Vertenza S. M. della Pietà

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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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Comunicati

Qui sotto trovate tutti i comunicati stama dell'associazione dal 2008 ad oggi.

Comunicato stampa del 27 Marzo 2019

Autoritarismo è inventarsi le regole a proprio piacimento....
MUNICIPIO E COMUNE BOICOTTANO LA CONSULTA CITTADINA SUL S.MARIA DELLA PIETA'

E' chiaro ormai. Gli Istituti Partecipativi previsti dal Regolamento Comunale valgono solo se sono funzionali alle scelte dell'amministrazione. Altrimenti si boicottano.
E' il caso della Consulta sul S.Maria della Pietà.
Istituita con tre anni di ritardo, è, oggi, impantanata negli ostacoli burocratici e cavillosi dell'amministrazione.
La prima seduta non ha potuto fare ciò che è previsto dal Regolamento Comunale, cioè dotarsi di un Regolamento ed eleggere un Presidente.
L'Assessora Ruffa, del Municipio XIV ha messo in discussione, fin dall'inizio, il fatto che la Consulta sul S.Maria dovesse avere le stesse regole e gli stessi poteri di qualsiasi Consulta di Roma Capitale.
Quindi, l'Assessora ha chiesto al Segretariato Generale quale sia “La natura della Consulta”; domanda ben strana perché la risposta, in un mondo sano, dovrebbe essere che la “natura della Consulta” è di essere e funzionare come qualsiasi Consulta di Roma Capitale.

Ma siccome il Segretariato Generale non risponde, se non in tempi biblici, la seconda seduta è stata rinviata.

Questione delle questioni è un'invenzione ad hoc pensata solo ed unicamente per la Consulta sul S.Maria della Pietà. Insomma in questa, solo in questa, c'è chi propone che votino anche i rappresentanti istituzionali. Regolamento, Presidente e pareri.
Cioè chi ha potere decisionale vuole anche il potere consultivo. Prima decide e poi “Consulta” se stesso e si dice bravo da solo.
ATTENZIONE. Se passasse questo principio assurdo ed arbitrario, sarebbe un precedente pericoloso per tutti. Ogni meccanismo partecipativo potrebbe vedere il tentativo di essere pilotato e condizionato dai rappresentanti istituzionali, eliminando persino la libertà dei cittadini e delle associazioni di dire semplicemente la propria.
Ma, siccome, questa ipotesi non reggerebbe neanche in un regolamento condominiale, allora tanto vale bloccare la Consulta per evitare che, se funzionasse correttamente, potrebbe inopinatamente esprimersi diversamente dalla loro volontà. E pure essendo “solo” consultiva, la loro “Natura” autoritaria non potrebbe sopportarlo. Un po' come la strega di Biancaneve.... Se lo specchio non risponde a dovere lo si rompe.
D'altra parte perché stupirsi? Le regole, le leggi, le norme, quando si discute di S.Maria della Pietà sono orpelli inutili e fastidiosi. L'avvio della Consulta sul S.Maria non fa eccezione.
Il nostro Compito è e sarà imporre il rispetto delle regole sulla Consulta per permettere alla Consulta di chiedere sommessamente ma pubblicamente di rispettare le regole sul S.Maria della Pietà.
Ma che fatica...

Comunicato stampa 14 Marzo 2019

L'autoritarismo "partecipativo" della Giunta Raggi
(Di Silvia Ascani, Carla Minieri, Massimiliano Taggi)

Parte molto male la Consulta sul S.Maria della Pietà.
Istituita nel lontano luglio 2015, in virtù della Delibera di Iniziativa Popolare (6000 firme) approvata dal Consiglio Comunale, la prima seduta è stata convocata stamattina, solo 3 anni e 8 mesi dopo.

E non è che, nel frattempo, non sia successo nulla.

Nel dicembre 2016, la Giunta Regionale ha approvato una Delibera che regala il Complesso del S.Maria della Pietà alla ASL RM1 in barba alle Leggi Nazionali, Regionali ed alle Norme Urbanistiche.

Nell'Estate 2018, la Giunta Raggi si converte al diktat zingarettiano e straccia nei fatti la Delibera del 2015 firmando un Protocollo di Intesa concordato segretamente senza confronto con nessuno.

