Vertenza S. M. della Pietà

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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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platoneQuando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che,

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Un'ampia area di cittadini che, in questi anni, hanno fatto parte di associazioni locali e comitati attivando vertenze per la difesa del territorio e dell'ambiente, hanno promosso un documento e lanciato un'Assemblea pubblica per sabato 27 ottobre ore 9.30  a Roma  presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza, aula 1 -Via Eudossiana 18, San Pietro in Vincoli.

L'Associazione Ex Lavanderia promuove l'Assemblea pubblica del 27 ottobre perché in quei cittadini riconosce i compagni di strada di tante battaglie per contrastare il predominio degli interessi privati dei grandi gruppi imprenditoriali nelle scelte amministrative degli ultimi decenni.

E' una difficile strada quella di tentare di sottrarsi alla morsa che attanaglierà la città costringendo a scegliere tra un sindaco reazionario e incapace ed un candidato alternativo che riproporrà una cultura e di un modello che ha già devastato la città regalandone una gran parte ai palazzinari.

Eppure è una strada che va percorsa.

pubblichiamo quindi con piacere il documento di adesione all'appello "La Roma che vogliamo"

 

Appello dei cittadini

Gli estensori e firmatari dell’appello “La Roma che vogliamo” hanno convocato  una pubblica assemblea

Crediamo sia giusto raccogliere l’invito perché è maturo il tempo ed è necessario  che nella  competizione elettorale del 2013, per eleggere il sindaco ed il consiglio comunale, ai cittadini romani sia offerta la possibilità di votare per una radicale discontinuità politica e programmatica con il passato e con il presente,  per un nuovo, innovativo governo della Capitale. Vogliamo partecipare all’assemblea del 27 p.v. per dire che il programma politico della proposta elettorale da noi auspicata può scaturire dall’immenso ed originale patrimonio di idee e di progetti, costruito in decenni di lotte contro il cosiddetto “modello Roma”.

Per queste ragioni chiediamo a tutti voi, con i quali in questi anni abbiamo lottato, ragionato, condiviso speranze e delusioni,  sofferto per le offese e le ferite inferte a questa nostra città e ai suoi abitanti, di rimanere in campo condividendo. sottoscrivendo  e facendo sottoscrivere a coloro che conoscete il documento riportato qui di seguito ed in allegato, per partecipare all’assemblea del 27 ottobre.

 

(Si può aderire all’appello inviando una e-mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. )

 

