La ASL e l'abusivismo degli amici: due pesi e due misure

La ASL RME, chiunque ne fosse il Direttore, di qualsiasi colore sia la Regione che dovrebbe controllarla, da sempre gestisce il S.Maria della Pietà come il cortile di casa sua. Non come uno spazio pubblico, non come una centralità urbana, non come un luogo prezioso e caro ai citadini.
La ASL RME, da sempre, gestisce il S.Maria della Pietà infischiandosene delle regole, delle leggi, dei vincoli a cui dovrebbe attenersi.
Lla Ex Lavanderia ha subito 2 processi per "occupazione abusiva", 1 processo per direttore, uno quando c'era Storace ed 1 quando c'era Marrazzo. Processi finiti in assoluzione. Processi intentati contro chi ha difeso l'uso legittimo di un padiglione destinato alla cultura e ristrutturato per questo.
la ASL ha smantellato illegalmente gli ostelli, sottratto gli arredi, reinserito i pazienti psichiatrici. Però, In nome delle "regole", da 6 anni il Padiglione 31, spazio pubblico, ha svolto iniziative al freddo, senza riscaldamenti, con stufe e maglioni pesanti.
Ed al freddo, senza tetto e senza garanzie è anche la Cooperativa Sociale Passpartout, al Padiglione 41, ultimo avanposto di un progetto che prevedeva la gestione di attività di reinserimento lavorativo dei pazienti psichiatrici. Quella Cooperazione integrata per la quale, anche, si erano spesi i soldi del Giubileo e che è stata "presa a calci" tra il 2003 e il 2004.
Il Padiglione 28, invece, i riscaldamenti li ha: 24h su 24 per riscaldare le attività private di qualche affarista amico. Un bar, una mensa, una palestra e adesso un asilo in un padiglione di proprietà pubblica posseduto gratuitamente e illegittimamente dagli amici degli amici.