Non più il Polo Culturale, il rispetto della Legge Nazionale che vincola il S.Maria alla produzione di reddito in favore della Salute Mentale, non più un processo partecipativo trasparente e determinante, ma un cosiddetto “Tavolo Tecnico” che già agisce per realizzare il Piano ASL vincolato (proprio testuale) alla “riservatezza”. In Camera Caritatis.

Forse la Consulta sarebbe servita a valutare, analizzare, verificare questo accordo. Ma il Comune ha deciso di fare le proprie scelte prima di convocare la Consulta. A giochi fatti.
E che importa se queste scelte fanno a cazzotti con la Delibera 40?

Ma non basta. Come ai tempi dell'inquisizione o nei tribunali stalinisti, come in 1984 di Orwel, gli apprendisti stregoni di Comune e Municipio, non si accontentano che la Consulta non abbia alcun potere decisionale ma solo, appunto, consultivo.
Non gli basta che, come con i loro predecessori, gli istituti partecipativi vengano tirati in ballo solo dopo che si è già deciso tutto.
Non gli basta che la Consulta non sappia neanche cosa diamine stiano facendo sul S.Maria della Pietà, nel tavolo tecnico privé.

Vogliono di più. Vogliono avere il consenso unanime, vogliono che nessuno possa essere in disaccordo, neanche se solo “consultivamente”. Vogliono decidere loro ciò che pensano gli altri.

SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME...

Così, oggi, la Consulta si è arenata al primo step, quello del regolamento.
Tutte le Consulte di Roma Capitale prevedono che a votare siano i rappresentanti della Società Civile e che i rappresentanti istituzionali abbiano funzione di supporto e di ascolto ma non di voto.

Anche un bambino ne comprende il motivo.
Se la Consulta deve esprimere un parere da inviare al Comune, fatto salvo che il Comune lo possa accettare o respingere, persino ignorare, che senso ha che a determinare quel parere sia lo stesso che lo deve ricevere?

Il Comitato “Si può fare” ha presentato una proposta di regolamento che ricalca quelli delle altre Consulte cittadine.

Ma solo in questo caso, le regole naturali e logiche, per l'amministrazione Comunale non vanno bene.

Insomma i decisori vogliono consigliare se stessi e magari anche rispondersi. Vogliono esprimere pareri sui loro stessi atti e dirsi bravi da soli.... E poi dichiarare che si è compiuto il processo partecipativo.
Più che una Consulta, una clac...

LA CONSULTA NON CONSULTA

Ma come è possibile adottare questa logica bizzarra unicamente in questa precisa Consulta?

Lo ha chiarito Monica Ruffa, Assessora al Municipio XIV (alla Trasparenza ed alla Partecipazione, già...).

Ha spiegato che la Consulta sul S.Maria non è una vera e propria Consulta, non è come le altre.
A dimostrazione ha rilevato che accanto a Consulta, nella Del. 40, non c'è scritto “cittadina”.

Ma una Consulta istituita dall'Assemblea Capitolina che riguarda una Centralità Urbana che è? Di quartiere? Di via? Mondiale? Interplanetaria? Itinerante?

E poi non ci sarebbe scritto, nota la puntigliosa Assessora: “come da regolamento delle Consulte”. Ma se è una Consulta a che regolamento dovrebbe rifarsi? A quello dei Mercati Generali?

Insomma questa Consulta non è una Consulta o, se lo è, una Consulticchia, una Consultina, una Consulta creativa.

... E NON SBUFFARE!

E per rafforzare questo concetto, qualcuno (purtroppo anche della rappresentanza associativa) ha dichiarato: “Non abbiamo il potere di esprimere pareri (sempre consultivi) su atti amministrativi del Comune o di altri Enti”.

Cioè non basta che gli atti, come il Protocollo di Intesa siano stati decisi senza confronto partecipativo, senza neanche un passaggio in Consiglio Comunale. Che, a nostro avviso, violino le norme urbanistiche.

Neanche si può esprimere un parere Consultivo.... Neanche un “mah”, un “boh”, un “però...”, almeno un “mannaggia la peppa!”. Nein!

Il concetto di partecipazione di questa amministrazione.

Vietato rifiutarsi di credere, obbedire, combattere per il sol dell'avvenire che grazie al patto Zingaretti-Raggi irradierà di luce e calore il vituperato S.Maria della Pietà.
Vietato pensare.

