicamente e materialmente i muri che insieme ai matti contenevano le speranze di liberazione di un’intera società.
Oggi i manicomi non ci sono più ma restano e si ripropongono le forme di oppressione e separazione che quei manicomi rappresentavano.
Portando Marco Cavallo in giro per le strade di M.Mario e poi, ad accompagnarci nella conclusione del Festival visionario, intendiamo rievocare e rinnovare quelle istanze che ci parlano ancora come allora di “rapporti liberi tra persone”.
Marco Cavallo, così come i tanti spettacoli teatrali che hanno invaso il S.Maria della Pietà in questi giorni, ci aiuterà a ricordare e rielaborare la storia del Manicomio e della sua liberazione, il senso profondo che rinnovare questa memoria può avere nelle coscienze della nostra città.
Ed anche il senso della nostra lotta per un uso sano di un luogo prezioso come il S.Maria della Pietà.
Illudendoci, forse, che Marco Cavallo possa risvegliare anche in chi gestisce la cosa pubblica un refolo di umanità e di pensiero.
Perché il S.Maria della Pietà poteva essere il centro culturale, creativo, artistico e sociale di una comunità territoriale; poteva e non lo è perché la politica istituzionale senza eccezione alcuna ha voluto ridurre il valore di questi luoghi ad aridi calcoli e scambi di potere.
Producendo, addirittura oltre la stessa consapevolezza, un mostro, quel concentrato di disagio e di malattia che ferisce i simboli e con essi la memoria, il senso delle cose, il valore comunitario dei luoghi, l’anima stessa della città.
Ma la resistenza dell’esperienza dell’Associazione Ex Lavanderia e la grande forza evocativa del Festival Linea 35, stanno a dire che le idee, i desideri, i bisogni ancora hanno la forza di riemergere, in ogni atto umano puro e disinteressato. Domenica nella pancia azzurra di Marco Cavallo.


MARCO CAVALLO - 1973
Marco Cavallo è una macchina teatrale. I matti non lo hanno costruito materialmente, non lo hanno mai toccato. Mentre cresceva la sua struttura in legno, mentre prendeva forma la cartapesta, mentre si plasmava la testa, i matti hanno costruito, senza mai toccare il cavallo, ripeto, qualcosa di più duraturo, di più indefinito. Il colore azzurro. La pancia piena di desideri, dall'orologio di Tinta al porto con le navi della giovinezza di Ondina, dalle tante Marie all'immancabile "fiasco de vin", dalla casa alle scarpe, al volo, al viaggio, alla corsa, all'amico, alla libertà. (...)
Marco Cavallo in testa, in prima fila. Era una limpida domenica di marzo, pulita dalla bora quando Marco Cavallo tentò di uscire dal laboratorio.
Era troppo grande, appesantito dal carico di bisogni, desideri che si portava dentro. Le porte erano strette, provò la porta del giardino, poi la veranda, pensando di saltare la ringhiera. Cercò di piegarsi, di mettersi di taglio, si abbassò, pancia a terra, si ferì. Niente. Restava chiuso dentro. Tutti erano lì a guardarlo: era quello il suo momento. Cominciò a correre nervoso per il lungo corridoio del vecchio reparto "P" trasformato in laboratorio, avanti e indietro, proprio come avevano fatto per anni i malati che lo avevano abitato. Giuliano cercò di calmarlo, dicendo che bisognava aspettare, che forse non era quello il momento, che bisognava avere pazienza. I malati cominciarono a pensare di avere solo sognato, secoli di grigio tornarono nelle loro teste, urla disumane assordarono le loro orecchie. Dino Tinta piangeva. Marco Cavallo, fremendo, testa bassa, cominciò una corsa furibonda, come impazzito, verso la porta principale e, senza più esitazione, oramai a gran carriera, aggredì quel pezzo di azzurro e di verde oltre la porta.
Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all'azzurro del cielo. Gli applausi, gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato.
La prima grande uscita in città, paradossalmente trionfale. Poi, così come era destino, in giro per il mondo. La carica simbolica, certo, l'hanno costruita i matti. (...)
La testimonianza della povertà e della miseria dell'ospedale invase le strade della città portando con sé la speranza di poter stare insieme agli altri in un aperto scambio sociale, in rapporti liberi tra persone.

tratto da: "Non ho l'arma che uccide il leone. Storie dal manicomio di Trieste."
Giuseppe Dell'Acqua. EL Edizioni, 1980 Trieste


ciclabileLa pista ciclabile tra M.Mario e Balduina è stata proposta nel 1997. Dopo 14 anni si sta realizzando un progetto che non piace ai cittadini che abitano nelle zone interessate.

