Vertenza S. M. della Pietà

Campagna "Si Può Fare"

Per il riuso
pubblico, sociale
e culturale
dell'ex manicomio di Roma

Appello alla cittadinanza

Roma, 6 Marzo 2018

Con questo comunicato cerchiamo di riassumere quello che sta succedendo oggi...
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de andréper chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

Assemblea 18 ottobre 2006

L'inganno

E' a settembre 2006 che l'allora Segretario del PRC Massimiliano Smeriglio (oggi SEL), si fa promotore di una trattativa tra l'Associazione Ex Lavanderia e l'amministrazione comunale. Viene elaborata una bozza di Protocollo dall'Assessore all'Urbanistica Morassut sulla quale l'Associazione Ex Lavanderia propone modifiche ed aggiunte. Queste proposte vengono accolte tutte. In un'assemblea pubblica (18 ottobre 2006), l'Associazione Ex lavanderia presenta la bozza di Protocollo alle associazioni ed ai cittadini in presenza di molti rappresentanti istituzionali. Nella bozza si prevede il ripristino degli ostelli, una presenza universitaria non invasiva ed una parte significativa del comprensorio destinata alla cultura. Inoltre si esclude la prevalenza sanitaria e la presenza di strutture psichiatriche o legate alla malattia cronica.
Soprattutto si prevede che l'utilizzo del S.Maria della Pietà sia definito attraverso un percorso partecipato vincolante con la presenza di tutte le associazioni della Salute Mentale e di quelle impegnate da anni sul S.Maria della Pietà.
Dopo questa assemblea passano alcuni mesi nel silenzio. A marzo, per caso, emerge una nuova bozza di Protocollo che tradisce tutti gli impegni presi. In particolare pur restando invariate le premesse generali, la nuova bozza definisce esattamente quanti e quali padiglioni debbano essere destinati ai vari enti.
Ovviamente questa definizione rende superflua e inutile ogni successiva discussione.
Alla ASL vengono assegnati 18 padiglioni, all'Università ed alla casa dello studente 12, al Municipio 4 ed alle attività sociali e culturali 1 (La Ex Lavanderia).
Alle proteste dell'Associazione Ex lavanderia (che culmineranno nel corteo del 31 marzo 2007) i rappresentanti politici ed istituzionali risponderanno in forme arroganti ed autoritarie.
Alle osservazioni formalmente presentate da numerose associazioni non sarà data alcuna risposta violando il regolamento partecipativo.
La ASL inizierà immediatamente ad utilizzare i padiglioni con l'autorizzazione e la compiacenza della Regione Lazio e continuerà ad occupare anche i padiglioni che il Protocollo non gli affida.
Anche i partiti che fino a quel momento avevano sostenuto le richieste delle associazioni (PRC e Verdi) firmeranno con i loro assessori il Protocollo di Intesa. Inizierà una campagna giornalistica volta a dare del Protocollo di Intesa un'idea distorta e falsificante.

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