E se non esistono regole che lo impongano, allora si inventano.... Nel Ministero della Verità e della libera interpretazione delle Norme, delle Leggi, delle Delibere e della logica delle cose.

Silvia Ascani (rappr. in Consulta del Com. Promotore Delibera di Iniziativa Popolare 2003)
Carla Minieri e Massimiliano Taggi (rappr. in Consulta del Com. Promotore Del. Iniziativa Popolare 2014 poi Del. 40/2015)

Si legge nel Rapporto sulla Povertà della Caritas del 2018: "...la Regione Lazio offre come proprio contributo celebrativo (ai 40 anni dalla approvazione della Legge Basaglia nds) la DGR n.359 del 10 luglio 2018 che ha come oggetto Programma di valorizzazione patrimoniale del Complesso di Santa Maria della Pietà in Roma: approvazione schema di Protocollo d’intesa tra Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma Capitale, la Città metropolitana di Roma Capitale e il Municipio Roma XIV. È nei fatti un Protocollo d’intesa per il riutilizzo del Comprensorio di Santa Maria della Pietà che disattende la normativa nazionale vigente perché lo si vorrebbe trasformare in un grande polo sanitario, riallocandovi anche strutture psichiatriche residenziali e semi residenziali e azzerando la produzione di reddito. "

Dopo aver denunciato in tutti i modi possibili il testo del Protocollo, dopo aver manifestato all'assemblea capitolina il nostro disaccordo sulla coerenza tra quel testo e la delibera 40/2015, votata dall'allora consigliera capitolina Virginia Raggi, non possiamo che chiederci nuovamente come mai Comune di Roma, Municipio XIV abbiamo approvato un atto illegittimo e contrario alle stesse decisioni precedenti. Non ci facciamo le stesse domande per quanto riguarda la ASL RM1, ovviamente, che negli anni ha lavorato per l'uso illegittimo del comprensorio, qualsiasi fosse il suo Direttore Generale, e neppure per una Regione che pare aver rinunciato alla gestione del proprio patrimonio.

Ci chiediamo però come Zingaretti, che fa dell'ascolto dei movimenti civili il suo richiamo per l'appoggio della sua candidatura alla guida del PD, possa far finta di non sentire ciò che associazioni, cittadini e ora anche la Caritas ripetono da oltre 10 anni. Forse è come per la partecipazione dei cittadini prevista dalla Regione: una volta che i cittadini hanno faticosamente rispettato le norme per fare le loro proposte.... basta tenerle nel chiuso di un cassetto per sempre....

La legge di iniziativa popolare sul recupero del Santa Maria della Pieta' presentata nel 2015 che fine ha fatto?

4 gennaio 2018

COMUNICATO STAMPA

Proprio qualche settimana prima di Natale il Direttore della ASL RM1, Tanese, ha deciso di staccare la corrente al Pad. 25 del Santa Maria della Pieta’. Non stiamo parlando della ex Lavanderia, stiamo parlando di una piccola occupazione ad uso abitativo che prosegue da vent’anni, nata e proseguita nella consapevolezza di Comune, Municipio, Regione ed ASL che avrebbero dovuto trovare soluzioni, nello spirito del diritto alla casa ed, oggi, anche dei diritti dei minori.

Ad oggi infatti vi sono presenti alcuni nuclei familiari (non più di cinque) con anche figli minori. Che quest’anno il Natale, nel cosiddetto Parco della Salute e del Benessere, lo hanno passato al buio e al freddo. Grazie alla ASL RM1.

Il Padiglione 25, in realtà, sarebbe dovuto tornare alla proprietà della Regione, ma la ASL non lo ha mai consegnato e la Regione mai preteso. Così oggi assistiamo anche al rimpallo delle responsabilità tra Regione e ASL, che lasciano al Comune e al Municipio, nel frattempo, il trovare una soluzione alternativa alla residenza di questi nuclei familiari.

Ci auguriamo che questa ennesima vicenda chiarisca al Comune e al Municipio XIV la natura degli accordi che intercorrono con la ASL RM1: l’importante e’ che qualcun altro paghi ma si faccia quello che la ASL vuole.

