Vertenza S. M. della Pietà

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Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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"E senza dubbio il nostro tempo... preferisce l'immagine alla cosa, la copia all'originale, la rappresentazione alla realtà, l'apparenza all'essere...

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Padiglione 11articolo pubblicato su "Diciannovesima speciale (2008)"

Ostelli:2 milioni e 400 mila euro buttati

5 Padiglioni ristrutturati ad ostello nel 2000.La ASL li smantella (illegittimamente). Dopo 7 anni la Regione ne recupera 4 per la Casa dello Studente. Intanto sono spariti gli arredi e bisogna ripristinare ciò che è stato distrutto. A spese dei cittadini.


Letti, comodini, materassi. Tutto sparito. Tramezzi abbattuti e rifatti, a solo tre anni dalla ristrutturazione di cinque padiglioni destinati ad Ostello della Gioventù.
Tra il 2003 ed il 2004, la ASL RME smantellava gli ostelli e vi collocava servizi sanitari.
Eppure, la Legge Regionale n. 20/97 parla chiaro in merito ai finanziamenti messi a disposizione dello Stato per il Giubileo del 2000. Gli enti che percepiscono i soldi, li devono utilizzare per realizzare strutture ricettive e devono mantenerle tali per non meno di 10 anni. Secondo la Legge, quindi, la ASL RME dovrebbe restituire i soldi.
Invece succede il contrario. Visto che i padiglioni sono, appunto, ristrutturati, l'operazione di vendita e di riuso prevista dal Protocollo di Intesa sul S. Maria della Pietà, farà entrare più soldi nelle casse della ASL. Che la ASL ripiani il bilancio è ovviamente speranza di tutti, ma altrettanto vero è che la ASL dovrebbe farlo gestendo bene i servizi ed il patrimonio, non sottraendo risorse pubbliche con sprechi ed atti non legittimi.
Infatti, questa vicenda assume i contorni di una commedia surreale. Silvia Costa, Assessore all'Istruzione della Regione Lazio, ad aprile 2007, annuncia con fierezza che la Regione ha messo in bilancio 2 milioni e 400 mila euro per realizzare la "casa dello studente" in 4 di quei 5 padiglioni.
Casa dello studente, quindi letti, comodini, materassi, ripristino delle docce e delle strutture adeguate. Insomma 2 milioni e mezzo per rifare da capo ciò che era già stato fatto nel 2.000. I giornali romani ne fanno un gran parlare. Nessuno si perita di verificare perché sia necessaria questa spesa e, soprattutto, chi paga per questo ennesimo spreco di risorse. Nessuno fa notare che, comunque, 5 ostelli c'erano e non ci sono più.
Inutilmente, nel 2003, il Comitato di associazioni che aveva promosso la Delibera di Iniziativa Popolare protestò sullo smantellamento degli ostelli e sottolineò che, oltretutto, la loro gestione prevedeva l'impiego di ex degenti psichiatrici attraverso le cooperative integrate. La ASL RME proseguì la sua opera, con il sostegno della Regione allora governata da Storace, ma, di fatto, anche con quello del Comune di Veltroni ed in particolare dell'allora Assessore Minelli, che, il 5 dicembre del 2003, in una conferenza stampa congiunta con l'allora Presidente del Municipio Visconti e con la ASL assicurava tutti che gli ostelli sarebbero stati mantenuti. Un'ultima nota: i servizi spostati dalla ASL ai padiglioni degli ostelli non erano servizi "in più", bensì servizi spostati da altre parti Nemmeno la consolazione di nuovi servizi per i cittadini.

P.S. 20011-02-24
L'ipotesi della Casa dello Studente è naufragata nel Maggio 2010 insieme al millantato "Campus universitario"

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