Dal S. Maria della Pietà al Forlanini, dalla difesa della Sanità Pubblica alla mobilità sostenibile, dai diritti delle donne all'economia alternativa.

Sarà sabato 6 ottobre, sarà al Campidoglio. Non ci saranno consiglieri, assessori, sindaci e presidenti nel palazzo. Ma nella Piazza ci sarà una città di impegno e partecipazione che non si arrende alla privatizzazione dei servizi, alla chiusura degli spazi sociali e culturali, alla cessione del patrimonio pubblico, alla gestione clientelare, alla mancanza di trasparenza.

La manifestazione, assemblea cittadina in piazza del Campidoglio, dalle 17 alle 21 di sabato 6 ottobre, nasce per contrastare l'accordo Raggi-Zingaretti che sottrae il S. Maria della Pietà ad ogni progettazione partecipata, che spazza via le prospettive di uso socioculturale chieste per 20 anni da associazioni, movimenti e dalle migliaia di cittadini che hanno firmato le proposte di iniziativa popolare.
Un accordo che trasforma il complesso in un polo sanitario nel quartiere più sanitario di Roma, che usa in modo arbitrario risorse e patrimonio di tutti. Soprattutto che spartisce indebitamente risorse economiche che dovrebbero andare al sistema della Salute Mentale pubblico.

Un emblema, quello del S. Maria della Pietà. Al di là dello scontro apparente, virtuale e televisivo, quando ci sono gli interessi e gli affari, quando si tratta di essere subalterni ai poteri che dominano da tempo le scelte sulla testa delle persone, i cosiddetti “nemici” si ritrovano sempre d'accordo, come in questo caso la Sindaca di Roma ed il Presidente della Regione.

Ma la qualità e la ricchezza delle adesioni ha trasformato questo appuntamento.
Ci sarà la città che partecipa, progetta, resiste.

Contro l'autostrada Roma-Latina che squarcia l'agro pontino spendendo risorse che potrebbero adeguare le arterie già esistenti. Per il mantenimento della vocazione sanitaria del Forlanini, in linea con le richieste del territorio. Contro lo spostamento di risorse dal sistema sanitario pubblico a quello privato. Per difendere le esperienze di tutela delle donne, i centri antiviolenza attaccati dall'impazzimento procedurale, così come gli spazi sociali e culturali, per la mobilità sostenibile, per tutelare e preservare il territorio ed il paesaggio, per riportare alla gestione pubblica e trasparente i servizi sociali e di assistenza.

Il 6 ottobre è l'inizio di una nuova stagione. A partire dalle cose concrete, insieme.