APPELLO (scarica rtf)
Difendere e rilanciare la Legge 180
A 30 anni esatti dalla sua approvazione, la Legge Basaglia rappresenta ancora un esempio a livello mondiale.
Eppure la 180 subisce attacchi su più fronti. La riduzione dell'intervento pubblico e del welfare colpisce anche la rete dei servizi sulla Salute Mentale.
Mentre si riducono gli interventi di integrazione, le esperienze territoriali e comunitarie, dall'altra parte si concedono sempre più risoprse e possibilità alle cliniche private e convenzionate. Questo al di là di ogni ragionevolezza economica. Convenzioni e lauti appalti stanno diffondendo realtà che, per molti aspetti, riproducono meccanismi di istituzionalizzazione.
In questo scenario rischiano di trovare consenso i nemici di sempre della 180, coloro che ideologicamente vorrebbero ritornare indietro, riproporre forme di segregazione e di esclusione.
Noi ribadiamo, dopo 30 anni, che la Legge 180 è una legge di civiltà, una legge giusta, una legge moderna e che va ripresa e rilanciata la battaglia per la sua applicazione e per l'investimento di risorse sulla rete pubblica dei servizi.
Uso Pubblico e culturale dell'Ex Manicomio di Roma S.Maria della Pietà
L'Ex Manicomio di Roma , S.Maria della Pietà è il primo ed unico manicomio di una capitale nel mondo ad essere stato "distrutto". Questo luogo rappresenta la memoria di uno degli orrori del 900 e come tale va considerato.
L'attacco ideologico prima e la visione economicista e apparentemente "pragmatista" poi, rischiano di produrre un esito devastante. Ciò che gli acordi ed i processi in corso stanno disegnando è un progetto "spezzatino" in cui la parte più significativa è una nuova "cittadella del dolore", con strutture psichiatriche di ritorno, strutture residenziali legate alla cronicità, alla disabilità, alla malattia terminale. Un concentrato di disagio contrario a qualsiasi ipotesi di integrazione e diffusione territoriale. Ma soprattutto una rottura simbolica rispetto alla memoria di chi ha sofferto e di chi si è liberato. Soprattutto non è accettabile la riproposizione in alcuna forma della residenzialità psichiatrica all'interno del Comprensorio. L'uso culturale e sociale richiesto da decine di associazioni e da migliaia di cittadini è l'unica forma possibile di valorizzazione della storia e della memoria dell'ex Manicomio. Da luogo di esclusione a luogo di inclusione, a partire dalle proposte avanzate in 12 anni dall'associazionismo. Solo in questo quadro può avere senso una presenza universitaria contenuta, per non pesare sull'assetto urbano del territorio interessato. Così come il ripristino degli Ostelli della Gioventù illegittimamente smantellati dalla ASL RME. Chiediamo la rimessa in discussione del Protocollo di Intesa firmato ad Aprile 2007 e la sospensione di qualsiasi collocazione di strutture sanitarie all'interno del Comprensorio.
Rivendichiamo che le risorse tratte dall'utilizzo dell'Ex manicomio siano interamente reinvestite nel sistema pubblico e decentrato della Salute Mentale come vuole la Legge ed il buon senso.
Tutela e difesa dell'esperienza della Ex Lavanderia
L'esperienza di uno spazio pubblico, culturale ed aperto nel Padiglione 31, rappresenta oltre ad un valore in sé, l'emblema di ciò che potrebbe essere l'intero complesso.
La resistenza strenua, la difesa dell'uso legittimo di un padiglione a fronte dello smantellamento dei servizi aperti e pubblici che ha caratterizzato la gestione del Comprensorio. L'aver reso disponibile uno spazio a migliaia di cittadini, alle compagnie teatrali, ai gruppi musicali, agli artisti, attraverso il volontariato e promuovendo arte e cultura libera e pubblica. Questo patrimonio deve essere tutelato e difeso, attraverso l'assegnazione del Padiglione 31 all'Associazione che lo ha salvaguardato e valorizzato. Questo è stato anche l'impegno espresso sulla carta dalle istituzioni locali, a partire dal Comune. Chiediamo che questo impegno sia rispettato al più presto.
Una nuova idea di città
La vertenza S.Maria della Pietà è anche l'emblema di un modello di sviluppo distorto della città laddove la pianificazione del territorio tende sempre più ad accontentare i poteri forti rimovendo le ragioni di fondo che rappresentano il tessuto connettivo delle comunità locali. Non si può disegnare una città che non riconosce la propria memoria storica, che non considera il potenziale sociale ed etico dei luoghi, che non è in grado di progettare secondo l'ottica della partecipazione e della condivisione. Ciò che si farà dell'ex manicomio è indicativo di come si immagina la città del futuro. Da una parte le gambe corte di una visione tutta economicista, tutta tesa all'utilizzo delle risorse per "fare cassa" qui ed ora senza progettualità e valori. Dall'altra la necessità di ridefinire un'identità socialmente condivisa che riscopra le ragioni democratiche, solidali, comunitarie che hanno attraversato la città e la sua storia e che oggi sono l'unico antidoto possibile alla frammentazione, alle tentazioni retrive e intolleranti. Anche su questo spartiacque si misura la città del futuro.
ADESIONI
Psichiatria Democratica
Unione degli Universitari - Roma
Collettivo di Psicologia (Sapienza)
Ingegneria Senza Frontiere
Unione degli Studenti Roma
Associazione Lib-Lab
Rete di Sostegno al Chiapas Rebelde
Titubanda
Comitato No corridoio Roma-Latina
Associazione Rete IV Municipio
CdQ Acquedotto Alessandrino
Com. Difesa del Parco Tor tre teste / Alessandrino
Com. promotore Flaminio/Villaggio Olimpico
Comunità territoriale X Municipio
COordinamento COmitati QUInto
CdQ S.Onofrio M.Mario
Unione Inquilini
Spazio Sociale Ex 51
Associazione Nomen Omen
Redazione di "Carta"
ARCI
Italia Nostra - Roma
Horus occupato
Comitato 100celle aperte
Ass. Progetto Laboratorio
CSA Brancaleone
Perché il DRAGO VOLANTE?
Il simbolo del Corteo, così come in occasione dei precedenti cortei (28/1/2006 e 31/3/2007) è il drago volante.
Nella prima metà degli anni 70, a Trieste e a Roma si svolsero cortei per la "distruzione del Manicomio". Per la prima volta, in piazza c'erano anche i pazienti. A Trieste fu costruito un enorme cavallo alato di cartapesta (MarcoCavallo), a Roma un drago con la testa di cartapesta e il corpo di stoffa. Il cavallo alato ed il drago, rappresentarono simboli di liberazione, dal manicomio, certamente, ma anche di liberazione in generale. Allora, la "distruzione del manicomio" era un obiettivo che parlava a tutta la società, parlava del mondo e della libertà, della possibilità di ricomporre sogno e realtà, follia e normalità. Per noi, oggi questi simboli valgono come allora. Per ora, i manicomi così come li abbiamo conosciuti non ci sono più, ma le logiche di esclusione, di separazione, il trionfo del presunto "pragmatismo", la riduzione del desiderio a follia sono più forti che mai. Per questo il Drago di Roma con le ali di Trieste sono simboli che non vogliamo dimenticare e che riproponiamo perchè crediamo che l'impossibile possa diventare possibile.
Piazza Alfonzo Capecelatro si trova a Primavalle.
Per arrivare: Metro A Battistini - e bus (46-997-998)
Il percorso:
Piazza Capecelatro - via P.Maffi - Via Torrevecchia - Via Livi - P.zza S.Maria della Pietà