Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
ci stacca la corrente
noi fcciamo più iniziative!

Senza corrente, libera e pubblica cultura:
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2019 Gen - Feb - Mar

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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"E senza dubbio il nostro tempo... preferisce l'immagine alla cosa, la copia all'originale, la rappresentazione alla realtà, l'apparenza all'essere...

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Venerdì 29 marzo 2019 dalle ore 21:00

Racconto teatrale di Jean-Claude Carrière
dal Poema di Farid Uddin Attar Mantic Uttair
regia di Anna Redi
con (in ordine alfabetico)
Amiar Souphiene, Elena Baroglio, Roberto Caccioppoli, Francesca Luce Cardinale, Andrea Caschetto, Tommaso De Santis, Manuela Fiscarelli, Carolina Patino, Valeria Sacchi
design teatrale Raffaele Di Florio
costumi Simona Marra - Angela Spagnoletti
trainer vocale Elena Baroglio
consulenza musicale Piero Grassini
organizzazione Linda Martinelli
produzione Associazione Chiaradanza
in collaborazione con
Scuola di musica C. Eccher Società Cooperativa
Scuola Musicale G.Gallo
Servizi Culturali Val di Non e di Sole
Associazione culturale LeArTi
con il contributo di Fondazione Cariplo

UMANE SCINTILLE
Rassegna di teatro contemporaneo
 tra dissenso, poesia, risate, stupori, incontri e scontri luminosi
a cura del Collettivo Teatro Ex Lavanderia

TAPPA DI PRIMAVERA
dal 29 marzo al 4 maggio 2019
ASSOCIAZIONE EX LAVANDERIA (Padiglione 31)
Parco Santa Maria della Pietà (piazza Santa Maria della Pietà, 5) Roma

Info 393 9929813/ 3296887777
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FB @umanescintille    
Ingresso consapevole a offerta libera (consigliato minimo 5 €)

“Questo antico racconto sufi del 1200 ci parla di un gruppo di uccelli che partono alla ricerca del loro re, il Simorgh. È un viaggio iniziatico alla ricerca del proprio sé più profondo e autentico, dove solo
un piccolo gruppo sopravvive agli ostacoli, alle sette valli, e arriva. Stremati, dopo anni, gli uccelli si rendono conto che “Il Simorgh non era altro che essi stessi ed essi stessi erano il Simorgh”. Quale
è il prezzo che hanno pagato? Quale è il prezzo che paghiamo noi attori adesso a volere raccontare una storia come questa, già narrata da artisti meravigliosi intorno alla figura di un maestro come
Peter Brook negli anni ‘70?
La nostra non vuole essere una operazione vintage, ci proponiamo di sentire le domande degli uccelli e riscoprirne gli echi nella nostra vita. Cosa è essenziale? Può essere la nostra ricerca teatrale
metafora del viaggio descritto da Attar?
Il viaggio ci impone di farci leggeri, di spogliarci dei fardelli inutili, delle attitudini esteriori, di tutto quello che alla narrazione non serve, e soprattutto dagli attaccamenti e dai narcisismi che inquinano
il nostro teatro. Cosa è la nostra originalità? La nostra natura? Possiamo portare un’essenza della
napoletanità o di un modo di danzare vicino al volo? Può il canto armonico del gruppo evocare uno
stormo che cambia le traiettorie seguendo leggi invisibili?
Si tratta di creare uno spettacolo di narrazione di gruppo dove il testo prima di parlare al pubblico
parli ad ognuno degli interpreti. La semplicità e la ricerca di un livello intimo del teatro dove l’Upupa,
colei che è la guida, parli ad ognuno degli spettatori come fossero partecipi del viaggio. Quindi la connessione e la trasparenza attorale è la base dalla quale muovere la storia.
Ognuno dovrà interpretare più personaggi col minimo di aiuto scenico o di costumi e con una esattezza e agilità attorale per passare da derviscio a principessa, da principessa ad uccello senza esagerare nell’artificio esteriore della caratterizzazione, ma sempre col minimo necessario.
Come la narrazione passa da un livello più denso, con caratterizzazioni degli uccelli che incarnano i vizi umani in modo molto esplicito, ad un livello più sottile in cui i sopravvissuti al viaggio progressivamente si avvicinano alla propria essenza costretti dalle difficoltà, così anche la recitazione andrà progressivamente perdendo caratterizzazione per avvicinarsi al nucleo: l’essere umano che si pone di fronte a se stesso».

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