Giovedì 4 dicembre 2008 si è tenuto il Consiglio Municipale aperto alla cittadinanza sul “Riuso del Santa Maria della Pietà”.
Quello che ne rimane lascia un impressione dalle caratteristiche discordanti. La cittadinanza ha risposto positivamente all'appello di partecipazione, la cittadinanza ha dimostrato di essere ancora interessata al destino dell'ex manicomio di Roma, la cittadinanza ha fatto capire che vuole: -
un riutilizzo in senso culturale e sociale del complesso (preoccupata
da un Protocollo di Intesa da poco firmato anche dal Municipio che
risanitarizza il complesso assegnando 23 padiglioni alla Asl Rme), - che il parco rimanga pubblico (preoccupata dalla scadenza della concessione comunale avvenuta nel 2008), -
che almeno l'Università riesca a trasferirsi negli 8 padiglioni a lei
destinati (preoccupata dal fatto che se la Asl non lascerà entro due
mesi i 5 padiglioni occupati dai suoi servizi, l'accordo sfumerà).
La cittadinanza vuole
che le proprie esigenze vengano ascoltate da politici che non possono
più continuare ad essere sordi alle richieste degli elettori. La
pratica del consiglio municipale aperto permette a tutti i consiglieri
municipali di ascoltare bene le esigenze che da anni vengono urlate
alle istituzioni, ormai si può parlare di politici che di fronte a ciò
che il cittadino vuole non sanno far altro che cercare in ogni modo di
giustificare e far passare come accettabili e condivise delle
scelte ormai fatte.
Il Presidente Milioni
ci trova pienamente d'accordo con lui quando dice che il Protocollo
d'Intesa va totalmente messo in discussione perché è folle tutelare gli
interessi della Asl che vuole aprire nuove strutture sanitarie di
fronte ad un ridimensionamento di strutture ospedaliere (es: chiusura
del reparto di cardiolgia al S. Filippo Neri) in un territorio dove
peraltro non ne mancano. Siamo d'accordo con lui quando ritiene che il
padiglione principale dell'ex manicomio (il 26) debba essere assegnato
al Municipio per dare servizi al cittadino e non (ci dispiace
ripeterci, ma ormai si è presa quasi tutto) alla solita Asl.
Quello che ci preoccupa
è il fatto che colui che rivendica di ascoltare la cittadinanza, di
fronte alle richieste della creazione di un polo culturale e sociale
cittadino, si oppone assieme a tutta la sua maggioranza ad una mozione
che richiedeva almeno l'assegnazione del padiglione 31 all'Associazione
Ex Lavanderia. Riconoscimento minimo verso quei cittadini che da anni
dedicano, come volontari, il loro tempo libero per garantire al
quartiere la fruizione di un luogo dove è possibile partecipare o
organizzare qualsiasi tipo di evento senza pagare alcun biglietto
Ci sembra
che il cercare di orientare tutte le aspettative delle associazioni,
interessate al riuso culturale del Santa Maria della Pietà, unicamente
sul riutilizzo del padiglione 31 abbia come fine solamente il togliere
voce in capitolo a quelle persone che da anni rappresentano l'occhio
vigile dei cittadini su ciò che di illegale accade diffusamente
all'interno dell'ex manicomio.
Siamo convinti che ascoltare la cittadinanza sulle vertenze territoriali non significhi cercare di imperare-governare dividendo.
ASCOLTARE Per
decenni i cittadini hanno voluto parlare di come sarebbe potuto
diventare bello un luogo che ha rappresentato disagio e reclusione. Questi cittadini ancora ne parlano.
PARTECIPARE Per decenni i cittadini hanno partecipato alla vita dell'ex manicomio cercando di modificarne il futuro in positivo. Questi
cittadini si sono trovati obbligati ad occupare uno spazio ed andare
contro la legge per tutelare il corretto utilizzo di una struttura
destinata a tale scopo, quindi per preservarne l’uso legale.
DECIDERE Oggi
quei cittadini sentono dirsi da chi rivendica ascolto e partecipazione
che è una giusta soluzione eliminare l'unica realtà che ad oggi ha
tutelato senza scopo di lucro uno dei diversi padiglioni che tutti
avremmo voluto fossero destinati alla cultura. Questi cittadini al
Consiglio Municipale aperto hanno toccato con mano, visto con gli occhi
e ascoltato con le orecchie che la parola “decidere” non è accompagnata
dalla parola “assieme”.
Ora i cittadini sanno di trovarsi, come sempre, nella condizione in cui chi decide non ascolta la voce di chi realmente partecipa. Oggi
sanno che avere impedito alla Asl di trasformare in ufficio un
padiglione ristrutturato a scopi culturali ed aver portato all'interno
del Santa Maria l'unico spazio realmente dedicato a cultura e
socialità, avrà come unico risultato un ben servito.
Ascoltando gli interventi del Consiglio sembrava di udire una voce che ostinatamente ripeteva: ”Grazie
per aver fatto ciò che avremmo dovuto fare noi, ora però tornate nelle
vostre case senza partecipare troppo, voi avete salvato il Padiglione
31 ma adesso è il nostro turno”.
Ed alla fine le domande restano: Perché chi tutela il corretto utilizzo dello spazio non viene ritenuto capace di portare avanti ciò che già fa? Perché
chi rivendica di ascoltare cittadini e associazioni invece di concedere
spazi vuole cancellare una realtà di libera partecipazione alla vita di
quartiere? Ed infine: quale sarà il futuro a cui andrà incontro l'ex
manicomio quando tra gli attori in campo sarà esclusa la partecipazione
del quartiere e rimarrà solamente chi fino ad oggi ha distrutto il
sogno di una città ideale?
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