DOCUMENTO DI ADESIONE ALL’APPELLO “LA ROMA CHE VOGLIAMO” (

Anche la nostra città, Roma, soffre dei mali scatenati dalla crisi: la disoccupazione, la precarietà che colpiscono in particolare le giovani generazioni, l’inefficienza e l’inadeguatezza di quel che resta del welfare, destinato a scomparire definitivamente.
Tutti i settori della vita economica cittadina sono in fortissima difficoltà.
Il debito del Comune ipoteca il presente ed il futuro della città.
I servizi pubblici mal funzionanti sono sempre di più sotto attacco speculativo ed a rischio privatizzazione.
Frattanto continuano le azioni predatorie verso il territorio, all’insegna di una sempre più pressante speculazione edilizia mossa dall’intreccio perverso fra rendita fondiaria e finanziaria.
I valori della conoscenza e del sapere vengono costantemente mortificati, il ruolo dei cittadini è regolarmente negato e gli strumenti di democrazia partecipata sono continuamente rimossi.
A tutto questo si aggiunge l’azione criminale di mafia, camorra e ‘ndrangheta, le quali, insediatesi saldamente nella capitale, si contendono apertamente il controllo delle attività produttive legali (particolarmente edilizie e commerciali).
In questi ultimi anni il centrodestra di Alemanno ha “sgovernato” Roma adoperandosi a coltivare da un lato l’“amicizia” dei palazzinari dediti alla cementificazione e distruzione del territorio e, dall’altro, a distruggere con il clientelismo più becero l’armatura delle aziende pubbliche: dall’Ama, all’Atac all’Acea.
A fronte di ciò è mancata del tutto una forte e adeguata opposizione del centrosinistra, in Campidoglio e nella città, incapace totalmente a sviluppare una pur minima analisi critica della trascorsa esperienza di governo - il famigerato “modello Roma” - ed a produrre al suo interno quel profondo rinnovamento politico e culturale di cui ci sarebbe stato estremo bisogno.
La crisi di credibilità della classe dirigente al governo di Roma e della Regione, con gli scandali e l’indegno mercimonio delle risorse pubbliche per sfamare appetiti personali e di gruppo ha ormai raggiunto il fondo del baratro.
Il dirottamento della candidatura di Zingaretti dal comune di Roma alla presidenza della Regione Lazio, avvenuto in questi giorni ad opera di una piccola oligarchia partitocratica, senza alcun rispetto e considerazione dei cittadini e degli elettori del centro-sinistra che già si apprestavano a votare alle primarie, la dice lunga sulla concezione della democrazia che anima la classe politica anche del centro sinistra.
Mai come in questo periodo le aspirazioni, i progetti, le esperienze di partecipazione e di democrazia diretta, proposte dalla società civile e dai cittadini in risposta al disagio sociale e alla crisi, sono state così lontane dagli attuali partiti.
Di fronte a questa drammatica prospettiva noi cittadini, che giornalmente siamo impegnati nel lavoro, nel mondo della cultura, nella politica, nell’Associazionismo, nei Comitati, nelle attività di proposta e nelle lotte per la salvaguardia del bene pubblico e dei beni comuni, abbiamo il convincimento che anche a Roma siano maturi i tempi perché prevalga un segnale forte di rottura e discontinuità, a partire dalla qualità innanzitutto morale della rappresentanza politica che si candida a governarla.
Pensiamo sia opportuno e necessario che nella competizione elettorale del 2013 per eleggere il sindaco ed il consiglio comunale sia in campo una alternativa in grado di rappresentare, in radicale discontinuità politica e programmatica con il passato e con il presente, l’aspirazione a voltare pagina con una proposta capace di rivolgersi a tutta la città, per un nuovo, innovativo governo della Capitale.
Affermiamo fin dall’inizio che non ci interessa occupare una nicchia nel sistema politico locale, ci interessa invece unire e unirci a tutte le forze della società civile progressista e ambientalista per eleggere il Sindaco dei cittadini per Roma città Bene comune.
L’alternativa per noi inizia dai contenuti programmatici per dare risposta alla mancanza di lavoro e di case, all’inefficienza dei servizi (sanità, scuola e sapere, mobilità e infrastrutture), alla non corretta gestione del ciclo dei rifiuti, alla mancata riqualificazione del centro e della periferia, all’inutile espansione del costruito, al continuo consumo di suolo per soddisfare gli appetiti della speculazione edilizia, al dilagare della criminalità mafiosa e della corruzione.
Partendo dai princìpi e dai diritti riconosciuti dalla Costituzione repubblicana vogliamo costruire una proposta di governo che, superando la cultura dei “sacrifici”, mobiliti e metta a profitto per il bene comune le risorse finanziarie, le strutture, il lavoro, le competenze, che oggi la città già possiede.
Pensiamo che il programma possa scaturire dall’immenso ed originale patrimonio di idee e di progetti, costruito in decenni di lotte contro il cosiddetto “modello Roma”.
C’è un grande giacimento di competenze, esperienze e creatività popolare che le donne e gli uomini di questa città, giovani, immigrati, lavoratori, intellettuali sono in grado di mettere in campo soprattutto se si sentiranno soggetti attivi della sua costruzione e se sapremo disegnare un nuovo paradigma della democrazia, che realizzi una nuova e positiva sintesi tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipata al servizio del bene comune, della città e dei suoi abitanti.
Per queste ragioni aderiamo all’appello “La Roma che vogliamo” promosso dagli intellettuali e parteciperemo all’assemblea cittadina di sabato 27 ottobre ore 9.
30 a Roma presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza, 'aula 1 (Via Eudossiana 18, San Pietro in Vincoli) con la speranza che il sogno di una alternativa per la città si avveri.


Gualtiero Alunni
Mario Attorre
Paola Badessi
Anna Barberio
Mirella Belvisi
Antonio Castronovi
Maurizio Ceccaioni
Bruno Ceccarelli
Gianni Cicioni
Fabio Depino
Vito De Russis
Mimmo D’Orazio
Paolo Gelsomini
Carla Minieri
Irene Ortis
Chiara Ortolani
Gaia Pallottino  
Marcello Paolozza Massimo Piras
Aldo Pirone
Silvano Podda
Fabio Prasca
Andrea Staffa
Mauro Staroccia
Massimiliano Taggi
Mario Vicentini
Angelo Zola

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