Così è stato con i fondi del Giubileo, serviti alla ASL per recuperare padiglioni per i propri servizi e non per ridare a Roma un Ostello della Gioventù, così è stato con gli affitti di mercato richiesti al Municipio quando si è spostato nel Santa Maria della Pietà lasciando via Battistini, così è per l’Antea, fiore all’occhiello vero dei servizi di cure palliativi, finanziati però direttamente dalla Regione, così è oggi con i nuovi fondi che la ASL RM1 ha ricevuto dalla Regione per ristrutturare padiglioni non si sa ancora per quali funzioni e per la manutenzione del Parco, non si sa per quanto tempo.


Basta che Regione e Comune paghino e per chi è in difficolta’….nessuna pietà, ci pensi qualcun altro.

Queste le premesse per il 2019 al Santa Maria della Pietà. Invitiamo quindi i rappresentanti eletti dalle associazioni nella Consulta Cittadina sul Santa Maria della Pietà, che il Comune sta tardivamente istituendo, a venire se non quotidianamente almeno settimanalmente a rendersi conto di quello che accade nell’ex Ospedale Psichiatrico. Avranno come sempre la possibilità di incontrarsi presso la ex Lavanderia e magari di confrontarsi con chi, da quattordici anni, segue e si batte per il riuso socio culturale di questo importante patrimonio pubblico.
In uno spirito reale, concreto e perseguito, di inclusione e di solidarietà.


Associazione Ex Lavanderia

7 gennaio 2019

COMUNICATO STAMPA

Il Comune, dopo aver firmato ad agosto il Protocollo sul Santa Maria della Pietà con Regione e ASL, cerca di apparire partecipativo attivando la Consulta con i cittadini, prevista dalla Delibera del 2015 sul Santa Maria ma mai attivata prima. Da organismo di partecipazione e progettazione sul comprensorio mira a farlo diventare un organismo inutile che si limiti a prendere atto dell’esecuzione del Protocollo tra Istituzioni. Peccato che, per la Delibera 40/2015 dello stesso Comune, la Consulta andava avviata prima di un protocollo, che prevedeva di entrare nelle destinazioni dei padiglioni del Parco, e prevedeva una partecipazione attiva dei cittadini in queste scelte. Possibilità che non esiste più perché demanda a un Tavolo Tecnico tra Istituzioni.

La Consulta invece prevedeva la partecipazione dei cittadini, sia come Comitati promotori delle varie iniziative istituzionali sul Santa Maria della Pietà che come rappresentanti dell’Associazionismo interessato a questa vertenza. Per la rappresentanza delle associazioni sono state convocate le associazioni dell’Albo del Municipio e con un processo abbastanza farraginoso e molto burocratico la partecipazione finale alla scelta dei rappresentanti è stata fatta da 16 su 50 associazioni. Sono stati eletti come rappresentanti Suraci e Rivarbelli, che sono stati promotori delle iniziative sul Parco di Casal del Marmo e del Forte Trionfale. Ma raramente si sono occupati del Santa Maria della Pietà.

Nel frattempo, nel Santa Maria della Pietà, poco prima di Natale, la ASL ha staccato la luce al Pad. 25, occupazione abitativa, nonostante la presenza di anziani e minori, chiedendo al Comune di risolvere il problema.  Il Pad. 25 è di proprietà della Regione, che sembra però non avere alcun titolo per intervenire nella vicenda. Invece, la Regione ha affidato alla ASL i lavori di ristrutturazione di alcuni padiglioni (quali? A che fine?) e la cura del parco, garantendo alla ASL almeno 10 mln di Euro aggiuntivi.

Non ci vuole un oroscopo o una palla di vetro per sapere quindi che accadrà nel 2019 al Santa Maria della Pietà:  la ASL continuerà a fare quello che meglio crede facendo pagare il tutto o dalla Regione o dal Comune, ma cercheranno di farci credere che in fondo è quello che vogliamo.

Invitiamo quindi i neo eletti rappresentanti delle Associazioni dell’Albo del XIV Municipio ad aggiornarsi su quanto accade nell’ex ospedale psichiatrico magari facendoci visita, almeno una volta alla settimana. Come tutto l’anno siamo sempre lì e siamo coloro che da 14 anni si battono per il suo uso sociale e culturale, non solo sanitario.

A presto, speriamo,

Ass. Ex Lavanderia.

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