Vertenza S. M. della Pietà

14 anni

Se la "politica"
ci stacca la corrente
noi fcciamo più iniziative!

Senza corrente, libera e pubblica cultura:
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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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pericleQui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti Read more ...

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San Francisco, venerdì 25 settembre 1992: un gruppo di ciclisti sfida il senso comune e vìola le regole della circolazione stradale, si impone al centro delle strade e pedala davanti alle macchine.
Non è una manifestazione, si chiama "Commute clot", coagulo di cambiamento che diventa presto una coincidenza organizzata. Da allora ogni ultimo venerdì del mese San Francisco ripropone questa ribellione spontanea e senza capi, ribattezzata Critical Mass. La riappropriazione pratica e politica dei nostri spazi urbani e del nostro corpo è contagiosa, si diffonde tra i ciclisti, valica i confini degli stati e le placche dei continenti. In pochi anni 10, 20, 100, 500 città hanno una Critical Mass mensile, nascono le Ciclofficine popolari, dove puoi costruire o riparare una bici a costo zero.
Oggi, più o meno una volta al mese in quasi tutte le città del mondo, le persone rivendicano il diritto di spostarsi pedalando, dimostrano che il nostro corpo è una fonte di energia sufficiente per rompere l'ingorgo coatto in cui il sistema ha rinchiuso le nostre menti e inchiodato i nostri portafogli. Liberare le città dalle automobili non significa tornare al passato, ma andare incontro al futuro, perchè nelle nostre città vogliamo vivere, respirare aria, spostarci, senza pericoli e senza stress.
Ma in vent'anni le città e i politici sono rimasti sordi al grido di cambiamento lanciato dai pedali, alle statistiche sui tempi di percorrenza, ai dati sull'inquinamento atmosferico, alla diffusione crescente di malattie cardiovascolari e polmonari. E così le città sono diventate un unico grande ingorgo malsano in cui l'automobile contraddice se stessa e diventa il mezzo di trasporto più lento.
Quanto ci costa l'imposizione di uno sviluppo urbanistico basato sulle autombili? Quali costi sociali dovremo ancora sopportare prima di convincerti ad abbandonare la macchina per la bicicletta o per i mezzi pubblici (e a pretendere che questi ultimi funzionino!).
Sei pronto a rinunciare alle domeniche all'autolavaggio, all'assicurazione, alle multe, alle ore di coda, alla puzza di smog? In tanti, in tutto il mondo, hanno trovato nella Critical Mass un piccolo grimaldelllo che fa leva sulla questione della mobilità e la porta a livello di critica sociale del sistema, un granello di sabbia capace di resistere alle manipolazioni politiche dei partiti e di creare intorno a sé una controcultura che si esprime nelle strade, sui muri, in libri, film e documentari, come anche nella creazione di grandi eventi internazionali totalmente autogestiti.
Mentre San Francisco festeggia i suoi vent'anni di Critical Mass con una mobilitazione intercontinentale, Roma, con i suoi 10 anni di Critical Mass e 9 anni di Ciclofficine autogestite non è da meno, lancia una doppia Critical Mass e una settimana di rivolta ciclistica.

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