L’Associazione Ex Lavanderia si batte per la realizzazione della pista ma comprende e sostiene alcune delle ragioni dei cittadini:

- Alzare di 2 metri il livello della pista è un’opera inutile, costosa che rende più insicure le abitazioni circostanti

- Prefigurare un faraonico “parco lineare” senza avere le risorse per fare manutenzione e sorveglianza è un modo di procedere sbagliato

Ancora una volta si stanno realizzando progetti senza alcun coinvolgimento dei cittadini e, soprattutto, di quelli che sono più esposti alle conseguenze degli errori di progettazione.

NON E’ VERO CHE I PROGETTI IN CORSO NON POSSONO ESSERE MODIFICATI.
SI TRATTA SOLO DELLA VOLONTA’ POLITICA DI FARLO !

l'opera fondamentale è la pista ciclabile che può e deve essere soprattutto al servizio di chi usa la bicicletta come mezzo alternativo all'automobile.

Chiediamo:

1)      che si riduca l’impatto dell’opera ripartendo dal progetto del 1999
2)      che i progetti siano trasparenti e concordati
3)      che si realizzino solo le opere per cui vi è certezza di controllo e manutenzione
4)      che si consideri la pista ciclabile come una parte di un progetto complessivo che salvaguardi su tutto il territorio i diritti dei disabili, dei pedoni e dei ciclisti

20090720totoAncora la Repubblica  si fa portavoce acritica delle veline di Montino sul S.Maria della Pietà.

La notizia riportata è una "non notizia". Oggi la Giunta Regionale delibera sul S.Maria della Pietà. La Delibera in questione è null'altro che la copia esatta di un'analoga Delibera approvata a novembre 2007. Nulla cambia e tutto conferma ciò che diciamo da sempre:

LA GESTIONE DELLA VICENDA S.MARIA DELLA PIETA' E' UNA OPERAZIONE CHE COPRE GLI ATTI ILLEGITTIMI DELLA ASL RME E, ANZI, NE PREMIA LA GESTIONE DISSENNATA DELLE RISORSE.


In sintesi: nel 2000, lo Stato spende 35 miliardi di lire per ristrutturare alcuni padiglioni e destinarli ad accoglienza turistica. La Regione con una Legge (20/97) vincola i finanziamenti al mantenimento della destinazione d'uso. Per i cittadini e la città è l'illusione di avere finalmente degli ostelli della gioventù drammaticamente mancanti nella capitale.

Invece, violando la legge, la ASL incamera i finanziamenti e dopo solo 3 anni smantella gli ostelli, sottrae gli arredi, trasforma gli interni e vi trasferisce proprie strutture. Un atto illegittimo che, secondo legge, dovrebbe prevedere la restituzione del finanziamento ricevuto.

Tutt'altro. La Regione decide di "devolvere" 12 milioni di Euro alla ASL per ristrutturare altri padiglioni al fine di spostare i servizi illegittimamente collocati nei 5 padiglioni destinati ad ostello.

Il quadro si completa nell'investimento previsto sempre dalla Regione per realizzare le case degli studenti. Altri soldi (2 milioni e 500mila) per rifare da capo ciò che la ASL RME ha smantellato illegittimamente 6 anni fa.

Così la Regione Lazio spende soldi che già erano stati spesi, premia la gestione dissennata della ASL RME, fa arricchire le solite ditte che fanno e rifanno gli stessi lavori.

Tutto in nome di un presunto Campus universitario che i giornali hanno annunciato come imminente decine di volte in 12 anni e la cui realizzazione è invece in alto mare.

Ma questa è solo una parte della vicenda per la quale speriamo che compaia miracolosamente un vero giornalista per raccontarla od un magistrato per indagarla.

Il parco trasformato in parcheggio, uno spezzatino di funzioni senza senso a prevalenza ospedaliera che smentisce dichiarazioni e programmi elettorali, padiglioni affidati a cooperative fantasma, il reinserimento di pazienti psichiatrici, una gestione del trasferimento del Municipio che fa spendere ancora soldi al Comune per l'affitto dei locali di via Battistini (questione per altro non affrontata dalla Delibera della Regione), la violazione sistematica della Legge che prevede di investire i proventi (affitti e vendite) nei progetti di Salute Mentale.

Ancora l'assenza di qualsiasi processo partecipativo, lo scandalo della Delibera Comunale firmata da 9.000 cittadini e mai discussa.

