Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia,

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L'ULTIMA PIETRA TOMBALE SULL'UNIVERSITA' AL SANTA MARIA DELLA PIETA', UN ASILO NIDO PRIVATO AL PADIGLIONE 28.

Nel Padiglione 28, il più grande e l'unico ristrutturato tra i padiglioni destinati all'Università,  apre un'asilo privato gestito da una s.r.l. Non si capisce chi abbia dato le autorizzazioni necessarie. Lo stabile di proprietà della Regione risulta, sulla carta, "occupato abusivamente" ma da anni vi vengono gestite attività di ristorazione, bar e palestra. Istituzioni e partiti voltano la testa e tacciono.

Mentre ipocritamente tutti gli schieramenti assicurano la realizzazione di strutture universitarie, gli spazi ad essa destinati vengono regalati a costo zero a società private. il PD dopo la fallimentare gestione della partita universitaria tace sull'argomento.Il Centrodestra idem. La ASL che con la Ex Lavanderia ha praticato la strada dei processi e dei boicottaggi, garantisce agli "amici" accessi e riscaldamenti..Quali complicità trasversali ci sono dietro? Quali poteri e quali interessi? Come è possibile tutto questo?

Non sono passati neanche 3 mesi dalla polemica sul rifiuto da parte dell’Università di acquistare alcune strutture al S. Maria della Pietà. Allora rappresentanti politici di centrodestra e di centrosinistra dichiararono il loro impegno affinché i problemi fossero risolti e l’Università potesse ripensarci.
Invece, oggi, in un quadro di illegalità e sregolatezza che hanno dell’incredibile, emerge un fatto nuovo (anche se noi l'abbiamo annunciato da tempo) che mette un’ulteriore pietra tombale sull’ipotesi universitaria.

Il Padiglione 28 è il più grande e l’unico ristrutturato tra gli 8 destinati alla Sapienza.

In questo Padiglione apre adesso un asilo nido privato.

Tra maggio ed agosto, mentre infuriava la polemica sul rifiuto di Fati, si sono realizzati lavori di ristrutturazione, in questi giorni si è vista la realizzazione notturna di una recinzione nell’area esterna (che sarebbe un pezzo di parco pubblico) ed un volantino promozionale pubblicizza l’apertura dell’asilo a prezzi stracciati (150€ al mese) con garanzia di accesso delle auto.

Il “bello” è che, sulla carta, il Padiglione 28 risulta “occupato abusivamente”, così attesta una nota della ASL RM E del 2009 riportata da una Delibera Regionale. Allora chi ha autorizzato la realizzazione di un asilo gestito da una s.r.l. (La fabbrica dei sogni) in un Padiglione occupato e per di più destinato ad altro? Difficile credere, (anche se al S.Maria della Pietà tutto è possibile), che possa aprire al pubblico un asilo nido senza autorizzazioni sanitarie ed amministrative. Si deve capire, allora, quale istituzione pubblica sta favorendo la trasformazione illegittima di un padiglione destinato alla Sapienza operando in aperta contraddizione con le affermazioni del Presidente del Municipio Milioni, del Sindaco Alemanno e di Renata Polverini che hanno sempre espresso la convinzione di poter recuperare sul polo universitario.
Si deve capire anche l’operato del PD. E’ stato il principale responsabile del fallimento dell’ipotesi universitaria poiché sotto la sua gestione ASL e Regione non hanno liberato come promesso i padiglioni in questione. Ha recentemente lanciato al grido di “viva l’Università” una petizione popolare della quale abbiamo denunciato contraddizioni e demagogia. Ad oggi il PD tace sulla vicenda del Padiglione 28. E Non solo ora, sull’asilo nido, ma da anni sulla gestione, senza titolo, della mensa, del bar e della palestra di arti marziali.

Il PD tentò, tre mesi fa, di far ricadere la responsabilità del rifiuto della Sapienza sulla presenza dell’Associazione Ex Lavanderia al Padiglione 31; operazione di falsificazione bella e buona visto che mai il padiglione 31 è stato inserito in quelli destinati all’Università. Operazione che, con fatica siamo riusciti a rispedire al mittente.

E adesso come mai una vicenda tanto ambigua che riguarda direttamente le sorti del polo universitario “passa inosservata” ai solerti promotori della “Petizione Popolare”?
Dal nostro punto di vista chiediamo chiarezza, come sempre. Se la politica ha deciso che l’ipotesi universitaria è definitivamente tramontata così come sembra da tutto ciò che avviene, lo dichiari chiaramente smettendola di propagandare una chimera mentre, occultamente, si garantiscono interessi privati di tutt’altro genere. Si apra allora una discussione pubblica e trasparente su cosa fare dei padiglioni ancora non destinati del S.Maria della Pietà.

Il bisogno di servizi per la primissima infanzia è una cosa seria, non utilizzabile per scambi politici e speculazioni. Un asilo nido al S.Maria della Pietà ci starebbe bene, ma dentro il quadro di regole che tutelino il bene collettivo e di una gestione pubblica e moralmente accettabile. Tanto per provare il brivido di una nuova esperienza…

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