Infine, nonostante le centinaia di mail e gli impegni presi negli anni, il rifiuto di rendere legale l'esperienza culturale dell'Associazione Ex Lavanderia e la decisione surreale di "regalare" il Padiglione 31(la Ex Lavanderia) al Comune di Roma:
che il problema dell'Associazione che denuncia le malefatte della Regione e della ASL  lo "risolva" Alemanno.

Una giunta di coraggiosi...

COMUNICATO STAMPA:

SANTA MARIA DELLA PIETA'
Montino e Nieri: "salvaguardare la Ex Lavanderia ".
L'Associazione Ex lavanderia: "Per la Regione assegnare il Padiglione 31 (e il 41) è possibile anche subito, basta averne la volontà"

In una "Memoria di Giunta" il Vicepresidente della Regione Montino e l'Assessore Nieri propongono un "tavolo di concertazione" tra enti ed associazioni presenti al S.Maria della Pietà allo scopo di operare "la salvaguardia nonché il sostegno delle esperienze attive nei padiglioni 31 e 41" (cioè l'Associazione Ex Lavanderia e la Cooperativa integrata Passpartout).

L'Associazione Ex Lavanderia chiede un incontro immediato ai responsabili della Regione Lazio ricordando che la Regione può operare direttamente per l'assegnazione del Padiglione 31 e del Padiglione 41.

L'Assestamento di Bilancio del 2008 trasferisce le proprietà ASL direttamente alla Regione. Quindi, se l'intenzione reale è quella dichiarata, non è necessario alcun tavolo interistituzionale.

Sul destino dell'Ex Manicomio si è scelto senza alcun tavolo partecipativo neanche quelli dovuti e promessi. Non si comprende perché proprio oggi, sugli ultimi 2 padiglioni da destinare, si dovrebbe invece aprire questa complessa concertazione.

L'assegnazione all'Associazione Ex Lavanderia del Padiglione 31, richiesta negli anni da decine di associazioni e centinaia di cittadini, ne garantirebbe la prosecuzione dell'attività culturale pubblica, così come quella del Padiglione 41 manterrebbe almeno una presenza di cooperazione integrata dopo quelle liquidate a seguito dello smantellamento illegale degli ostelli.

Nel rivendicare l'Assegnazione, l'Associazione non intende comunque rinunciare ad esprimere il proprio dissenso rispetto allo spezzatino di funzioni realizzato al S.Maria della Pietà e alla sua riospedalizzazione.

L'Associazione continua a chiedere scelte immediate e concrete:

- la collocazione annunciata per anni e mai realizzata dei servizi universitari
- la pedonalizzazione del Parco
- il ripristino degli ostelli
- una collocazione definitiva e dignitosa del Municipio

Infine chiede che siano individuate le responsabilità e sia fatta luce sull'operato della ASL RME in merito all'utilizzo improprio dei padiglioni ristrutturati per il Giubileo, all'affidamento sospetto di padiglioni ad enti privati, al reinserimento di strutture psichiatriche, all'uso delle risorse destinate alla Salute Mentale.

Ricordiamo infine che la ASL RME ha intentato 2 processi contro esponenti dell'Associazione di cui il primo concluso con l'assoluzione ed il secondo in corso.

La ASL sta spendendo ulteriori soldi pubblici per assoldare prestigiosi avvocati costringendo inoltre l'Associazione a spese spropositate per potersi difendere.

Il 10 ottobre si terrà un concerto per raccogliere fondi per le spese legali. Partecipano gratuitamente numerosi artisti tra cui gli Acustimantico, i Tetes De Bois, Francesco Di Giacomo, Andrea Rivera, La Minima Orchestra , i Pad 31

Associazione Ex Lavanderia

20110310radiopopolare

Lo dichiarano a Radio Popolare i rappresentanti di: Italia Nostra, Associazione Italiana Alberghi della Gioventù, CTS e le associazioni per il turismo responsabile.

Per ascoltare a puntata del programma "La casa della Città":
Chiuso l'ostello della gioventù: addio Roma low cost


L'ostello della gioventù ha chiuso. Il 17 gennaio scorso la struttura del Foro Italico gestita dall'Aig, l'Associazione italiana albergi della gioventù, è stata riconsegnata al Coni Servizi Spa, società usufrutturaria di tutto il complesso sportivo di proprietà demaniale. Ne parliamo con Anita Baldi segretaria nazionale dell'Aig, Mirella Belvisi Italia Nostra, Laura Ravazzoni Relazioni istituzionali del Cts, Massimiliano Taggi Ex Lavanderia di Santa Maria della Pietà, Marco Colcerasa architetto, Adriana Goni Mazzitelli Cae-Turismo responsabile. Ascolta o scarica la puntata del 7 marzo 2011.

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